Aru Maglia Gialla / Tour de France, gli altri italiani in giallo nella storia della corsa francese

- Mauro Mantegazza

Fabio Aru Maglia Gialla, Tour de France: il sogno nel nome di Michele Scarponi, nato da una primavera terribile. Ora il sardo della Astana è al comando del Tour

aru_planche_facebook_tour_2017
Fabio Aru, leader della classifica del Tour de France 2017 (LaPresse)

la nuova maglia gialla del Tour de France 2017. Dopo la tappa di ieri il ciclista sardo dellAstana ha staccato tutti, ottenendo così il primo posto nella classifica generale. Sono solo 6 i secondi che separano il secondo, Chris Froome, grande favorito, ma il nostro atleta ha tutte le carte in tavola per chiudere la corsa a tappe più difficile al mondo da leader. E chissà che Aru non possa ripetere la straordinaria prestazione di Vincenzo Nibali, che nel 2014, vinse la corsa. Altri italiani che hanno indossato la prestigiosa casacca yellow sono Rinaldo Nocentini nel 2009, e il grande Claudio Chiappucci, 27 anni fa, nel Tour 90, entrambi però non sono riusciti a portare il pesante colore fino alla tappa conclusiva di Parigi. Come dimenticarsi poi di Fausto Coppi, che vinse nel 52, o di Fiorenzo Magni nel 49. Nencini indossò invece lambita maglietta nel 60, mentre Gimondi nel 64. Ma il primo italiano assoluto in Maglia Gialla è Ottavio Bottecchia, addirittura nel 1924, quasi 100 anni fa. (Agg. di Davide Giancristofaro)

Dopo la splendida tappa di ieri, conclusasi a Peyragudes, sui Pirenei, il nostro ciclista Fabio Aru, atleta sardo del team Astana, si è piazzato nella classifica generale davanti a tutti, ottenendo così la prestigiosa Maglia Gialla del Tour de France. Sono appena sei i secondi che separano litaliano da Froom, secondo nella classifica generale, con Bardet che segue a 25 e Uran a 55. Distacchi minimi che potrebbero venire stravolti dopo la tappa di oggi. La corsa transalpina si sposta infatti a Saint Girons per concludersi a Foix. Un percorso di appena 101 chilometri, ma nei quali sono previsti ben tre Gp della montagna, con altrettante scalate insidiose. Per la precisione si tratta del Col de Latrape, pendenza del 7,3% per 5,6 km, il Col dAgnes, 10 chilometri ad una pendenza dell8,2%, e infine il Mur de Peguere, 9,3 km a 7,9% di media. Una tappa davvero impegnativa che obbligherà il nostro Aru a rimanere ovviamente nella testa del gruppo per cercare di mantenere la leadership. (Agg. di Davide Giancristofaro)

La prestigiosa Maglia Gialla del Tour de France 2017, è finita sulle spalle di Fabio Aru. Il 27enne ciclista sardo ha ottenuto il primato nella giornata di ieri, al termine della tappa in cima a Peyragudes, sui Pirenei, staccando di pochissimo (solo 6 secondi), Chris Froome, con Bardet e Uran a 35 secondi. La soddisfazione è ovviamente enorme, ma litaliano è conscio che il Tour è la corsa a tappe più difficile al mondo, e di conseguenza non è ancora il momento per esaltarsi: « un piccolo vantaggio le parole del team Astana – ma il Tour è ancora tanto lungo, domani sarà una giornata molto impegnativa. Vestire la maglia gialla è un’emozione incredibile, forse la più bella per un ciclista. Aru ha poi aggiunto, sempre riferendosi alla propria posizione di leader della Grande Boucle: «Mi mancava questa maglia. Avevo indossato quella di leader al Giro e alla Vuelta ma mai qui. La squadra sta facendo tanto per me: questa maglia è dedicata a loro. Oggi tredicesima tappa del Tour de France 2017, con partenza da Saint Girons e arrivo a Foix, con di mezzo tre salite faticose per un totale di 101 chilometri di corsa. (Agg. di Davide Giancristofaro)

In maglia gialla al Tour de France 2017 al termine del tappone pirenaico con arrivo a Peyragudes. Per carità, i distacchi sono minimi, dal momento che il sardo della Astana ha appena 6 di vantaggio sullex leader Chris Froome e nello spazio di 35 secondi troviamo anche Romain Bardet e Rigoberto Uran, ma la notizia resta ed è speciale sia per lo stesso Fabio Aru sia per tutto il ciclismo italiano, che nel 2017 aveva raccolto più delusioni e brutte notizie che soddisfazioni. Lanno era iniziato male anche per lo stesso Aru: prima il ritiro nella Tirreno-Adriatico, poi linfortunio durante la preparazione per il Giro dItalia, che sarebbe stato il grande obiettivo stagionale per Fabio Aru, essendo ledizione numero 100 con partenza proprio dalla sua Sardegna. Su tutto poi la botta della more dellamico e compagno di squadra Michele Scarponi: una primavera orribile, che ha portato Aru a mettere nel mirino questo Tour de France, che altrimenti forse non avrebbe nemmeno disputato. La rinascita comincia a giugno: un buon Giro del Delfinato e una straordinaria prestazione al Campionato Italiano, dove conquista la maglia tricolore staccando tutti in salita e giungendo da solo a braccia alzate sul traguardo di Ivrea.

Fabio Aru dunque si è presentato al via del Tour de France da campione dItalia, come aveva fatto Vincenzo Nibali nel 2014 – e non cè bisogno di ricordare come andò a finire tre anni fa Al primo arrivo in salita Fabio ha staccato tutti, vincendo da solo sul traguardo di La Planche des Belles Filles, oggi nel tappone pirenaico Aru ha conquistato la maglia gialla per la prima volta nella sua carriera. Il Tour è ancora lungo, i distacchi sono minimi e il Team Sky resta nettamente la squadra più forte, anche perché proprio ieri la Astana ha perso per una caduta Dario Cataldo, mentre Jakob Fuglsang – anchegli coinvolto nellincidente – è rimasto in gara ma le sue condizioni non sono buone; tuttavia Aru fino a questo momento è stato il più forte in salita, Froome non è lo stesso degli anni scorsi e Bardet oppure Uran sono avversari forti ma non superiori al sardo. Se fosse una favola, il lieto fine sarebbe assicurato: è una gara sportiva e quindi ci sarà ancora moltissimo da pedalare e faticare, ma siamo sicuri che da lassù ci sarà qualcuno a dare una spinta a Fabio Aru nei momenti difficili. A proposito di favole, la morale la possiamo già trarre: le difficoltà fanno diventare grandi, chi ha valori ne emerge anzi ancora più forte. Come cantava Fabrizio De André, è dal letame che nascono i fiori: un petalo giallo a Parigi sarebbe un finale memorabile. Il sogno continua

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori