Cosè la Maledetta/ Video, la punizione di Andrea Pirlo che divenne il suo marchio di fabbrica

- Davide Giancristofaro Alberti

Cosè la Maledetta Video, la punizione di Andrea Pirlo che divenne il suo marchio di fabbrica. Ecco come nacque il famoso calcio piazzato che rese famoso il bresciano in tutto il mondo

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Pirlo durante una "Maledetta"

Questa sera si giocherà a San Siro La Notte del Maestro, la partita organizzata in onore di Andrea Pirlo, ritiratosi ufficialmente dal calcio giocato negli scorsi mesi. Un calciatore che ha deliziato le tribune di tutto il mondo con i suoi tocchi magici, le sue aperture, i suoi passaggi al bacio e i suoi gol su punizione. Già, la famosa Maledetta, quel calcio piazzato, divenuto poi suo marchio di fabbrica, che inventò proprio lo stesso centrocampista bresciano nel lontano 2005, dopo aver studiato a ripetizione il suo idolo. Non molti sanno, infatti, che il calciatore che ha giocato fra le altre, nellInter, nel Milan e nella Juventus, si è spirato moltissimo durante la sua carriera a Juninho Pernambucano, maestro delle punizioni della nazionale brasiliana, che deve le sue fortune soprattutto al Lione.

LA RIVELAZIONE DI PIRLO

E lo stesso Pirlo a svelarlo nella sua famosa biografia, in cui spiegò appunto come nacque quella punizione leggendaria, sciagura per ogni portiere che si trovava di fronte il numero 21 con il pallone fra i piedi. Pirlo ricorda di aver provato in allenamento ad imitare il brasiliano, con risultati davvero scarsi «Le prime volte il pallone finiva due metri sopra la traversa, o tre metri sopra il cielo, scrive il calciatore allepoca nel Milan, ma dopo settimane di prove inconcludenti, arrivò di notte lilluminazione, come spesso accade per i grandi geni del passato: «La ricetta della magia che stavo inseguendo ricorda il Maestro – non dipendeva dal punto in cui veniva colpita la palla, ma dal come. Juninho non la prendeva con tutto il piede, bensì con sole tre dita.

IL PRIMO GOL MALEDETTO CONTRO LA JUVENTUS

Pirlo, il giorno dopo lilluminazione notturna, iniziò quindi a calciare la palla (con i mocassini svela lui), in questo modo particolare, colpendola appunto con le tre dita, e la magia si realizzò: «Ufficiale: ce lavevo fatta. Il segreto non era più tale. La palla andava calciata da sotto, usando le prime tre dita del piede. E il piede andava tenuto il più dritto possibile e poi rilasciato con un colpo secco. In quel modo la palla in aria restava ferma e, a un certo punto, scendeva velocemente verso la porta, girando con leffetto. Senza saperlo, eccola, la maledetta. Dopo lapplicazione in allenamento, ci voleva quella in partita, e Pirlo attese un appuntamento speciale, precisamente Milan-Juventus del 29 ottobre del 2005: minuto 45, il centrocampista rossonero si presenta davanti a Chimenti (Buffon si era infortunato) e calcia la palla in quella maniera assurda, facendo gol. Da quel giorno il numero 21 non si fermò più, realizzando ben 28 reti su punizione in Serie A, record assoluto al pari di Sinisa Mihajlovic.



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