Diritti tv, Lega Serie A boccia risoluzione contratto con Mediapro/ Lunedì nuova assemblea: cosa succede ora

- Silvana Palazzo

Diritti tv, Lega Serie A boccia risoluzione contratto con Mediapro: lunedì nuova assemblea. Cosa succede ora: dalla trattativa privata con Sky al rischio tribunale con gli spagnoli

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Pagelle Benevento Juventus (LaPresse)

L’accordo sui diritti tv tarda ancora ad arrivare. La Lega Serie A ha votato di nuovo contro la risoluzione del contratto con Mediapro, alla luce di un parere legale richiesto sull’inadempienza degli spagnoli. La delibera non è passata nell’assemblea: ieri per un voto, oggi per sei. Solo 10 dei 16 club presenti hanno votato sì, mentre 5 si sono astenuti e il Chievo non ha partecipato allo scrutinio, quindi non è stato raggiunto il quorum di 12. passata la linea del presidente della Lazio, Claudio Lotito, assente in assemblea. Lunedì è in programma una nuova assemblea. Scuri in volto hanno lasciato la sede dopo la votazione il presidente designato Gaetano Micciché e il commissario Giovanni Malagò. Il nodo verte sulle garanzie offerte dagli spagnoli: non sono state ritenute soddisfacenti, quindi la Lega ha chiesto un bonifico da 186 milioni di euro come garanzia entro 48 ore e 200 milioni per il primo luglio come prima rata. Nelle votazioni che si sono tenute finora però non è stata approvata la risoluzione del contratto.

FURIA MICCICH: STATE BALLANDO SUL TITANIC, SIGNORI

«State ballando sul Titanic, signori, così Gaetano Micciché, presidente designato della Serie A, ha chiuso ieri l’assemblea dei presidenti dopo una lunga disamina della situazione dei diritti tv. Furibondo anche il commissario Giovanni Malagò: «Andare avanti su questa strada è da irresponsabili, ha dichiarato sempre in riferimento a Mediapro. Gli spagnoli vanno avanti con il loro bluff – non mettono i soldi promessi e fingono di voler fare gli intermediari mentre pensando alla realizzazione della Lega Channel – e i presidenti litigano tra loro. «Se volete andare avanti così fate pure ma alla fine vi dovrete trovare un altro commissario e un altro presidente. Né io né Micciché siamo disposti a mettere la faccia su un’operazione così irresponsabile, ha spiegato Malagò, come riportato da Repubblica. Difficile dire cosa possa accadere: si procederà con una trattativa privata con Sky, ma bisognerà difendersi dal ritorno in tribunale degli spagnoli che hanno messo sul tavolo 64 milioni di euro. La strada è ancora lunga.



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