Gilles Muller/ Chi è il lussemburghese che ha battuto Nadal a Wimbledon 2017

- Claudio Franceschini

Gilles Muller, chi è il lussemburghese che ha battuto Nadal negli ottavi di Wimbledon 2017: 34 anni e due titoli Atp, non era mai arrivato oltre il secondo turno ai Championships

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Gilles Muller ha battuto Rafa Nadal a Wimbledon 2017 (Foto LaPresse)

Arrivare a 34 anni per la vittoria della vita? Si può fare. Chiedere a Gilles Muller, che in una serata pazzesca ha eliminato Rafa Nadal da Wimbledon 2017, facendosi rimontare due set di vantaggio, sprecando quattro match point ma riuscendo comunque a chiudere in 4 ore e 48 minuti. I quarti di finale ai Championships sono il punto più alto che Muller abbia mai raggiunto: a volte il tennis racconta anche queste storie. Questa di Gilles Muller è particolarmente interessante: nel 2015 il lussemburghese si era spinto ai quarti di Rotterdam – perdendo contro Stan Wawrinka – e aveva raggiunto la 34esima posizione nel ranking Atp, il suo massimo in carriera. Replicata a chiusura del 2016, quando era diventato il giocatore con la classifica più alta tra quelli che non avessero mai vinto un titolo.

Già, perchè Muller ha dovuto aspettare metà gennaio 2017 per festeggiare un trofeo: è successo a Sydney in una finale contro Daniel Evans, e allepoca lo avevamo visto in lacrime insieme a moglie e figli, per quello che era il massimo traguardo mai raggiunto. Era: da quel momento è come se fosse scattato qualcosa nella testa di questo gigante mancino, tutto (o quasi) servizio e volée come ai vecchi tempi. Prima era diventato famoso per le finali perse: quelle di Los Angeles e Atlanta (rispettivamente 2005 e 2012) avevano segnato gli ultimi titoli di Andre Agassi e Andy Roddick, ma prima ce nera stata unaltra (Washington) e poi altre due nel 2016 (a maggio ha perso allEstoril contro Carreno Busta).

Dopo, Muller è riuscito a vincere il titolo di s-Hertogenbosch battendo Ivo Karlovic con due tie break, ed è arrivato a Wimbledon. Dove non era mai andato oltre il secondo turno: negli Slam aveva giocato un quarto di finale agli Us Open (2008) partendo dalle qualificazioni e battendo Haas, Almagro e Davydenko prima di arrendersi a Roger Federer. Ha fatto il capolavoro, ripetendo se stesso 12 anni dopo: nel 2005 aveva incrociato Nadal, anche allora testa di serie numero 4 e campione al Roland Garros, e lo aveva superato per 6-4 4-6 6-3 6-4. Solo che allepoca Rafa aveva 19 anni e, nonostante il titolo Slam, doveva ancora diventare il campione che tutti avrebbero conosciuto; soprattutto, Muller aveva perso subito dopo (contro Richard Gasquet). 

La straordinaria vittoria di Gilles Muller, se da una parte è una storia fantastica di lavoro, sacrificio e attesa del momento, dallaltra racconta anche di un tennis che non riesce a voltare pagina. Se oggi Novak Djokovic dovesse battere Mannarino nellultimo ottavo, a Wimbledon 2017 avremmo cinque giocatori con almeno 30 anni ai quarti di finale, con Sam Querrey che li compirà a ottobre. Lo avevamo detto tempo fa, raccontando del grande ritorno di Federer e Nadal: il ricambio generazionale tarda ad arrivare, e ancora oggi nessun nato negli anni Novanta ha mai vinto uno Slam.

Non solo: Milos Raonic resta lunico che finora sia stato in grado di arrivare a una finale (Wimbledon lanno scorso) e anche lunico che in questo torneo possa spezzare il sortilegio e aprire una nuova era di vittorie per il decennio in cui è nato. Si dirà che è un problema da vedersi in positivo: ci sono grandi campioni che non ne vogliono sapere di mollare, e continuano ad elevare il livello del tennis mondiale regalandoci una rivalità senza fine che non può che far bene a tutto il movimento.

Sarà anche così, anzi sicuramente è così, ma è un dato di fatto che la generazione di mezzo (cioè tra i Big Four e la NextGen capitanata da Alex Zverev e, se vogliamo, Dominic Thiem), non sia riuscita a trovare contromisure efficaci per contrastare i veterani del circuito. Non è nemmeno troppo vero lassunto – che in questi casi viene tirato fuori a intervalli costanti – che se avessero giocato in unaltra epoca avrebbero vinto di più: al netto di qualche stagione di transizione (per esempio tra Pete Sampras e Federer), qualunque era tennistica ha avuto i suoi ingiocabili, e in ogni occasione il loro regno è finito per lavvento di avversari in grado di batterli.

Il 1984 di John McEnroe fu straordinario, ma già nel 1985 un ragazzino chiamato Boris Becker vinceva Wimbledon; dopo che il tedesco ebbe messo insieme otto Slam, sulla scena irruppero Sampras e Agassi a guidare il quartetto degli americani (che comprendeva anche Jim Courier e Michael Chang), poi appunto Federer e tutti gli altri. Il punto sta sempre nel riuscire a trovare un modo per battere il campione di turno, come ad esempio fece McEnroe con Jimmy Connors, che giocò ad alti livelli fino a quasi 40 anni ma smise di vincere Slam a 31, perchè nel frattempo erano apparsi altri campioni.

Questo rimane il punto: riuscire a evolvere il gioco in modo da superare chi ti sta davanti. Un po’ come fece Martina Navratilova dopo le tante batoste subite da Chris Evert, per intenderci; un po’ come Federer che arrivò a Wimbledon e superò Sampras. Perchè sicuramente il Re è il Re e quello che ha vinto se lo è guadagnato; sicuramente lui e Nadal sono tra i tennisti più forti mai apparsi sulla scena, ma lo erano anche tutti coloro che li hanno preceduti. A Gilles Muller tutto questo non importa: a 34 anni non ci credeva più, e ora vive il suo grande sogno.

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