De Guzman contro il Napoli: “Giuntoli mi picchiò”/ “Volarono sedie, Zuniga ci divise. Trattamento inumano”

- Silvana Palazzo

Jonathan de Guzman, retroscena choc sul Napoli e il ds Cristiano Giuntoli: “Mi picchiò. Volarono sedie, Zuniga ci divise. Ho subito un trattamento inumano”

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Jonathan de Guzman (Foto: da Instagram)

Dichiarazioni al veleno di Jonathan de Guzman nei confronti del Napoli e in particolare del direttore sportivo Cristiano Giuntoli. L’ex centrocampista azzurro, ora all’Eintracht di Francoforte, ha rivelato di aver avuto uno scontro fisico, oltre che verbale, con il dirigente a causa di una trattativa di calciomercato. Tutto è cominciato quando l’olandese ha avuto diversi problemi di salute. «Lo staff del Napoli mi ha curato e tutto sembrava essersi risolto. Ma loro non mi credevano», ha dichiarato de Guzman, che ha vestito la maglia del Napoli nella stagione 2014-15 sotto la guida di Rafa Benitez. Con l’addio dell’allenatore spagnolo e l’arrivo di Maurizio Sarri non ha trovato più spazio in squadra. A tal proposito ha raccontato: «Mi negarono gli allenamenti, Giuntoli fu duro con me mentre provavamo la migliore cessione a un’altra squadra», ha svelato a de Volkstrant. Jonathan de Guzman fa riferimento alla trattativa saltata con il Bournemouth: «Giuntoli mi rinfacciò il mancato trasferimento».

DE GUZMAN CONTRO IL NAPOLI: “GIUNTOLI MI PICCHIÒ”

Alle offese verbali arrivate al suo indirizzo si aggiunse lo scontro fisico. Lo ha rivelato Jonathan de Guzman, secondo cui sarebbe stato colpito con un pugno da Cristiano Giuntoli, il direttore sportivo del Napoli. «Mi colpì in faccia all’improvviso, cominciammo a litigare e volarono le sedie, fu Zuniga a dividerci e a mandarmi a casa». Gli agenti del centrocampista gli consigliarono di chiamare subito il presidente Aurelio De Laurentiis che però non gli rispose. «Per quattro mesi mi sono allenato da solo, nessuno della squadra mi ha dato una mano in quel periodo». Viste il suo precario stato di forma, nessuno lo voleva a gennaio. «Quindi mi ritrovai al Carpi, il peggior club della Serie A. A 29 anni e in una squadra quasi amatoriale mi sentivo depresso». Nel 2016 Sarri gli disse che avrebbe avuto la possibilità di mettersi alla prova col gruppo: «È un grande allenatore e l’ha dimostrato tra Napoli e questi primi mesi in Inghilterra». Ma sul Napoli precisa che tutto era di alto livello: dai tifosi allo staff, passando per le strutture. «Tranne pochi uomini. Il calcio è business, ma trattarmi così è stato inumano».



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