Antonio Conte/ Brambati: la “follia” di un esonero sempre dietro l’angolo, e se tornasse in Italia (esclusiva)

- int. Massimo Brambati

Antonio Conte: intervista esclusiva a Massimo Brambati sull’avventura dell’allenatore leccese sulla panchina del Chelsea dopo la vittoria del titolo inglese.

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Diretta Chelsea Southampton (LaPresse)

ANTONIO CONTE, IL PUNTO DI MASSIMO BRAMBATI (ESCLUSIVA) – Anche quest’anno il protagonista d’eccellenza del campionato di Premier League è il tecnico di Lecce Antonio Conte: dopo la vittoria del titolo inglese l’anno scorso con il suo Chelsea l’allenatore è stato di nuovo sulle prime pagine delle cronache, da complicati affari di mercato e voci preoccupanti sulla sua permanenza sulla panchina del Blues. Nonostante il titolo, una stagione di mercato non altezza delle aspettative ha di fatto scontentato panchina e tifosi: da qui le voci di crisi tra Abramovich (patron del club) e lo stesso Conte che hanno animato le precedenti settimane. Allora era stato il quotidiano tedesco Bild a proporre il nome di Thomas Tuchel per la panchina dei Blues, ex allenatore del Borussia Dortmund: a queste voci poi non è stato dato seguito anche se il clima in casa Chelsea rimane affatto sereno. Per parlare di tutto questo abbiamo sentito l’ex giocatore e ora opinionista Massimo Brambati: eccolo in questa intervista esclusiva a ilsussidiario.net.

Cosa pensa della vicenda Conte? Devo dire che mi sembra proprio sbagliato quello che sta succedendo. Conte era arrivato la scorsa stagione in una squadra, il Chelsea che non vinceva da tempo, non si era qualificato per la Champions e l’Europa League l’anno precedente. Con lui aveva vinto la Premier e era arrivato in finale della Coppa d’Inghilterra. E’ stato messo in discussione dopo alcuni risultati negativi, mentre era giusto dargli fiducia per molto tempo…

L’allenatore italiano ha vinto ma è stato quindi subito messo in discussione, quali i veri motivi? Magari per aver escluso Diego Costa, non averlo più voluto in squadra, per altri motivi. Abramovich non può aver digerito queste cose. 

Come è Abramovich? Devo dire innanzitutto che non lo conosco personalmente. Certo lui è un presidente atipico per il calcio inglese che ha dato fiducia per tanto tempo a tecnici come Alex Ferguson e Arsene Wenger. Non fa parte infatti di questa nazione, viene dalla Russia. Per Abramovich il Chelsea può essere uno dei sui tanti giocattoli!

Che ruolo ha Marina Granovskaia nella vicenda? E’ l’amministratrice del club, fa da tramite tra Conte e Abramovich. Può essere un’ottima amministratrice ma non essere così esperta di calcio, a livello tecnico. E ha che fare con uno come Conte che conosce questo sport benissimo.

Le sue richieste sul mercato erano però giuste o esagerate? Si sono spesi tantissimi soldi da parte di altri club. E’ arrivato Morata certo, lui voleva magari anche Lukaku, un terzino dal Southampton, altri rinforzi di buon valore. Penso avesse ragione Conte.

25 milioni per Zappacosta non sono troppi… Siamo all’ultimo giorno del mercato e si fa quello che si può. Sono tanti soldi certamente ma il Chelsea doveva risolvere il suo problema in difesa nella fascia destra.

Crede che sia sempre il miglior tecnico italiano? Per me Conte è il miglior tecnico mondiale. Sa ottimizzare fino in fondo i suoi giocatori, la sua squadra. Vive di pane e calcio, perde anche le notti per il suo lavoro. Lo conosco personalmente è veramente una persona splendida!

Come finirà questa vicenda? E’ ancora presto per dirlo ma magari Abramovich potrebbe mandare via Conte se non arrivassero i risultati. Lui è del resto è il proprietario del Chelsea che vuole gestire come vuole.

Crede che possa tornare in Italia? Potrebbe veramente succedere, sarebbe un bene per il nostro calcio, che ritroverebbe un grande allenatore. Non potrebbe che portare nel nostro paese tutta la sua esperienza, la sua competenza tecnica.

Tuchel sarebbe il tecnico ideale per i blues? Non lo so, non lo conosco. Devo dire che già in passato Abramovich mandò via Di Matteo dopo la conquista della Champions. E’ una cosa che potrebbe ripetersi con Conte.

Come l’esonero di Ranieri al Leicester… Già Ranieri aveva fatto grandi cose nella Premier, ma lì sono stati i giocatori a mandarlo via. Non se lo meritava dopo l’impresa che aveva fatto…

 

(Franco Vittadini)

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