Inter truffata/ Il papà della Boschi si inventa una sponsorizzazione di Ethiad: e qualcuno ci casca pure…

- Luca Raimondi

Inter: tentata truffa ai nerazzurri da chi tentò anche la scalata a Banca Etruria, con una falsa sponsorizzazione Etihad proposta ai tempi di Erick Thohir

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Erick Thohir, presidente Inter - LaPresse

Una truffa ai danni dellInter da parte delle stesse persone che tentarono la scalata a Banca Etruria con il beneplacito di Pier Luigi Boschi, padre del sottosegretario Maria Elena Boschi: questo è il forte titolo di prima pagina sulledizione in edicola oggi de Il Giornale, con un ampio articolo a firma Giacomo Amadori. Ai tempi in cui Erick Thohir era ancora proprietario del pacchetto di maggioranza del club nerazzurro fu presentata allInter una sponsorizzazione della compagnia aerea mediorientale Etihad dal valore di 125 milioni di euro, che sarebbero stati un grande toccasana per le casse nerazzurre – che pure con lingresso del gruppo Suning fino al 30 giugno di questanno ha dovuto fare i conti con il fair-play finanziario della Uefa. Amadori fa i nomi: nei tablet di Giuliano Michelucci, indagato per riciclaggio ad Arezzo per le vicende legate a Banca Etruria, sarebbero stati trovati i documenti che raccontano di questa truffa che avrebbe come personaggio chiave un presunto emiro, Jassim al Qasimi, di cui un certo Valerio Lattanzio sarebbe stato lemissario italiano. Non cera nulla di vero: Etihad non ne sapeva nulla, ma per mesi i vertici dellInter, dagli allora dirigenti Michael Bolingbroke e Marco Fassone (oggi al Milan) fino a Roberto Mancini, allora allenatore, abboccarono allamo. Un altro elemento di collegamento fra il caso Banca Etruria e la truffa allInter sarebbe lavvocato romano M. C., lo stesso che rigirò allufficio di Michelucci un programma finanziario intestato a Pier Luigi Boschi.

Nei giorni scorsi M. C. Ha informato Il Giornale di avere denunciato Lattanzio, chiarendo di essere il pesce più piccolo di questa storia. Buon per lInter che alla fine si sia chiarito che lintera vicenda era solo una truffa: a pagare fu Adriano Bacconi, allora collaboratore di Mancini nello staff tecnico dellInter, colpevole di avere presentato alla società Lattanzio (nel frattempo trasferitosi in Spagna), pur essendo stato a sua volta raggirato. Bacconi è stato contattato da Amadori e ha affermato: Il mio errore è stato quello di avere introdotto Lattanzio ai piani alti dellInter. Avrei dovuto fare da filtro e allontanarlo. Bacconi dunque nellestate 2015 sarebbe stato contattato per proporre alla società questa (falsa) offerta di sponsorizzazione, mettendo di fatto in contatto i truffatori con Fassone prima e Bolingbroke poi: Lì è finito il mio compito, ma so che il rapporto con Lattanzio è andato avanti per mesi. Per un certo periodo lo stesso Mancini sarebbe stato molto allettato dallidea, prima di raffreddarsi molto. Eppure, ad ottobre sia il Corriere della Sera sia la Gazzetta dello Sport parlano di un possibile arrivo di Etihad come sponsor dellInter: proprio la pubblicità però fa svanire tutto, perché la compagnia aerea smentisce tutto. Bacconi è chiamato a testimoniare in Questura sui propri rapporti con Lattanzio e il 21 gennaio 2016 lascia lInter. Nel frattempo nella società nerazzurra cambia tutto: arriva Suning, Bolingbroke esce dallorganigramma e lo stesso Thohir – pur essendo ancora presidente – ha ormai un ruolo secondario. Tutto è finito, restano solo gli strascichi giudiziari di questa tentata truffa.



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