Nicchi sul var “C’è e va usato” / Il presidente dell’Aia tuona: “Basta polemiche e lamentele”

- Matteo Fantozzi

Il Presidente dell’Aia Marcello Nicchi tuona sul var e sottolinea che deve essere utilizzato al massimo evitando polemiche e lamentele inutili e sterili. L’intervista a Gr Parlamento.

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Conferenza stampa Aia 2019: Marcello Nicchi, presidente AIA (Foto LaPresse)

Il Presidente dell’Aia, Marcello Nicchi, ha tuonato sul calcio italiano per dimostrare come il Var sia uno strumento che deve essere tutelato dalle istituzioni. In una lunga intervista a Gr Parlamento, durante la trasmissione “La politica nel pallone”, ha voluto sottolineare: “Il Var c’è e va usato al massimo, basta con le lamentele”. La stagione è iniziata con numerose polemiche legate proprio all’utilizzo dello stesso. La prima evidente è arrivata alla prima giornata quando durante Chievo-Juventus i bianconeri si sono visti negare un evidente calcio di rigore per atterramento di Joao Cancelo in area. Poi c’è stato il fallo di mano di Dimarco in Inter-Parma che avrebbe portato a rigore e rosso, proprio poco prima che lo stesso siglasse la vittoria degli emiliani a San Siro. L’ultimo episodio però è il più clamoroso e ci porta a Fiorentina-Atalanta dove Federico Chiesa si lascia ampiamente cadere in area di rigore e l’arbitro, nonostante l’assistenza del var, fischia un rigore assurdo anche solo da pensare.

“IL PROTOCOLLO È QUELLO APPROVATO LO SCORSO ANNO”

Marcelo Nicchi è stato piuttosto chiaro e ha voluto specificare: “Il protocollo è quello approvato lo scorso anno. In questa stagione non è cambiato assolutamente nulla e gli arbitri lo stanno applicando al meglio che possono. Ogni tanto qualcuno, sorprendentemente, però non si avvale del suo utilizzo e su questo interverrà Rizzoli. Il Var è uno strumento che c’è e va utilizzato al massimo perché così le discussioni andranno al minimo”. Sicuramente le parole del Presidente dell’Aia sono intelligenti e dimostrano come abbia avuto la forza e l’intelligenza di gestire una situazione mettendoci la faccia. Vedremo se gli errori diminuiranno e se si potrà pensare per una volta di più a giocare semplicemente a calcio.



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