ROBERTO MANCINI IN NAZIONALE? FABBRICINI CONFERMA/ “Discuteremo di cifre e dettagli dopo il 13 maggio”

Italia, Roberto Mancini sempre più vicino alla panchina della nazionale italiana. Il tecnico di Jesi, attualmente in forza allo Zenit, potrebbe essere il prossimo allenatore.

01.05.2018 - Stefano Belli
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Roberto Mancini, ct della nazionale - La Presse

Roberto Mancini in Nazionale? Conferme importanti in tal senso direttamente per bocca di Roberto Fabbricini, commissario della Federcalcio. Tramontata l’ipotesi Carlo Ancelotti, la Federazione è pronta a puntare tutto sull’ex allenatore dell’Inter Roberto Mancini: “Ieri c’è stato un incontro tra il vice commissario Costacurta, il team manager azzurro Oriali e Roberto Mancini che ha dato la disponibilità a risolvere il rapporto con lo Zenit e a fare il ct della nazionale. Siamo rimasti d’accordo che cominceremo a parlare di cifre e dei dettagli il 13 maggio, a conclusione del campionato russo”, le sue parole rilasciate all’Ansa. Continua Fabbricini: “Ci tengo a dire che non c’è nulla di deciso. Con Mancini chiariremo che la federcalcio ha un budget per quel ruolo e non intende derogare, e con lui occorrerà parlare anche della filiera dei tecnici azzurri che noi vorremmo fossero concordati con il futuro ct. Ribadisco, lui si è detto disponibile, dal 13 entreremo nello specifico”.(Agg. Massimo Balsamo)

DA CALCIATORE, POCHE PRESENZE E POCHI GOL

Nella sua lunga carriera di calciatore, Roberto Mancini legò il suo nome alla Sampdoria e in parte alla Lazio, squadre che portò allo scudetto rispettivamente nel 1991 e nel 2000. Di certo non alla nazionale italiana, con la quale vanta 36 presenze e appena 4 gol, un bottino decisamente misero considerando la classe sopraffina di cui era dotato. Vedremo se come prossimo commissario tecnico (dopo il rifiuto di Ancoletti, tutti gli indizi portano al tecnico di Jesi) il Mancio riuscirà a togliersi le soddisfazioni che non era riuscito a trovare difendendo i colori dell’Italia sul terreno di gioco. Pur entrando stabilmente nel giro grazie ad Azeglio Vicini, Mancini non giocò neppure un minuto nei mondiali del 1990 che si disputarono in casa, e con l’arrivo di Arrigo Sacchi venne progressivamente messo ai margini fino a ottenere l’esclusione dalla lista dei 22 che avrebbero partecipato a USA ’94. Ora potrebbe toccare proprio a lui ridare luce alla nazionale dopo la clamorosa esclusione dai mondiali in Russia. (agg. di Stefano Belli)

MANCINI EREDE DI VENTURA SULLA PANCHINA DELLA NAZIONALE?

Manca ancora l’ufficialità, ma la sensazione è che la Federazione Italiana Giuoco Calcio sia finalmente riuscita a trovare l’erede di Gian Piero Ventura. A sei mesi di distanza dalla clamorosa mancata qualificazione ai prossimi mondiali di calcio che prenderanno il via tra poco più di un mese in Russia, si va sempre più delineando il profilo di Roberto Mancini quale prossimo commissario tecnico della nazionale italiana. Al momento il tecnico di Jesi ha un contratto con lo Zenit San Pietroburgo, club russo con il quale si è vincolato fino al 2020. Non dovrebbe essere comunque un problema insormontabile per Mancini liberarsi e rispondere così alla chiamata della Federazione, che dopo il rifiuto di Ancelotti ha ripiegato sull’ex-allenatore di Fiorentina, Lazio, Inter e Manchester City.

MANCINI VERSO IL SI’: 5 MILIONI DI EURO L’ANNO

Nei giorni scorsi Mancini è volato a Roma direttamente da San Pietroburgo per parlare con il vice-commissario della FIGC, Alesssandro Costacurta: si è trattato di un colloquio informale durante il quale, però, i due hanno cominciato a definire i primi dettagli. Nelle prossime settimane è previsto anche un incontro con il commissario Roberto Fabricini, e a quel punto si discuterà anche e soprattutto della parte economica. Stando alle prime indiscrezioni, la cifra che servirebbe per chiudere l’accordo è di circa 5 milioni di anno, e che servirà a pagare non soltanto il ct ma tutti i componenti lo staff tecnico. Si tratta di un investimento comunque molto importante, in grado di attirare un nome di grido sulla panchina della nazionale italiana che possa gettare le basi per il rilancio in grande stile degli azzurri, che già a partire da EURO 2020 dovranno riscattare con interessi da usuraio la pesantissima assenza nella kermesse iridata che terrà banco la prossima estate.

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