Iaquinta, chiesti 6 anni di carcere/ ‘Ndrangheta, processo Aemilia: per l’ex attaccante c’è aggravante mafiosa

- Silvana Palazzo

Iaquinta, chiesti 6 anni di carcere nel processo Aemilia per ‘ndrangheta: per l’ex attaccante della Nazionale e della Juventus c’è l’aggravante mafiosa. Le ultime notizie

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Iaquinta, chiesti 6 anni di carcere

Richiesta pesantissima, così come l’accusa: sono stati chiesti sei anni di reclusione per Vincenzo Iaquinta nell’ambito del processo più grande contro la ‘ndrangheta mai celebrato nel nord Italia. Questa la richiesta fatta a Reggio Emilia nei confronti dell’ex bomber della Nazionale da parte dei magistrati della Direzione distrettuale antimafia di Bologna, al termine della requisitoria del processo Aemilia. L’ex attaccante della Juventus è accusato di reati relativi alla detenzione di armi, con l’aggravante mafiosa. Sono stati chiesti invece 19 anni per il padre Giuseppe, imprenditore edile, tra gli altri reati per affiliazione alla ‘ndrangheta. La posizione del campione del mondo 2006 riguarda due pistole registrate a suo nome e ritrovate nel 2015 nel corso di una perquisizione a casa del padre, il quale invece non disponeva di una licenza e che era stato arrestato assieme ad altre 116 persone, ora coinvolte nel processo.

IAQUINTA NEL MAXI PROCESSO AEMILIA CONTRO LA ‘NDRANGHETA

Gli imputati del processo Aemilia sono ben 147, e le richieste più alte sono arrivate per Michele Bolognino (30 anni in ordinario, 18 in abbreviato), Gaetano Blasco (26 anni e 6 mesi in ordinario, 16 in abbreviato), Pasquale Brescia (14 in ordinario, 4 anni e 6 mesi in abbreviato). Tra i reati contestati, a vario titolo, associazione a delinquere di stampo mafioso, false fatturazioni, usura, estorsione e frode. Inoltre, per alcuni dei 147 imputati sono state fatte integrazioni d’accusa da parte della Procura negli ultimi due anni perché gli illeciti sarebbero proseguiti anche dal carcere. In 24 hanno chiesto di essere processati in rito abbreviato per quei capi di imputazione. Dai pm Marco Mescolini e Beatrice Ronchi non sono arrivate richieste di assoluzione, a parte un capo di imputazione relativo al pentito Salvatore Muto e una prescrizione di reato. Sono significative le condanne chieste anche per gli imputati che nel corso dei mesi hanno scelto di collaborare: 10 anni in abbreviato e 15 anni e 10 mesi in ordinario per Antonio Valerio, 8 anni in abbreviato per Salvatore Muto.

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