KAK/ Al Milan mi amavano, ecco cosa voglio fare in futuro…”

Kakà: Al Milan mi amavano ma al Real volevano che me ne andassi, con Mourinho rapporto difficile. Le dichiarazioni dellex Pallone dOro ai media brasiliani

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Ricardo Kakà ai tempi del ritorno al Milan

Ricardo Kakà torna a parlare e lo fa con la lacrimuccia di chi il Milan non l’ha mai scordato. In rossonero il calciatore ha dimostrato di essere un campione vero, senza però mai riuscire a ripetere quanto dimostrato al Real Madrid o altrove. Il ritorno in rossonero ha segnato la fine della sua carriera ad alti livelli, il ritiro sarebbe arrivato poco dopo. Nella lunga intervista a UOL Esporte racconta anche: “Sono andato a vedere una partita del Milan a San Siro e una del Real Madrid in Champions League contro il Borussia Dortmund. I tifosi mi hanno intonato dei cori emozionanti e ho capito che ero nel posto dove avrei voluto essere e cioè con loro in curva a guardare le partite e tifare. Così ho deciso di smettere di giocare. In futuro potrei lavorare col San Paolo. Non voglio però fare né l’allenatore né il commentatore televisivo”. Staremo a vedere quando questo astro del calcio tornerà in campo quale sarà allora il suo compito. (agg. di Matteo Fantozzi)

“AL REAL ERO PERSO”

Pallone dOro nel 2007, poi nel 2009 il trasferimento dal Milan al Real Madrid e linizio del declino. La carriera di Kakà fu segnata proprio dal passaggio di casacca, dal rossonero al blancos, un cambio di maglia a cui lex numero 22 non riuscì mai ad adattarsi. Ricorda quei momenti lo stesso asso brasiliano, ritiratosi dalle scene soltanto pochi mesi fa, intervistato dai microfoni di UOL Esporte: «Accettai la proposta dei Blancos, ma dopo il trasferimento ero completamente distrutto per non riuscire a dare quello che avevo dato in rossonero. Ero perso, smarrito. Quando dalla Spagna andavo in Italia ero il miglior calciatore del mondo e tutti mi amavano, ma quando facevo ritorno a Madrid tutti volevano che me ne andassi.

NON E STATO FACILE LAVORARE CON MOURINHO

Dal paradiso allinferno quindi, con Kakà che non riuscì mai a ripetere al Santiago Bernabeu, le prestazioni magiche di San Siro. Complice anche un rapporto mai sbocciato con il tecnico di allora del Real, José Mourinho: «Non è stato facile lavorare con lui ha proseguito Kakà – quando sembrava che stesse per darmi un’opportunità non era così. Nella mia testa pensavo di potergli dimostrare chi ero, mi allenavo, lottavo, pregavo, facevo di tutto ma le soddisfazioni in campo non arrivavano. Quando andai via mi scrisse un messaggio dicendomi che ero uno dei migliori professionisti che aveva allenato. Ed ora, Kakà dovrà decidere cosa vuole fare da grande. Difficile che possa divenire un allenatore o un opinionista «preferirei fare il dirigente ha chiosato – ma è una decisione che devo maturare con il tempo.

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