SCHWAZER/ Il Gip smentisce TAS, IAAF, WADA: lacune nella custodia della provetta (esclusiva)

Sì ai nuovi test chiesti dalla difesa legale di Schwazer, nonostante l’opposizione degli avvocati Iaaf e Wada. Il colonnello Lago deve completare la sua perizia colabrodo. NANDO SANVITO

20.10.2018 - Nando Sanvito
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Alex Schwazer (Lapresse)

Si mette male per i giudici del Tas che durante le Olimpiadi di Rio comminarono una squalifica di 8 anni ad Alex Schwazer: quel procedimento sarebbe stato da annullare, se è vero che l’indagine del Tribunale di Bolzano ha fin qui evidenziato “lacune della catena di custodia dei campioni” di urina di Schwazer. Le virgolette le mette il giudice per le indagini preliminari Walter Pelino nell’ordinanza che accoglie le istanze della difesa dell’ex marciatore, disponendo un supplemento di perizia su quei campioni, ora custoditi nel laboratorio del Ris di Parma.

Lo schiaffo non lo prendono solo i tre del collegio giudicante a Rio, ma anche Iaaf e Wada i cui legali tra l’altro si sono “fermamente opposti” a ulteriori analisi e sperimentazioni, che invece il Gip di Bolzano ha disposto, perché “non è solo in gioco l’eventuale responsabilità penale dell’indagato, ma la stessa credibilità del sistema dei controlli e della custodia dei campioni” scrive il magistrato. Oddio, lo schiaffone lo prende anche il prof. Marco Vincenti, che nella perizia chimica si era avventurato a scrivere che nessuna anomalia risultava nella catena di custodia delle provette. Ad ogni buon conto Pelino dimostra di aver studiato bene la materia e ha capito che i valori anomali di concentrazione del Dna registrati a Parma (picco di 2501 picogrammi/microlitro su urina vecchia di 26 mesi a fronte di 100 registrati su urina fresca) possono essere correttamente valutati se si appura quanto questo valore degrada col tempo. Indica 4 obiettivi nel supplemento di perizia, incaricato al colonnello Lago del Ris di Parma:

1. affinare l’accertamento su eventuale presenza di Dna estraneo con l’esame Ngs;

2. accertare se il Dna nelle urine di Schwazer abbia subìto un degrado quantitativo e in quale misura;

3. verificare se la variabilità dei dati sui 100 volontari testati da Lago dipenda dall’età dei soggetti;

4. spiegare con gli stessi soggetti se le differenze tra campione A e B siano giustificate o no.

Su questi punti il Gip dà anche prova di buone doti diplomatiche, perché pur avendo definito all’inizio dell’ordinanza “ottima” la perizia genetico-forense di Lago, di fatto poi obbliga il colonnello del Ris a completare analisi (b) e sperimentazioni (c-d), riconoscendo implicitamente le lacune della perizia stessa. Detto che difficilmente dal Ngs (a) si avranno risposte difformi dalle precedenti indagini, vanno calcolati ora i tempi. L’udienza di reincarico è convocata per il 9 novembre, il Gip scrive di “tempi relativamente rapidi”, probabile però che si debba scollinare l’inverno. Da questa ordinanza arriva comunque la conferma che al Tribunale di Bolzano non si fanno prendere in giro.

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