Chiamano il figlio “Griezmann Mbappè”/ Il Comune trascina i genitori in Tribunale

La passione per il calcio di una coppia francese è stata determinante quando hanno messo al mondo un bambino, tanto che hanno deciso di chiamarlo “Griezmann Mbappè”.

29.11.2018, agg. alle 16:15 - Matteo Fantozzi
Mbappè alla Juventus? - La Presse

La passione per il calcio di una coppia francese è stata determinante quando hanno messo al mondo un bambino, tanto che hanno deciso di chiamarloGriezmann Mbappè. La decisione è arrivata in un momento di rinascita particolare per il calcio francese, con la nazionale transalpina trascinata alla vittoria del Mondiale in Russia proprio dai due giovani attaccanti di Atletico Madrid e Paris Saint German. Per il Comune però questa decisione era da sottoporre agli atti del Tribunale con l’ufficiale di Stato Civile che ha evidenziato fin da subito come la scelta potesse essere “contraria all’interesse del minore“. Sarò dunque la Magistratura a decidere se la giovane coppia potrà dare quel nome così bizzarro al proprio figlio oppure se la scelta è da considerarsi irresponsabile con delle conseguenze che potrebbero essere anche pesanti per i due genitori. Sicuramente però la storia ha fatto il giro del mondo.

Chiamano il figlio “Griezmann Mbappè”: una storia che arriva da Brive

La storia della coppia che ha chiamato il figlio “Griezmann Mbappè” arriva da Brive, una cittadina nel centro della Francia, come racconta il quotidiano La Montagne. È stato il Comune a rivolgersi direttamente alla Procura della Repubblica perché considerava la scelta “contraria all’interesse del minore”. Sicuramente si tratta di una scelta particolare in un’epoca dove i nomi classici sono sempre più stati allontanati dalle scelte dei genitori per dare spazio a trovate particolari come questa. Nel caso specifico però ci troviamo di fronte a un vero e proprio eccesso, visto che al bimbo sono stati due cognomi invece che un nome e un cognome. Una scelta talmente bizzarra che ha portato il comune a rivolgersi al Tribunale per cercare di capire se la scelta fosse da vietare per proteggere il bambino. Non è da escludere che ci possano essere delle ripercussioni dalla famiglia anche se non è ancora chiaro fino a dove si possano spingere gli assistenti sociali.



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