SPEAKER BARI MINACCIATO/ Sbaglia a leggere la formazione, i tifosi furiosi: Vattene o finisci nell’acido!

- Matteo Fantozzi

Minacce speaker Bari, Calcio news: l’addio dopo la paura per le intimidazioni alla sua compagna. Una storia che mette la pelle d’oca a cui sarà sicuramente importante porre rimedio.

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Foto LaPresse

Le parole di Max Boccasile, speaker del Bari allo Stadio San Nicola, hanno lasciato tutti senza parole e creato un clima davvero difficile da capire. Ora ovviamente ci si interroga sui colpevoli, dopo la denuncia arrivata proprio da questo che ha mostrato le parole spregevoli rivolte alla sua compagna, minacciata di essere colpita con l’acido. Su Dagospia possiamo leggere quanto sottolineato dallo stesso Boccasile: “Avete vinto voi, non ho più intenzione di fare lo speaker del Bari. Volevte il mio posto? Prendetrevelo. Al momento con il Bari non ho avuto contatti e penso che per il prossimo anno abbiano cose più importanti da pensare visto il clima di terrorismo che sta creando questa città”. Staremo a vedere quali saranno le decisioni della società che nel frattempo ha già espresso solidarietà all’uomo prima che al professionista. Sarà importante comunque capire oltre ai colpevoli anche le motivazioni che hanno spinto questi ad arrivare addirittura fino a un punto di non ritorno.

Mette la pelle d’oca la notizia che arriva da Bari dove lo speaker dello Stadio San Nicola ha deciso di dire addio per le continue minacce ricevute. L’ultima, come racconta Dagospia, ha fatto capire a Max Boccasile che era arrivato il momento di dire basta. Le intimidazioni erano state dirette alla sua compagna direttamente su Messanger, con un messaggio in cui si può leggere: “Ascolta un consiglio spassionato. Se non vuoi finire con la bella faccia che hai nell’acido, dì all’amore tuo di lasciare il posto di speakr e stai in silenzio”. Parole pesanti che sicuramente hanno poco a che fare con il calcio. Le frizioni partono da molto lontano, fin da quando all’esordio Boccasile ebbe una piccola incertezza nella lettura della prima formazione. Da quel momento sono iniziati i problemi, spiega Boccasile: “Hanno lanciato una petizione popolare contro di me. Sono stato in silenzio, ho accettato le critiche e sofferto per gli insulti. Mi hanno appellato in ogni modo e per il bene di tutti sono sempre stato in silenzio”. 



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