Nicchi, “Con la riforma rischio Calciopoli bis”/ Il presidente AIA difende gli arbitri. E bacchetta Buffon…

Forte accusa di Marcello Nicchi, presidente AIA: gli arbitri versano in una condizione difficile, la violenza su di loro è diffusa e si può arrivare a uno sciopero e a una Calciopoli bis

16.04.2018 - Claudio Franceschini
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Marcello Nicchi, presidente AIA (Foto LaPresse)

stato un intervento molto duro e a 360 gradi quello di Marcello Nicchi questa mattina a Radio Anchio Sport, tanto che le sue parole (in giorni tormentati dal punto di vista arbitrale e delle discussioni intorno al VAR) stanno avendo una notevole eco. Il presidente dellAIA (Associazione Italiana Arbitri) ha infatti paventato il rischio di una nuova Calciopoli se la riforma del calcio che si sta portando avanti dovesse togliere alla categoria dei fischietti quel 2% di voti in Consiglio Federale. Lex arbitro ha inoltre tuonato contro quella che, a suo dire, sarebbe la volontà di qualcuno di mettere le mani sulla nostra categoria, facendo leva sul fatto che si potrebbe arrivare alla extrema ratio di uno sciopero anche per tutelare gli arbitri delle serie minori contro le violenze, fisiche come verbali. A tal proposito, il numero uno dellAIA ha colto pure loccasione per bacchettare Gigi Buffon dopo lo sfogo a caldo dellaltra sera contro la giacchetta nera inglese Michael Oliver al termine di Real Madrid-Juventus: Buffon è un grande campione che si avvia a una grande carriera dirigenziale, ma a certi livelli bisogna stare attenti a ciò che si dice perché i ragazzi ci ascoltano ha detto Nicchi in radio, aggiungendo che se quellepisodio fosse accaduto in Italia avrei difeso larbitro che non può essere offeso e minacciato né prima, né durante, né dopo, pur chiosando che sulla querelle giudicheranno gli organi preposti. (agg. R. G. Flore)

NICCHI, “RISCHIO CALCIOPOLI BIS”

Marcello Nicchi ha sollevato dunque diverse questioni nel suo intervento a Radio Anchio Sport. Il presidente dellAssociazione Italiana Arbitri da un lato ha sollevato un problema molto grave, quello cioè di tutelare la sicurezza degli arbitri soprattutto nelle categorie minori, dove spesso gli arbitri sono ragazzini che in determinate situazioni vedono messa pericolosamente a rischio la propria incolumità; dallaltro ha fatto un discorso politico, che verte attorno al 2% detenuto dagli arbitri alle elezioni del presidente della Figc. Percentuale piccola ma che è al centro delle ipotesi di una redistribuzione dei pesi fra le varie componenti del calcio italiano, che vede Serie A e Serie B contare poco di fronte a Serie C e Dilettanti, che insieme contano oltre il 50%. Ecco perché anche il semplice 2% degli arbitri entra in questi giochi, da cui Nicchi vuole rimanere fuori. Le trattative fra le varie parti sono in corso e naturalmente Nicchi cerca di sfruttarle per difendere i punti che agli arbitri stanno più a cuore, su tutti proprio la sicurezza. (Aggiornamento di Mauro Mantegazza)

LE RICHIESTE DI NICCHI

Ci sarà una nuova Calciopoli? Questo è quanto minacciato da Marcello Nicchi, presidente dellAssociazione Italiana Arbitri, in un intervento a Radio Anchio Sport. Il grande scandalo che ha colpito il calcio italiano nellestate del 2006 potrebbe tornare realtà: allora la Juventus si vide revocata due scudetti e finì in Serie B, altre squadre (Milan, Lazio e Fiorentina) subirono pesanti penalizzazioni nel campionato seguente e il terremoto fu di vasta scala, anche se probabilmente londa lunga delle scosse risvegliarono lorgoglio della Nazionale che vinse il Mondiale. Ora, Nicchi accusa una situazione interna drammatica: un eventuale sciopero della classe arbitrale è dietro langolo, stando almeno alle sue parole. Domenica scorsa un ragazzo di 18 anni è stato picchiato da un energumeno di 32 anni, è finito in ospedale e nessuno ha detto niente: il discorso è chiaro, il presidente AIA è preoccupato da questo clima in cui le giacchette nere non sono legittimate e difese nel loro ruolo ma, anzi, sono oggetto di violenza e rimborsati in ritardo, avendo anche a disposizione un budget esiguo. Invece, accusa Nicchi, quello che importa è togliere il 2% della nostra rappresentanza nel Consiglio Federale: è incredibile e imbarazzante. Sono parole decisamente pesanti, che spalancano una voragine dalla quale potrebbe essere difficile risalire.

SCIOPERO IN VISTA?

Quella che Nicchi prospetta è una situazione difficile. Se qualcuno un giorno arriverà al campo e non troverà larbitro non si sorprenda ha detto: i numeri snocciolati parlano di 100 arbitri picchiati nei vari campionati e dunque è altamente probabile che prima poi i genitori non manderanno più i figli ad arbitrare. Da una parte dunque la necessità di proteggere ragazzi di cui nessuno si occupa, dallaltra invece la difesa della loro voce in consiglio: secondo il presidente AIA è inammissibile che gli arbitri siano tagliati fuori dalle votazioni. E un principio democratico, ma qualcuno vuole mettere le mani su di noi: la decisione gioverebbe solo alla Serie A che non ci vuole riconoscere questo diritto. Nicchi ha concluso il suo intervento sostenendo che da parte sua, in veste di presidente, cè la totale volontà di porre un freno alla protesta dei direttori di gara ma, appunto, che la situazione potrebbe sfuggire di mano da un momento allaltro perchè il contesto è davvero difficile. Insomma: davvero è possibile che in tempi brevi si possa arrivare ad uno sciopero dellintera classe arbitrale?

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