LUCCA, DOPING NEL CICLISMO DILETTANTI/ Video intercettazioni choc: la morte del 21enne Rumsas

Doping nel Ciclismo Dilettanti, arrestati a Lucca alcuni dirigenti di un noto team. Video e audio intercettazioni choc: scandalo nel mondo delle due ruote, ecco come si dopavano

08.02.2018 - Davide Giancristofaro Alberti
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Ciclismo, 90enne positivo al doping: perde titolo e record (LaPresse - immagine di repertorio)

Sei agli arresti domiciliari per un totale di 17 indagati, è questo quanto ha scoperto la procura di Lucca, per quanto riguarda un sistema molto articolato di doping nel team dei dilettanti del ciclismo dellAltopack. Unindagine che ha portato a perquisizioni in provincia di Lucca, Pistoia, Livorno e Bergamo, e che sarebbe partita dalla morte molto sospetta del 21enne ciclista Linas Rumsas, figlio dellex ciclista internazionale lituano Raimondas. Ma ricordiamo come andarono quei fatti: il 2 maggio del 2017, il fratello di Linas, Raimondas jr (ciclista che verrà poi a sua volta sospeso per doping), trovò il cadavere del povero ragazzo. Questultimo, il giorno prima, si era fatto visitare dal pronto soccorso di Lucca per via di alcuni problemi respiratori, si sentiva soffocare, ma visitato era stato poi dimesso. Il giorno del decesso, diceva di sentirsi un po stanco, rifiutando di allenarsi, ed è quindi deceduto in cause molto sospette.

PARLA IL PROCURATORE DI LUCCA

Sono 17 le persone indagate dalla procura di Lucca, nellambito di uninchiesta che ha portato allo smascheramento di un sistema di doping da parte della squadra di ciclismo dilettante Altopack. Sei sono quelli finiti agli arresti domiciliari, come vi abbiamo già elencato in precedenza, mentre fra gli indagati figurano anche un medico sportivo, che dava ai vari dirigenti del team ciclistico tutte le dritte per evitare che il doping venisse rivelato dai controlli. Nei confronti degli arrestati le accuse sono di associazione a delinquere finalizzata a commettere più delitti in materia di doping, nonché della commercializzazione di farmaci dopanti attraverso canali diversi dalle farmacie aperte al pubblico con l’aggravante, per Frediani, di aver commesso i fatti da iscritto alla Federazione ciclistica italiana. Della questione ne ha parlato anche il procuratore capo di Lucca, Pietro Suchan, che come riportato da Corriere.it ha ammesso: «Qui non si parla soltanto di doping. Qui si parla di unassociazione a delinquere con valenza criminale dietro cui si celava un utilizzo di quantità inimmaginabili di sostanze dopanti, pericolose e potenzialmente letali. Qui cè gente, ci sono genitori e allenatori che scherzano con la vita e la salute di ragazzi giovanissimi. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

IL VIDEO DELLA POLIZIA

Ci sono giunti dalla Polizia gli audio originali delle intercettazioni che hanno portato la Procura di Lucca ad emettere gli arresti nellambito della maxi inchiesta sul doping nel ciclismo dilettanti. In particolare, in queste intercettazioni che trovate qui sotto, si sentono parlare il proprietario del team, il direttore sportivo e alcuni ciclisti della Altopack. Tra le varie registrazioni, si odono due ciclisti in cui uno spiega allaltro come iniettarsi lEpo: non solo, il Presidente della società (Luca Franceschi) cerca di convincere un ciclista a doparsi, riuscendoci. Ventimila sono le dosi di EPO (solitamente divisa in fiale da 10mila, 20mila, 30mila e 40mila unità). 40 è invece il valore dellEmatocrito. «Dovresti fare in vena qui sotto il braccio che non cè grasso capito? Ha detto (il farmacista, pare) addirittura tipo due, fanno anche quattro, quattro intere. O ancora, «se vuoi andare forte te lo dico. Se no fai come ti pare. fai la vita fai tutto, però bisogna che domenica corri e per farlo. Ecco qui gli audio, i restanti originali sono disponibili sul nostro canale YouTube. (agg. di Niccolò Magnani)

SPUNTANO NUOVI DETTAGLI

Emergono nuovi dettagli circa il caso di doping scoppiato a Lucca, che ha portato allarresto di alcuni dirigenti dellAltopack, noto team del ciclismo dilettante. La Nazione fa i nomi e i cognomi di alcuni protagonisti di questa vicenda, a cominciare da Luca Franceschi, il proprietario della squadra, che reclutava e poi induceva i giovani ciclisti a doparsi. Coinvolti anche i genitori del signore di cui sopra, leggasi Narciso Franceschi e Maria Luisa Luciani, proprietari dellabitazione in cui gli atleti venivano accolti per essere poi dopati. Gli investigatori sottolineano inoltre il ruolo di Elso Frediani, il direttore sportivo del team a due ruote, «Conoscitore delle metodologie di somministrazione del doping scrivono gli inquirenti – e che si preoccupava di assicurare loro le necessarie consulenze anche mediche per una corretta somministrazione delle sostanze proibite tale da eludere i controlli in gara. Ci sono poi il farmacista Andrea Bianchi, che era quello che riforniva lAltopack di sostanze proibite, e infine Michele Viola, ex corridore e preparatore atletico del team sotto indagine.

LA RELAZIONE ANTIDOPING

Sta facendo il giro del web la notizia circa larresto in quel di Lucca di alcuni dirigenti della Altopack, nota squadra ciclistica dilettante. Il proprietario del club, ma anche lex direttore sportivo, un farmacista e altri personaggi, sono finiti in manette in seguito ad una indagine condotta della procura di Lucca. Il tutto avvenuto dopo la morte molto sospetta di un giovane ciclista, tale Linas Rumsas, avvenuta lo scorso 12 maggio. Un doping che continua a circolare negli sport e soprattutto nel ciclismo, come da allarme risalente alla scorsa estate. Il Parlamento Italiano aveva infatti presentato una relazione durante il mese di agosto 2017, in cui si evidenziava come su 806 atleti controllati nel 2016, ben 22 erano risultati positivi, pari al 2,7% del totale. Una percentuale che però sale oltre il 6% se si prendono in considerazione solo gli atleti che corrono sulle due ruote. Allarmanti anche i dati diffusi della Wada (lorganismo internazionale che controlla le frodi farmacologiche nello sport), riguardanti il 2015. LItalia risulta infatti essere il secondo paese al mondo per casi di doping con 127 atleti, dietro alla sola Russia (176) e peggio dellIndia (117).

ARRESTI NELLA ALTOPACK

Il mondo del ciclismo viene nuovamente scosso dal doping. Stando alle ultime informazioni circolanti sui principali organi di stampa, in quel di Lucca sarebbero in corso una serie di arresti nei confronti di alcuni dirigenti di una nota squadra di dilettanti, la Altopack, fra le più importanti del panorama ciclistico italiano. In particolare, sarebbero finiti in manette il proprietario della stessa squadra, lex direttore sportivo, ed anche un farmacista, responsabile di rifornire il team con sostanze dopanti, ovviamente vietate. Uno scandalo reso ancora più grave dal fatto che fosse lo stesso presidente del team ciclistico ad incoraggiare gli atleti della propria squadra ad utilizzare il doping, fra cui lepo in microdosi, gli ormoni per la crescita, e antidolorifici a base di oppiacei, tra laltro, su ragazzi davvero giovani, spesso e volentieri minorenni.

LA MORTE DI RUMSAS

A condurre lindagine sono stati gli uomini della squadra mobile di Lucca e del Servizio centrale operativo, che hanno eseguito nelle scorse ore molteplici operazioni in varie provincie della Toscana, fra cui, anche nello studio legale di un noto avvocato di Lucca, un penalista con lhobby delle due ruote. Il tutto è partito dalla morte molto sospetta di Linas Rumsas, giovanissima promessa del ciclismo, che scomparve senza alcun preavviso lo scorso 2 maggio e che apparteneva proprio al team Altopack. Rumsas era il figlio di Raimondas, ex ciclista lituano ben noto, e la sua morte fece appunto sospettare gli inquirenti che decisero così di vederci chiaro. Un mese fa, invece, è stato squalificato per doping per 4 anni il fratello di Rumsas, Raimondas Junior.

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