OSSESSIONE DOPING/ Atletica Europea: cancelliamo tutti i record del mondo non certificati (Mennea compreso)

- Claudio Franceschini

La Federazione Europea di atletica leggera ha messo al vaglio una proposta per combattere il doping e dare maggiore credibilità ai record: a rischio anche il 19”72 di Pietro Mennea

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Paula Radcliffe, primatista mondiale nella maratona (Foto LaPresse)

Il con cui Pietro Mennea stabilì il record europeo tuttora in vigore sui 200 metri a Città del Messico (primato mondiale per 17 anni), potrebbe essere a rischio. Lo ha spiegato la , federazione europea di atletica leggera: in cantiere un progetto che porterebbe a cancellare i vecchi record (si intendono quelli continentali) portando a unomologazione più severa e controllata di quelli futuri. Una norma in tre passaggi: primo, i record dovranno essere ottenuti in eventi internazionali riconosciuti, così da garantire elevati standard di attrezzature tecniche; secondo, latleta dovrà sottoporsi a controlli antidoping concordati nel numero in mesi precedenti la prestazione; terzo, nei 10 anni successivi alleventuale primato dovrà esserci la possibilità di effettuare altri controlli.

Un progetto che potrebbe passare, e che è anche retroattivo: i vecchi record al di fuori di questi canoni resteranno scritti nelle liste, ma potrebbero non essere riconosciuti in ambito europeo. La spiegazione alla proposta lanno data Svein Arne Hansen, presidente EA, e Sebastian Coe che comanda invece la Federazione internazionale di atletica leggera: in buona sostanza e riassumendo, si tratta di unazione netta per contrastare il doping e ridare credibilità al mondo dellatletica. Letta così, nellipotesi migliore cè una serie di dubbi che aleggia sulleffettiva attuazione.

Non è tanto la cancellazione di vecchi record (una proposta codarda che mi ferisce e confonde il pubblico ha commentato in proposito Paula Radcliffe, primatista mondiale nella maratona) nè limpegno profuso nella lotta al doping, impegno certamente nobile e doloroso visti i tanti casi nel mondo dellatletica; tuttavia bisogna sempre distinguere la volontà di combattere trucchi e scorciatoie – soprattutto se illegali – e il voler trasformare lo sport in un freddo contenitore senza anima e sentimenti. Esagerazione? Nemmeno troppo: prendete per esempio il vincolo ai controlli precedenti la manifestazione.

Come si fa a stabilire a priori – e con mesi di anticipo – quale atleta farà registrare un record? Verranno sottoposti tutti a controlli a tappeto? La norma stona con leffetto sorpresa: cosa si farà nel caso in cui venga stabilito un primato da un atleta che nessuno avrebbe indicato come favorito? Non solo: perchè un primatista europeo dovrebbe sottoporsi a un controllo 10 anni più tardi? Potrebbe essersi ritirato da tempo, o comunque anche qualora venga trovato positivo aver superato controlli nei 9 anni precedenti: dovremmo togliergli il record? Sarebbe come dire, per citare una squalifica recente, che Maria Sharapova dovrebbe essere privata di tutti i titoli ottenuti tra dal 2006 al marzo 2016, quando è stata trovata positiva. Una follia senza mezzi termini, e forse uninutile caccia alle streghe.



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