SCHWAZER/ Colonia cede, Bolzano teme agguati mercoledì, il genetista Portera: “Basta intoppi!”

Le urine di Alex Schwazer arrivano alla sede del RIS di Parma: il tribunale di Colonia sconfitto dopo 18 mesi grazie alla tenacia di Bolzano: ci saranno altri scherzi? NANDO SANVITO

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Alex Schwazer (Lapresse)

Mercoledì sera le tanto sospirate urine di Alex Schwazer arriveranno finalmente alla sede del RIS di Parma. La tenacia del GIP del Tribunale di Bolzano Walter Pelino ha sbloccato definitivamente una situazione che si trascinava da quasi 18 mesi. Ma, comè noto, cè voluto una diffida recapitata alla Procura di Colonia per piegare definitivamente le resistenze del Laboratorio di Colonia, dove sono custodite le provette del controllo antidoping di Capodanno 2016, che portarono alla squalifica del marciatore altoatesino. Alle 10 di mattina si troveranno in quella sede il rappresentante del tribunale italiano, cioè il colonnello del RIS Giampietro Lago, quelli della difesa legale di Schwazer affidata a un avvocato e al perito genetista Giorgio Portera, i rappresentanti di IAAF e WADA oltre allincaricato del Laboratorio di Colonia.

In teoria i nastri del sigillo di sequestro che avvolgono la scatola contenente le provette e custodita in un freezer dovrebbero essere tolti da un ufficiale della polizia tedesca, ma in ogni caso la delegazione italiana vigilerà attentamente che non vengano fatti ulteriori colpi di mano, tipo trovarsi i 6+9 ml dei campioni B e A di Alex già confezionati direttamente sul tavolo. Vogliono invece vedere coi loro occhi dove erano custodite e assistere allapertura dei campioni. Nei desiderata del GIP ci sarebbe stato quello di portare in Italia non solo le urine ma anche le provette per analizzare ad esempio il tappo originale del campione B, lunico risigillato dopo le controanalisi, ma la Magistratura tedesca non lo ha permesso.

Ci si dovrà accontentare di fotografarlo accuratamente per appurare se come successe alle Olimpiadi di Sochi 2014 ci siano prove di manomissione. Se non verrà consentito luso di telecamere o apparecchiature fotografiche cè già da pensar male. Ma sono anche altre le trappole che a Bolzano vogliono evitare:

1. Che versino le aliquote di urina senza averla prima risospesa, cioè adeguatamente mescolata, altrimenti le sostanze depositate sul fondo della provetta restano escluse dal prelievo.

2. Che vengano messe in ununica provetta nuova: lOrdinanza peraltro lo esclude e ne prevede due.

3. Che non venga documentato dove sono state conservate le provette negli ultimi 18 mesi.

4. Che non vengano sigillate le nuove provette e la busta o il contenitore.

5. Che questultimo non sia adeguatamente refrigerato per il trasporto.

A proposito del trasporto: in teoria dovrebbe essere un funzionario della WADA a farsene carico e magari si potrebbe scoprire che voglia farsi i 1000 km da Colonia a Parma in auto o in treno piuttosto che condividere il viaggio in aereo con il perito del Tribunale di Bolzano

Scherzi a parte, parliamo ora dei tempi necessari per stabilire il DNA di queste urine: dipende dalla calendarizzazione che il colonnello Lago ha previsto, ma non è irragionevole pensare che ci vorrà almeno una settimana prima che si avvii loperazione di estrazione del materiale biologico. Poi dovrà essere sottoposto ad analisi e la procedura prevede diversi esami che comportano tempi di alcune settimane . Insomma nella migliore delle ipotesi a metà marzo si potrebbe avere un responso, ma potrebbero essere ben più lunghi i tempi. Già! Ma queste urine permettono di avere un responso affidabile? Sono passati più di 25 mesi dice il genetista dellUniversità degli Studi di Milano Giorgio Portera e il materiale potrebbe avere subìto un degrado significativo, dipende anche da come è stato conservato.

Se la strategia ostruzionistica e dilazionatoria di IAAF e WADA era quella di rendere le urine inutilizzabili per una prova del DNA, potrebbero averla avuta vinta. Limportante è che a questo punto non ci siano altri intoppi e rallentamenti commenta Portera. La collaborazione tra i Tribunali di Bolzano e Colonia ha finalmente prodotto un risultato e speriamo di poter procedere alle analisi con la massima serenità. Se quei metaboliti di testosterone sintetico che hanno privato Schwazer di una Olimpiade fossero frutto di una manipolazione, neppure il RIS sarà in grado di trovare un DNA estraneo se quel tarocco di urine fu fatto a regola darte in un laboratorio.

Ma liniziale verdetto di negatività su quelle urine da parte dellantidoping e tanta resistenza poi a consegnarle hanno indotto la difesa legale di Schwazer a sperare che forse qualche imperfezione i manipolatori labbiano commessa.

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