JUVENTUS/ Infiltrazione ndrangheta in curva, Agnelli il 15 maggio in aula come testimone

- La Redazione

JUVENTUS, caso infiltrazione ndrangheta in curva: Andrea Agnelli dovrà comparire in aula il 15 maggio come testimone al processo Alto Piemonte

Andrea Agnelli Juventus
Juventus, Andrea Agnelli (Foto: LaPresse)

Juventus, Andrea Agnelli dovrà comparire in tribunale a Torino il 15 maggio per il processo Alto Piemonte – Il processo sulla presunte infiltrazioni dei clan nella curva della Juventus va avanti e porta novità importanti. Andrea Agnelli, presidente della Juventus, sarà chiamato a testimoniare il 15 maggio in tribunale sul capitolo riguardante la gestione dei biglietti della società bianconera. I legali dei Dominello, padre e figlio coinvolti in maniera pesante nella vicenda, hanno chiesto l’audizione di Agnelli per dimostrare l’esistenza di rapporti tra il presidente bianconero e il loro assistito Rocco Dominello. L’intento è palesare che la mafia non ha alcun ruolo in questa vicenda e che la consegna dei biglietti agli ultrà è prassi normale. La procura ha esaudito la richiesta convocando Andrea Agnelli. L’avvocato Putrino punta anche ad una mail mandata da Raffaele Bucci morto suicida il luglio scorso in circostanze misteriose. Raffaele Bucci, ex esponente dei Drughi e collaboratore della Juventus, chiedeva una “cresta” sui biglietti da destinare agli ultrà. Ma Andrea Agnelli, attraverso il suo legale Luigi Chiappero, ha sempre smentito il tutto.

Juventus, cessione irregolare di biglietti? Andrea Agnelli chiamato a tesimoniare – Il gup Marson ha ammesso Agnelli come testimone al processo basandosi su alcune sentenze della Cassazione, precisamente del 2014 e del 2016. L’avvocato Peutrino ha sempre creduto importante la sua richiesta riguardo l’ascoltare Andrea Agnelli e infatti il giudice ha acconsentito in maniera decisa. Inoltre l’avvocato non capiva il motivo del non interesse ad ascoltare Andrea Agnelli su un argomento importante visto il processo in atto. La Juventus spera di chiarire definitivamente una vicenda che presenta tanti lati oscuri. Ricordiamo che il tutto è iniziato da un’inchiesta della Procura di Torino “Alto Piemonte” che prende in esame le attività di un clan della ‘Ndrangheta a Torino in cui entra marginalmente la Juventus per presunte attività di bagarinaggio. Un’inchiesta che è durata 4 anni e che prende in considerazione soprattutto gli anni 2013 e 2014.

Di Umberto Tessier

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