ELEZIONE PRESIDENTE FIGC / Diretta, Sibilia-Gravina: scambio di accuse. Giovedì il Coni sceglie il commissario

- Silvana Palazzo

Elezione presidente FIGC: diretta, Gravina e Sibilia al ballottaggio, ma nessuno ha la maggioranza. Arriverà un commissario nominato dal Coni, che riunisce la Giunta giovedì

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Elezione presidente FIGC

Un commissario alla guida della Federcalcio: questo sarà il destino del governo del calcio italiano dopo il fallimento delle elezioni per il nuovo presidente della Figc. Una giornata molto lunga è finita con un pessimo nulla di fatto: dal punto di vista formale, ci resta da ricordare lesito del ballottaggio, nel quale (come vi abbiamo spiegato nel paragrafo sotto) cè stata una netta maggioranza di schede bianche, ben il 59%. Inutile dunque il 39% ottenuto da Gabriele Gravina, mentre Cosimo Sibilia che di fatto si era ritirato annunciando che la sua Lega Nazionale Dilettanti avrebbe votato scheda bianca ha raccolto un simbolico 1,85%. Scheda bianca come lAssocalciatori di Damiano Tommasi, che aveva dovuto abbandonare la corsa al terzo scrutinio come candidato meno votato. La palla dunque passa al Coni: una Giunta del Comitato Olimpico è stata convocata per giovedì proprio per decidere chi sarà il commissario. La giornata di oggi è invece finita nel peggiore dei modi, con lo scambio di accuse fra Sibilia e Gravina per il mancato accordo fra i due che avrebbe portato allelezione di un presidente al ballottaggio. Così Sibilia: “Dopo aver cercato in tutti i modi di raggiungere accordo per una convergenza, non c’è la condizione di poter procedere. Chiedo ai delegati della Lnd di votare scheda bianca. Il tentativo di raggiungimento di un accordo per avere una larga condivisione era anche sul candidato Gravina presidente. Evidentemente all’interno hanno avuto problemi. Questo sta a significare quanto noi siamo stati responsabili. Diametralmente opposta la replica del presidente della Lega Pro: La partita andava giocata fino in fondo, ma a un certo punto qualcuno ha deciso di prendere il pallone in mano e di portarselo via. Non stiamo a parlare di proposte di accordo, che definisco volgare. Non potevo accettare la presidenza, a dispetto di un progetto, di una squadra, di un pacchetto di voti che va oltre la Lega Pro. Non è la sconfitta del calcio italiano, ma la certificazione della sconfitta di una classe dirigente. Morale della favola: da Italia Svezia sono passati 77 giorni, nei quali la Lega di Serie A non è riuscita ad eleggere un presidente (e il vuoto di potere del massimo campionato certamente non ha aiutato) e ora anche la Figc non riesce a inaugurare un nuovo corso – non è ancora stato nemmeno nominato un nuovo c.t. Il calcio italiano anche oggi non ci fa una bella figura. (Aggiornamento di Mauro Mantegazza)

FALLISCE IL BALLOTTAGGIO

Finisce con un nulla di fatto la lunga giornata delle elezioni per il nuovo presidente della Figc. Dunque né Cosimo SibiliaGabriele Gravina ce lhanno fatta e il destino della Federcalcio sarà di essere commissariata dal Coni. Riepiloghiamo gli ultimi colpi di scena di una giornata ancora una volta difficile per il governo del calcio italiano: dopo luscita di scena di Damiano Tommasi come candidato meno votato al terzo scrutinio, lAssocalciatori ha comunicato che avrebbe votato scheda bianca al ballottaggio, non avendo trovato laccordo con nessuna delle altre due parti. Già questo era stato un primo passo verso il commissariamento, perché anche al ballottaggio serve il 50% più uno dei voti validamente espressi per essere eletti, ma tra questi sono comprese anche le schede bianche. Senza il 20% circa di Tommasi, sarebbe stato molto difficile sia per Gravina sia per Sibilia avere la maggioranza assoluta, a meno che fra i due contendenti si fosse trovato un accordo. Questa, almeno secondo le parole di Sibilia, sarebbe stata la volontà del presidente della Lega Nazionale Dilettanti, che avrebbe detto a Gravina di essere disponibile di votarlo come presidente: qualcosa però evidentemente non ha funzionato, laccordo è saltato e così lo stesso Sibilia ha comunicato che i dilettanti voteranno a loro volta scheda bianca. Il ballottaggio è ancora in corso, ma a questo punto ha già un vincitore certo: le schede bianche sono oltre il 50% Non essendo riuscita ad eleggere un presidente, nelle prossime ore la Figc sarà commissariata dal Coni. (Aggiornamento di Mauro Mantegazza)

IL TERZO SCRUTINIO

Sarà ballottaggio alle elezioni per il nuovo presidente della Figc. Si sfideranno Cosimo Sibilia e Gabriele Gravina, i due candidati più votati nella terza votazione, nella quale sarebbe servito il 50% più uno dei voti per eleggere il presidente Figc che prenderà il posto di Carlo Tavecchio. Obiettivo rimasto lontano sia per Sibilia sia per Gravina: sono leggermente scesi rispetto al secondo scrutinio i consensi per il presidente della Lega Nazionale Dilettanti Cosimo Sibilia, che comunque è stato il più votato in tutti gli scrutini e nella terza votazione ha ottenuto il 39,42% dei voti; differenza minima con Gabriele Gravina, il presidente della Lega Pro che nellultima tornata ha ottenuto il 38,36%, sostanzialmente annullando il ritardo dal grande rivale; naturalmente però sarà decisivo il voto di chi fino a questo momento aveva sostenuto Damiano Tommasi, il presidente dellAssocalciatori che nella terza votazione ha totalizzato il 20,79% dei voti. Infatti a questo punto il regolamento prevede appunto il ballottaggio fra i due candidati più votati: sarà eletto presidente Figc chi dovesse prendere anche un solo voto in più fra Sibilia e Gravina. Siamo dunque al momento decisivo: chi avrà la meglio? (Aggiornamento di Mauro Mantegazza)

IL SECONDO SCRUTINIO

Altra fumata nera nella seconda votazione delle elezioni per il nuovo presidente della Figc. Rispetto al precedente scrutinio si sono registrate solo piccolissime differenze: sono leggermente aumentati i consensi per Cosimo Sibilia, sempre primo ma adesso con il 40,4% dei voti; secondo posto per Gabriele Gravina che però ha perso qualche voto e adesso ha il 36,2%, decisamente più staccato Damiano Tommasi con il 22,2%, percentuale sostanzialmente identica alla precedenza che conferma la presenza di un gruppo compatto a favore del presidente dellAssocalciatori. In questa seconda votazione sarebbe servita una maggioranza di due terzi, obiettivo dal quale evidentemente sono rimasti tutti molto lontani. Dal terzo scrutinio le cose potrebbero cambiare perché basterà il 50% più uno dei voti, ma è chiaro che pure il candidato finora messo meglio, cioè Sibilia, dovrebbe guadagnare circa il 10% per farcela, impresa non così semplice. Sempre più probabile dunque il ricorso al ballottaggio come quarta votazione e a quel punto sarebbe decisivo proprio il blocco di Tommasi, che convergendo su uno oppure laltro candidato deciderebbe chi fra Sibilia e Gravina sarà eletto. (Aggiornamento di Mauro Mantegazza)

IL PRIMO SCRUTINIO

Nulla di fatto alla prima votazione delle elezioni per il nuovo presidente della Figc, come era largamente prevedibile. Infatti era fissato un quorum addirittura del 75% per decretare subito il nome del nuovo presidente Figc, una soglia dalla quale tutti e tre i candidati sono rimasti lontanissimi. Primo Cosimo Sibilia ma con appena il 39,37% dei voti, secondo posto a breve distanza per Gabriele Gravina 37,06%, decisamente più staccato Damiano Tommasi con il 22,34%, destinato dunque ad essere lago della bilancia fra i due contendenti. La prima certezza è che le componenti della Figc sono decisamente spaccate, dunque sembra praticamente impossibile che qualcosa possa cambiare al secondo scrutinio, dove il quorum si abbasserà ma solo di poco, perché per eleggere il presidente della Federcalcio servirebbe un quorum adesso di due terzi dei voti. Al terzo scrutinio basterà la maggioranza assoluta e lo scenario potrebbe cambiare, ma al momento non è ancora emerso un nome forte e tutto è possibile. Se venissero confermate le ipotesi della vigilia con una convergenza di Tommasi su Gravina, il favorito diventerebbe il presidente della Lega Pro, ma con questo equilibrio non sono da escludere colpi di scena. (Aggiornamento di Mauro Mantegazza)

ULIVIERI APPOGGIA GRAVINA

In vista dellelezione del nuovo presidente della Figc, che vede candidati Gabriele Gravina, Cosimo Sibilia e Damiano Tommasi, sappiamo che un ruolo fondamentale sarà quello dellAssociazione allenatori, che esprimerà il 10% dei voti nellassemblea elettiva Figc. Una percentuale non elevata, ma che potremmo risultare determinante: ecco dunque che le parole del presidente dellAssoallenatori Renzo Ulivieri sono molto importanti. Sappiamo che gli allenatori avevano manifestato una iniziale vicinanza a Tommasi in una sorta di alleanza fra le due componenti tecniche (giocatori e allenatori); sappiamo pure che Tommasi e Gravina potrebbero trovare unalleanza e forse anche per questo motivo adesso Ulivieri sembra intenzionato a votare direttamente per il presidente della Lega Pro Gabriele Gravina. Chi è meglio tra Gravina e Tommasi? Io sono in mezzo, vorrei trovare la strada per vincere. Le indicazioni di A e B sono state importanti: noi vorremmo andare con Gravina, altrimenti rischiamo di rimanere al 30%. Probabilmente non siamo ancora pronti all’idea di un sindacato al governo. Insomma, Ulivieri non crede più a Tommasi presidente e a questo punto darebbe fin da subito i suoi voti a Gravina: Potremmo sprecare anche questa occasione e io non vorrei, perché è un film che ho già visto con Albertini. Se ha ragione Malagò a chiedere di spostare le elezioni di 90 giorni? Il mio pensiero era valido: non si doveva arrivare a questa crisi, difficile da governare. Non c’erano tempi e spazi per la convergenza”. (Aggiornamento di Mauro Mantegazza)

PARLA TAVECCHIO

Lassemblea elettiva della Figc per scegliere il nuovo presidente della Figc tra Gabriele Gravina, Cosimo Sibilia e Damiano Tommasi è iniziata, ma prima di procedere al primo scrutinio per lelezione del nuovo presidente (quasi certamente inutile, servirebbe il 75% dei voti) cè stato lintervento del presidente dimissionario Carlo Tavecchio, che ha voluto ricordare come la sua gestione abbia ottenuto anche importanti successi, pure se inevitabilmente passerà alla storia per la mancata qualificazione ai Mondiali 2018. Ecco dunque un sunto delle dichiarazioni di Tavecchio: “Ho sofferto da tifoso e da presidente per la mancata qualificazione della nazionale ai Mondiali, ma non condivido il giudizio di un parallelismo tra l’attività sportiva e la gestione della federazione. I tifosi avevano bisogno di colpevoli e li hanno avuti. Mi sono preso la colpa di questa situazione ma in Figc è stato fatto tanto di positivo questo non va dimenticato”. Carlo Tavecchio dunque ricorda che secondo lui non sarà tutto da rifare, come invece molti vorrebbero: “Affido a chi verrà dopo di me un organismo di gente qualificata, che sa quello che fa, a garanzia e presidio di legalità del sistema sportivo italiano. Riecheggia da tempo un sonoro e fastidioso comportamento, secondo cui la Lega di Serie A rappresenta la peggior mala gestio del Paese. Non è così. Anche sotto la gestione commissariale, la mia che si conclude oggi (Tavecchio era infatti commissario in quanto presidente federale, ndR) si sono raggiunti ragguardevoli risultati”. (Aggiornamento di Mauro Mantegazza)

SI COMINCIA

Sta per cominciare lassemblea elettiva della Figc: oggi infatti è il giorno dellelezione del nuovo presidente della Figc e come ben sappiamo i tre candidati in lizza sono – in ordine alfabetico – Gabriele Gravina, Cosimo Sibilia e Damiano Tommasi e lincertezza è grande circa quali potrà essere lesito di queste votazioni che designeranno lerede di Carlo Tavecchio, il presidente federale che tutti ricorderemo per il flop della mancata qualificazione ai Mondiali 2018, ma che ha pure riportato allItalia quattro posti in Champions League oltre a conquistare lorganizzazione degli Europei Under 21 del 2019 e la partita inaugurale di Euro 2020, che sarà itinerante in tutto il continente. Comunque sia, si volta pagina: in lizza, ci sono i presidenti di Lega Pro (Gravina), Lega Nazionale Dilettanti (Sibilia) e Assocalciatori (Tommasi), mentre la Serie A – oltre a non avere una chiara preferenza fra questi tre nomi – non ha ancora nemmeno un presidente di Lega. Una brutta figura per il massimo campionato, le cui squadre sono spaccate anche per quanto riguarda il nome del nuovo presidente Figc: le società vicine a Lotito dovrebbero appoggiare Sibilia, le altre sarebbero per Gravina. Quando si inizierà a votare per il primo scrutinio cominceremo a capirne qualcosa di più: la parola alle urne! (Aggiornamento di Mauro Mantegazza)

SI VA VERSO IL BALLOTTAGGIO?

Le elezioni del nuovo presidente Figc avranno certamente tempi piuttosto lunghi e dunque ci vorrà almeno qualche ora per sapere chi fra Gabriele Gravina, Cosimo Sibilia e Damiano Tommasi sarà lerede di Carlo Tavecchio. Infatti lelezione avverrà già al primo scrutinio solo se un candidato dovesse conquistare il 75% dei voti validi, invece al secondo scrutinio uno dei candidati dovrebbe conquistare i due terzi (66,6%) per diventare presidente: diciamo pure che entrambe queste ipotesi sono praticamente impossibili, salvo colpi di scena che sarebbero davvero clamorosi. Al terzo scrutinio basterebbe la maggioranza assoluta (50% più un voto) e naturalmente lipotesi sarebbe già più credibile, ma con tre candidati non è detto che uno riesca ad andare oltre il 50%, dunque a quel punto potrebbe rendersi necessario un quarto scrutinio, che sarebbe il ballottaggio tra i due candidati più votati al terzo. Bisognerà dunque armarsi di pazienza, perché di fatto i primi due scrutini serviranno solo a disegnare i rapporti di forza e per consolidare o modificare alleanze e accordi. (Aggiornamento di Mauro Mantegazza)

TOMMASI AGO DELLA BILANCIA?

Oggi dunque sapremo il nome del nuovo presidente della Figc. I candidati sono tre: Gabriele Gravina, Cosimo Sibilia e Damiano Tommasi, rispettivamente presidente della Lega Pro, della Lega Nazionale Dilettanti e dell’Assocalciatori. Di conseguenza, ciascuno dei tre dovrebbe contare in linea di massima su tutti o quasi i voti della propria componente: questo pone inizialmente in vantaggio Sibilia, dal momento che i Dilettanti pesano per il 34%, come potete leggere nei paragrafi sotto. Si parla però di una possibile allenaza fra Gravina e Tommasi, che potrebbe dare al presidente della Lega Pro un vantaggio immediato se Tommasi dovesse ritirarsi in extremis spostando su Gravina il proprio 20%, oppure comunque una convergenza al ballottaggio quando ne rimarrà solo uno in corsa contro Sibilia. Calcoli e ipotesi credibili, ma che naturalmente non escludono colpi di scena: ad esempio, se Tommasi dovesse ritirarsi c’è il rischio di una spaccatura all’interno dell’Assocalciatori. Resta poi il dubbio Serie A: come si schiereranno i 20 club della massima serie, che da molti mesi non sono capaci nemmeno di eleggere il presidente della loro Lega? (Aggiornamento di Mauro Mantegazza)

OGGI ELEZIONI PRESIDENTE FIGC: GRAVINA-SIBILIA-TOMMASI

il giorno della verità, quello nel quale il calcio italiano avrà un nuovo leader: oggi si elegge il nuovo presidente della FIGC. Dopo il flop di Carlo Tavecchio, si riparte da uno tra Gabriele Gravina, Cosimo Sibilia e Damiano Tommasi. Sono loro i protagonisti dell’elezione di oggi, lunedì 29 gennaio. Il quartier generale è a Fiumicino, cioè in un hotel davanti all’aeroporto. Se non si va al rinvio auspicato dal presidente del Coni Giovanni Malagò (in tal caso si procederebbe con il commissariamento), allora tutto dipenderà da Damiano Tommasi: è lui l’ago della bilancia. Potrebbe decidere di far convergere i suoi voti su Gravina, in tal caso il presidente della Lega Pro potrebbe arrivare al 55-57% e vincere facilmente per buona pace di Malagò. Con tre candidati, invece, il favorito al ballottaggio sarebbe Sibilia, il quale conta sul sostegno di Claudio Lotito, candidato come lui per il centrodestra alle politiche del 4 marzo. Tommasi dunque ha poche possibilità di farcela. Il fatto è che un ex calciatore viene ancora percepito come un sindacalista, quindi le Leghe non lo vota volentieri. Potrebbe però portare a casa una vicepresidenza e la guida del Club Italia, a cui tiene molto. 

ELEZIONE PRESIDENTE FIGC: COME SI VOTA OGGI

Come funziona l’elezione del presidente della FIGC? Come si vota? Oggi alle 11.30 i delegati delle varie Leghe (A, B, Lega Pro e Dilettanti) s ritroveranno con le altre componenti (calciatori, tecnici e arbitri) all’hotel Hilton Rome Airport di Fiumicino. Voteranno 275 delegati, a scrutinio segreto, con questa suddivisione: 20 delegati per la Lega Serie A, 22 per la Lega Serie B, 56 per la Lega Pro, 90 per la Lega Dilettanti, 52 atleti (Assocalciatori), 26 tecnici (Assoallenatori) e 9 arbitri (Aia). I voti dei delegati hanno però un peso percentuale diverso. Il voto dei delegati della serie A vale 3,09 a fronte del 1,17 di quelli di B, di 1,57 della LegaPro, dell’1,95 della Lnd, dell’1,98 rispettivamente dei calciatori e degli allenatori e dell’1,15 dei delegati dell’Aia. Di conseguenza, 61 è il peso dei voti a disposizione della Lega A (ossia pari al 12%); 26 di quella di B (5%); 88 per la LegaPro (17%); 176 per la Lnd (34%); 103 per i calciatori (20%), la metà per i tecnici ed infine 10 per gli arbitri (2%).

In prima convocazione l’assemblea si costituisce con i delegati che rappresentano almeno la metà più uno dei voti (259) e in seconda convocazione con almeno un terzo degli stessi (172). L’elezione del presidente federale avviene al primo scrutinio quando un candidato riporta la maggioranza di tre quarti (75%) dei voti. Il quorum cala poi in progressione negli scrutini successivi. Di conseguenza, al secondo basta la maggioranza di due terzi dei voti (66%), al terzo invece basta la maggioranza dei voto (51%). Se si supera senza successo il terzo scrutinio, si passa al ballottaggio tra i due candidati che riportano la più elevata somma percentuale di voti espressi. E quindi viene eletto il candidato che ottiene la maggioranza assoluta dei voti validamente espressi.

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