LEONARDO BONUCCI/ “Non ho scelto il Milan per soldi: ci volevano gli attributi per lasciare la Juventus

- Silvana Palazzo

Bonucci e l’addio alla Juventus: “Non ho scelto il Milan per soldi: ci volevano gli attributi per farlo”. Il difensore parla in conferenza stampa nche della Var: “Serve tempo per abituarci”

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Addio a "Forza Milan" - La Presse

Leonardo Bonucci non ci sta: il nuovo capitano del Milan è tornato a parlare dell’addio alla Juventus, respingendo le accuse di alcuni suoi ex tifosi. Al difensore, che ha parlato in conferenza stampa da Casa Italia, non sono piaciuti gli insulti piovutigli addosso quando è stato sancito il divorzio dai bianconeri. «Mi hanno detto infame, traditore, mercenario, tre parole pesanti da attaccare a uno che ha sempre fatto il massimo con la maglia della Juve, ha dichiarato Bonucci. Il centrale rossonero ha assicurato di non essere andato al Milan per soldi: «La gente non sa che nellultima stagione alla Juve avevo preso quasi gli stessi. Non è stato piacevole sentirsi chiamare mercenario, ma non si sente neppure traditore: «Non ho tradito nessuno. Infame non credo di esserlo stato, nei confronti di nessuno. Ha semplicemente scelto una nuova sfida, e non era semplice farlo: «Ci volevano le palle per farlo, e io non mi sono tirato indietro. E ora sono felice di far parte dei rossoneri e di avere la fascia di capitano, che mi dà il doppio di responsabilità.

LO SFOGO DEL DIFENSORE DOPO GLI INSULTI DEGLI EX TIFOSI

La spiegazione di Leonardo Bonucci sull’addio alla Juventus non può concentrarsi sullo sgabello di Oporto, quel castigo in Champions League. L’addio si è consumato in settimane e mesi: «C’è stato un momento esatto che mi ha portato a fare valutazioni diverse da quelle della società. Da lì in poi siamo andati d’amore e daccordo fino a fine stagione, poi sono andato via. La Juventus, però, non si è indebolita dopo la sua partenza. Bonucci non sente di essere il giocatore che faceva la differenza: «Assolutamente no: la Juve è fatta di grandi giocatori, e anche a loro rode di prendere gol. Se non avessi avuto la fortuna di giocare con Buffon, Barzagli, Chiellini, Dybala, Higuain, Bonucci poteva fare ben poco. Parla in terza persona, ma il concetto espresso è comunque denso di umiltà.

Non gli manca neppure la consapevolezza di essere in una squadra che non può ritenersi allo stesso livello della Juventus: «Credo che la Juve, per la qualità dei singoli e quel che ha costruito negli anni, e il Napoli, per il gioco, siano un gradino sopra gli altri. Adesso io voglio creare un grande gruppo al Milan, sperando di dare fastidio al percorso della Juve. Durante la conferenza stampa si è parlato anche di Var, un cambiamento importante a cui bisogna abituarsi e che può dare molto agli arbitri: «Siamo all’inizio di una nuova era, serve tempo per permettere a tutti di capire. La questione non riguarda Juventus o Milan per Bonucci: «E neppure il sottoscritto che è abituato a stare in mezzo alle polemiche. Si tratta di un cambiamento importante, ci dobbiamo abituare.



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