Marco Fassone fa causa al Milan per licenziamento/ Ex ad passa “alle cose formali”: rabbia tifosi sui social

Marco Fassone fa causa al Milan per il licenziamento: l’ex amministratore delegato rossonero punta al reintegro in società. Ecco cosa può succedere. Rabbia dei tifosi sui social.

18.12.2018, agg. alle 16:41 - Dario D'Angelo
Marco Fassone, sulla destra accanto a Yonghong Li

Marco Fassone ritiene il suo licenziamento dal Milan un atto “ritorsivo” e per questo ha deciso di intentare una causa contro il suo ex club. Ma cosa ne pensano i tifosi della decisione dell’ex amministratore delegato rossonero di passare “alle cose formali”? Sulla piazza di Twitter si può dire che la maggior parte dei tifosi del Diavolo non l’abbia presa bene. C’è chi come “Rossonerosemper” ricorda:”Mi permetto di ricordare che in condizioni NORMALI per cacciare Fassone, AD, sarebbe bastato un CDA. Fassone ha spettanze extra perché oltre ad essere AD, l’AD Marco Fassone ha ingaggiato fino al 2021 il direttore generale del Milan Marco Fassone”. Ancora più netto il commento di Juan Alberto Schiaffino:”Le azioni legali le dovremmo fare noi tifosi nei confronti di un AD che si è dimostrato incapace ma soprattutto bugiardo e falso. Devi tenere proprio la faccia come il culo. E infatti. Fassone, vergognati!”. (agg. di Dario D’Angelo)

MARCO FASSONE FA CAUSA AL MILAN

Marco Fassone ha deciso di fare causa al Milan per il suo licenziamento. L’ex amministratore delegato rossonero, sostituito da Elliott dopo che il fondo statunitense ha rilevato le quote di maggioranza dalla vecchia proprietà cinese rappresentata da Yonghong Li, sarà protagonista domani (mercoledì 19 dicembre) della prima udienza davanti al giudice del lavoro, Luigi Pazienza, dopo il ricorso presentato dal suo legale Francesco Rotondi. Come riportato dall’Ansa, la linea difensiva di Fassone è basata sul teorema per cui quello dell’ex dirigente dell’Inter fu un licenziamento “ritorsivo”. Nell’impugnazione, effettuata con il rito “Fornero”, più celere rispetto ad altri procedimenti, l’avvocato di Fassone rivela infatti che il 21 luglio scorso la nuova società offrì al suo assistito una transizione di 2,5 milioni di euro, a patto che avesse accettato di andarsene. Al momento del rifiuto, Fassone fu licenziato.

MILAN, FASSONE PUO’ ESSERE REINTEGRATO: I MOTIVI

Nel caso in cui il ricorso di Marco Fassone venisse accolto dal giudice del lavoro, l’atto di licenziamento verrebbe a decadere e questo porterebbe ad una conseguenza immediata che avrebbe del clamoroso: il reintegro dell’ex amministratore delegato nel Milan. Come ricordato da Sky Sport, la versione di Elliott è ovviamente opposta rispetto a quella di Fassone. La nuova proprietà motivò il licenziamento per “giusta causa” dell’ad parlando di “grave indifferenza e negligenza rispetto a fondamentali interessi della nostra società e delle risorse in essa impiegate” da parte di Fassone.  Per conoscere i primi sviluppi di questa vicenda bisognerà attendere comunque qualche tempo: nel corso della prima udienza di domani, infatti, vi sarà la rituale costituzione delle parti. Il procedimento sarà poi rinviato ad altra data ma le parti hanno già depositato al giudice corpose memorie a sostegno delle loro ragioni. Insomma per il Milan, dopo la sentenza Uefa, un altro appuntamento indesiderato nelle aule di tribunale.

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