GIGI BUFFON/ “Bonucci? Quello che penso resta tra me e lui”. E sulla maglia numero 10 a Bernardeschi…

- Dario D'Angelo

Buffon: intervistato da La Stampa, il portiere della Juventus difende il gruppo bianconero dagli assalti mediatici. Il suo punto di vista su Bonucci, Bernardeschi e il mercato.

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Diretta Real Madrid-Juventus, LaPresse

un Gigi Buffon a tutto tondo quello che si concede a La Stampa per un’intervista sui temi caldi di questa estate. Non si può fare a meno di parlare del caso Bonucci, con l’ex difensore della Juventus approdato ad una rivale storica come il Milan. C’è chi, come Chiellini, non ha fatto mistero di essere rimasto sorpreso da questa scelta. Altri, come il portierone della Nazionale, si esprimono con maggior diplomazia:”Credo che Leo sentisse dentro di sè il bisogno di una nuova sfida, che l’avrà intrigato. Ognuno ha le proprie situazioni personali e famigliari, che hanno un peso. E così fa delle scelte”. In ogni caso, com’è nel suo stile, Buffon nel privato ha parlato con Bonucci senza fronzoli:”Ci siamo messaggiati e gli ho scritto quel che pensavo: resta tra me e lui. Ma gli vorrò sempre bene, è uno con cui avevo un’ empatia molto forte. Uno cresciuto tanto in questi anni, come temperamento, come carattere, e che qui ha fatto molto bene”. Non è un caso, dunque, che Buffon sia stato uno dei pochi a salutarlo sui social:”Dipende dal tipo di vicinanza, da quanto usi i social, e poi tra noi c’ era grande sintonia: per ciò che stava passando mediaticamente, ne aveva bisogno”.

GIGI BUFFON SU BONUCCI, BERNARDESCHI E NEYMAR

LA 10 A BERNARDESCHI E LE CIFRE FOLLI DEL MERCATO

Uno degli argomenti di maggior attualità riguarda l’opportunità di consegnare a Federico Bernardeschi la maglia numero 10 della Juventus che fu di Alex Del Piero. Cosa ne pensa il capitano Gigi Buffon? Dalle parole rilasciate a a La Stampa non sembra molto entusiasta di questa ipotesi:”Non lo so. Penso che sia una maglia importante e pesante, e che in certi momenti devono essere fatte tante valutazioni per cercare di non appesantire e rallentare la crescita di un grande talento”. Buffon, da vecchio saggio del nostro calcio, ne ha anche per le cifre folli che ormai caratterizzano il mercato:”C’ è uno stato di indefinitezza del valore che non capisco, come non comprendo i parametri di valutazione di un calciatore. E di conseguenza, lo stipendio e il cartellino. Mi pare tutto molto aleatorio. Vorrei delle norme sulle valutazioni. Sentivo 220 milioni per Neymar: e se uno si alza e dice 400? E un altro 600? Mi sembra un pochino finto. Quando ero piccolo mio nonno mi ripeteva: «Gonfia, gonfia il palloncino, ma prima o poi scoppia”.

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