MORTE DAVIDE ASTORI, DUE MEDICI INDAGATI/ C’è anche il professor Galanti: “Quelle idoneità le ho firmate io”

Davide Astori, due medici indagati per la morte: c’è anche il professor Giorgio Galanti. Il luminare di Firenze: “Quelle idoneità sportive le ho firmate io”.

10.12.2018, agg. il 11.12.2018 alle 09:36 - Silvana Palazzo
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Davide Astori (Foto: LaPresse)

È Giorgio Galanti uno dei due medici indagati per la morte di Davide Astori, il capitano della Fiorentina morto il 4 marzo in hotel a Udine. Come riportato da La Nazione, si tratta di un professore considerato a Firenze una sorta di luminare della medicina sportiva. D’altronde il suo curriculum parla chiaro: direttore del centro di riferimento regionale di Medicina dello sport a Careggi, tre specializzazioni in malattie dell’apparato cardiovascolare, medicina interna e medicina dello sport. Sentito da La Nazione, il professor Galanti ha confermato quanto era già noto:”Le idoneità sportive di Davide Astori le ho firmate io“. Il medico ha poi aggiunto: “Non ho ancora ricevuto alcun avviso di garanzia, quello che so l’ho letto ieri sulle pagine de La Nazione“. Secondo il quotidiano toscano, formalmente l’avviso potrebbe essere notificato nel corso dell’interrogatorio con il procuratore capo Giuseppe Creazzo e il sostituto Antonino Nastasi titolari del fascicolo. (agg. di Dario D’Angelo)

MORTE ASTORI, PERITO: “INDAGINI INSUFFICIENTI PER TROVARE MALATTIA”

Nella giornata in cui la Procura di Firenze invia due avvisi di garanzia ai medici che hanno rilasciato l’idoneità sportiva a Davide Astori e sui quali ora graverebbe l’accusa di omicidio colposo, emergono anche altre novità in merito all’indagine sulla morte dell’ex capitano della Fiorentina. Infatti, secondo il perito “le indagini sono state insufficienti per trovare la malattia”: al centro dell’inchiesta infatti vi è l’ipotesi che forse alcuni segnali possano essere stati valutati nel momento in cui veniva rilasciata l’idoneità al difensore, e per questo motivo si indaga non solo sul periodo trascorso a Firenze ma pure su quello a Cagliari, tanto è vero che i due specialisti in questione lavorano in strutture pubbliche delle città. Inoltre, secondo indiscrezioni dell’ultima ora, pare che in base a quanto riporta Fiorentina.it uno dei medici sarebbe, in attesa di conferme, Giorgio Galanti, professore ordinario di Medicina Interna che in passato ha fatto parte dello staff della società gigliata. (agg. di R. G. Flore)

I DUE AVVISI DI GARANZIA

Gli avvisi di garanzia inviati di recente dalla Procura di Firenze a due medici che operano in strutture pubbliche del capoluogo toscano e a Cagliari (due delle città che hanno rappresentato le principali tappe della carriera del calciatori) potrebbero segnare una svolta nelle indagini a proposito della morte di Davide Astori: a seguito della nuova perizia disposta dalla Procura, infatti, adesso sotto accusa sarebbero le idoneità sportive rilasciate all’ex capitano della Viola ed è per questo che l’ipotesi di reato contestate ai due specialisti è quella di omicidio colposo. Infatti, sia nel 2016 che nel 2017, nonostante il calciatore soffrisse di problemi cardiaci scoperti solamente dopo la sua morte, sarebbero state evidenziate delle extrasistole ventricolari durante le cosiddette prove da sforzo: sottovalutazione del problema, che è una delle ipotesi al vaglio oppure il tragico decesso del calciatore non era evitabile? La svolta nelle indagini, arrivata nelle ultime ore, presto potrebbe fare luce su questo decisivo aspetto della vicenda. (agg. di R. G. Flore)

LE INDAGINI DOPO LA NUOVA PERIZIA

Per la morte di Davide Astori, ex capitano della Fiorentina, sono due i medici iscritti nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo: i due specialisti, operanti in delle strutture pubbliche di Firenze e Cagliari, avrebbero condotto gli esami per l’idoneità sportiva del difensore durante la sua militanza nella compagine toscana e in quella sarda e nel corso di quei test sarebbero emerse delle anomalie. L’ipotesi su cui indaga la Procura toscana è che il malore che ha stroncato Astori potesse essere diagnosticabile: le nuove indagini solo collegate all’ultima perizia disposta sull’ex calciatore e che avrebbe dato nuove informazioni rispetto alla prima, quella che sostanzialmente spiegò quali erano state le cause del decesso di Astori, vale a dire una tachiaritmia causata da un difetto cardiaco di cui il diretto interessato non era a conoscenza. (agg. di R. G. Flore)

ANOMALIE NEGLI ESAMI PER L’IDONEITA’ SPORTIVA

Dopo le indiscrezioni emerse dall’inchiesta sulla morte di Davide Astori, secondo cui gli esami ai quali sarebbe stato sottoposto il capitano della Fiorentina deceduto il 4 marzo scorso avrebbero evidenziato delle extrasistole ventricolari nel corso delle prove da sforzo oltre che una extrasistolia a due morfologie, arriva anche la notizia di un passo ufficiale da parte della Procura di Firenze. Come riportato dall’Ansa, sono stati emessi due avvisi di garanzia nei riguardi di due medici, che ad oggi risultano indagati per il reato di omicidio colposo. Nello specifico si tratterebbe di due professionisti impiegati in strutture pubbliche incaricate di certificare l’idoneità sportiva, una con sede a Firenze e l’altra con sede a Cagliari. Sono stati loro, prima nell’esperienza in rossoblu e poi in quella in viola, a sottovalutare o ad ignorare i rischi per la salute di Davide Astori emersi dagli elettrocardiogrammi? (agg. di Dario D’Angelo)

DAVIDE ASTORI, EXTRASISTOLE VENTRICOLARI NELLE PROVE DA SFORZO

Davide Astori doveva essere fermato? L’interrogativo emerge dopo le ultime indiscrezioni emerse dall’inchiesta sulla morte del capitano della Fiorentina. Almeno due campanelli d’allarme avrebbero suonato. Gli elettrocardiogrammi effettuati dal difensore, trovato senza vita il 4 marzo durante il ritiro pre-gara a Udine, avevano evidenziato la presenza di extrasistole ventricolari nel corso delle prove da sforzo a cui il calciatore era stato sottoposto nel luglio 2016 e nello stesso mese del 2017 per ottenere il certificato di idoneità sportiva. In particolare, come riportato da La Nazione, nell’ultimo referto era emersa un’extrasistolia a due morfologie, un segnale che la “centralina elettrica” del cuore di Davide Astori non funzionava come avrebbe dovuto. Ora la perizia affidata dalla procura di Firenze a uno dei massimi esperti di morte improvvisa cardiaca, il professor Domenico Corrado dell’Università di Padova, risponde alla domanda che ci siamo posti in apertura. Per questo l’inchiesta sulla morte di Astori potrebbe arrivare ad una svolta nei prossimi giorni.

MORTE ASTORI, DOVEVA ESSERE FERMATO?

Davide Astori, in base a quanto emerso dagli esami effettuati sotto sforzo, doveva essere sottoposto a indagini più accurate per scongiurare la presenza di malattie cardiache potenzialmente pericolose? E come? Con un holter cardiaco e una risonanza magnetica? Il capitano della Fiorentina soffriva di una patologia subdola che ha causato prima una tachicardia e poi una fibrillazione ventricolare che lo ha ucciso. Era una forma iniziale di cardiomiopatia aritmogena del ventricolo destro, come emerso nella perizia consegnata dai luminari Gaetano Thiene, che ha scoperto questa malattia nel 1979, e il patologo Carlo Moreschi. Questa malattia uccide progressivamente le cellule del miocardio, sostituendole con cellule di grasso e fibrose che possono ostacolare il funzionamento elettrico del cuore, provocando cortocircuiti potenzialmente mortali. Questa malattia si manifesta inizialmente con pochi sintomi e può trarre in inganno gli specialisti anche durante l’autopsia. Ma è suscettibile ai grandi sforzi, infatti aumenta il rischio di morte improvvisa negli atleti.

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