Federer/ Lo svizzero in semifinale a Wimbledon: non vedo l’ora, la pausa mi ha fatto bene

- Claudio Franceschini

Roger Federer è ancora una volta in semifinale a Wimbledon: venerdì sfiderà Tomas Berdych ed è sempre più vicino a mettere le mani sull’ottavo titolo dello Slam sull’erba di Londra

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Roger Federer è ancora in semifinale a Wimbledon (Foto LaPresse)

Domanda: Ti aspettavi di giocare così bene a 35 anni?. Risposta: Anche nel 2014 e 2015 avevo giocato bene, ma ho trovato un Djokovic al top. Molte delle speranze di Roger Federer di tornare a vincere Wimbledon stanno in questa dichiarazione: pochi ricordano che nei due anni citati dal Re il livello di gioco fu eccelso, e ancora più sorprendente perchè lo svizzero veniva da una stagione nella quale la schiena lo aveva tormentato impedendogli d esprimersi anche solo vicino al suo standard. Allora, a farlo fuori da Wimbledon era stato un carneade ucraino di nome Sergiy Stakhovsky; nei due anni successivi i Championships non erano arrivati, ma Federer in finale ci era arrivato. Sia come sia, Roger Federer venerdì avrà la grande occasione di tornare a disputare il match per il titolo di Londra: sarebbe lottavo, che lo porterebbe a staccare Willy Renshaw e Pete Sampras e a portare a 19 il numero di Slam vinti. Che lo svizzero sia già nella leggenda del tennis è assodato; che non gli serva un ottavo Wimbledon per essere ricordato come il più grande di sempre è altamente probabile, che a quasi 36 anni Roger sia ancora il migliore della sua epoca è entusiasmante. Possiamo stare ore a parlare degli avversari che ha incrociato, dello stato di forma, delle eliminazioni illustri: intanto lui è in semifinale sullerba del giardino di casa, gli altri a casa sono sul divano. Passano gli anni ma, 14 anni dopo il primo titolo qui, lo svizzero è ancora in corsa per dominare. 

Questo Wimbledon lo ha finora affrontato senza perdere un set: sotto i suoi colpi sono caduti Alexandr Dolgopolov, Dusa Lajovic, Mischa Zverev, Grigor Dimitrov e Milos Raonic. Del canadese, Federer ha detto che rispetto allanno scorso non ha servito così forte e ho letto meglio le sue seconde. Sarà anche vero, ma noi preferiamo pensare che le vittorie nei primi mesi del 2017 abbiano dato allo svizzero quellaura di imbattibilità che era il suo grande segreto nello scorso decennio: entrava in campo e vinceva prima di giocare, perchè gli avversari sprecavano energie mentali per immaginarsi un modo di vincere qualche game e lui, senza nemmeno pensarci, sciorinava tennis. Venerdì lo aspetta la sfida a Tomas Berdych, che è unaltra occasione di rivincita: nei quarti del 2010 il ceco lo aveva clamorosamente estromesso da Wimbledon, costringendolo ad aspettare due anni in più per festeggiare laggancio a Sampras. Federer ha avuto belle parole per gli altri big, augurando una pronta guarigione a Djokovic e affermando che Andy Murray abbia fatto bene a provare a difendere il titolo nonostante una condizione precaria (lo rispetto per questo); ha detto che per battere giocatori più alti e forti di lui dovrà dare fondo a tutte le sue abilità tecniche e tattiche e che non vede lora di farlo; ha sostenuto che laver saltato la stagione sulla terra rossa gli ha dato una grossa mano, ma che non può essere questa la ricetta per tutti e che lobiettivo è quello di capire per tempo i segnali e prendere la decisione giusta. Lui lha fatto, ed è ancora una volta ad un passo da uno Slam.

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