Milan, sentenza Uefa: “Proprietà non credibile”/ Squalificato per un anno in Europa: le motivazioni

- Davide Giancristofaro Alberti

Milan, sentenza Uefa: “proprietà non credibile”. Diavolo squalificato per un anno in Europa, la Camera giudicante ha pubblicato le motivazioni: ecco quali sono

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Fassone (foto LaPresse)

Arrivano nuovi e importanti aggiornamenti sulla squalifica inflitta dalla Camera giudicante dell’Uefa al Milan: fuori dalle coppe europee per un anno, addio all’Europa League guadagnata sul campo la scorsa stagione. La Gazzetta dello Sport rivela che l’organismo internazionale ha spiegato all’interno di trenta pagine le motivazioni che l’hanno spinto ad optare per questa sanzione. Nel mirino c’è la “non credibilità” della proprietà, sui business plan presentati e in particolare sui ricavi provenienti dalla Cina. La parola “credibility” è stata utilizzata in svariate occasioni all’interno delle motivazioni, a partire già dalla bocciatura del settlement. Il club rossonero ha annunciato il ricorso al Tas entro la prossima settimana, un appello che dovrebbe concludersi per motivi di urgenza entro il 20 luglio 2018: diminuiscono così le speranze di una possibile riammissione nella competizione europea per la formazione di Gennaro Gattuso. (Aggiornamento di Massimo Balsamo)

IL COMMENTO DI FABBRICINI

Tra i tanti che si sono espressi sulla sentenza Uefa che estromette il Milan dalle coppe europee c’è anche chi ha voluto mettersi nei panni di chi ha dovuto giudicare i rossoneri. Giuseppe De Bellis ha parlato ai microfoni di Sky Sport durante la trasmissione Calciomercato – L’Originale, sottolineando: “La sentenza Uefa nei confronti del Milan è davvero molto dura, sul troppo severo però bisogna discutere. La Uefa non ci ha abituato a stangate così pesanti, ma il documento letto nel rifiuto dell’accordo era davvero forte. Si è capito che non ci sarebbe stata una mano leggera. I misteri intorno alla proprietà hanno acuito la situazione e hanno portato ad una sentenza esemplare. La Uefa vuole dare un segnale a tutto il calcio”. Segnale che potrebbe presto mettere in difficoltà anche qualche altra squadra in giro per l’Europa. (agg. di Matteo Fantozzi)

I ROSSONERI FANNO RICORSO AL TAS DI LOSANNA

La tanto attesa sentenza Uefa che squalifica il Milan per un anno dalle coppe europee è arrivata e così i rossoneri hanno deciso di lavorare già alle contromosse. Il club ha infatti immediatamente pubblicato un comunicato stampa ufficiale, in cui ha specificato: “Nel prendere atto della decisione dell’Uefa il Milan comunica di aver chiesto al proprio pool legale di avviare la procedura di ricorso presso il Tribunale Arbitrale dello Sport di Losanna. Si confida ora in una sollecita revisione del provvedimento”. E’ molto difficile capire se questo intervento potrà portare davvero a uno ”sconto della pena” per i rossoneri, ma di certo è un tentativo che la società meneghina doveva fare. Con l’estromissione dall’Europa League infatti oltre al calo evidente dei ricavi si rischia anche un fuggi fuggi sul calciomercato. Sono diversi infatti i calciatori che potrebbero chiedere la cessione con Leonardo Bonucci, Lucas Biglia e Suso in cima alla lista dei possibili partenti. Probabile però che il Milan voglia fare prima chiarezza e aspetterà la decisione del Tas di Losanna per aprire il suo calciomercato estivo 2018, che si sperava potesse rinforzare la squadra a disposizione di Gennaro Ivan Gattuso ma che la indebolirà in assenza di una improbabile svolta. (agg. di Matteo Fantozzi)

UN COMUNICATO NON TROPPO CHIARO SCATENA I MEDIA

Il tanto atteso comunicato ufficiale sulla sentenza della Uefa contro il Milan è arrivato e ha innescato un cortocircuito giornalistico. Le indiscrezioni parlavano di due anni di squalifica e 30 milioni di euro di multa con limitazione della rosa. Quando poi è arrivato il verdetto ci si è resi subito conto che non era chiarissimo. Si è subito parlato di due anni di squalifica, ma in realtà il comunicato Uefa parla di un anno di squalifica da scontare nell’arco temporale di due anni. Se il Milan non si fosse qualificato in Europa League per la prossima stagione, avrebbe dovuto scontare la squalifica per le competizioni europee del 2019/2020. E invece il Milan si è qualificato al termine dell’ultima stagione, quindi la squalifica vale per la stagione 2018/2019. Nessuna multa, inoltre, per il Milan che ha 10 giorni di tempo per presentare appello al tribunale di Losanna. Il Tas potrebbe esprimersi poi all’inizio della seconda settimana di luglio. Il Milan è stato escluso dalla prossima edizione dell’Europa League per la violazioni delle norme del Fair Play finanziario nel triennio dal 2014 al 2017, a causa di un disallineamento di 120 milioni di euro dall’obiettivo del break even. L’Uefa aveva già negato il voluntary agreement chiesto nello scorso autunno e, il 23 maggio, si era opposta anche al settlement agreement con cui il Milan sperava di patteggiare ed evitare così la squalifica dalle competizioni Uefa. Nyon aveva espresso perplessità in merito alle scadenze del rifinanziamento del prestito di Elliott al patron rossonero Yonghong Li e del bond emesso a Vienna in favore della società. Niente è cambiato nelle ultime settimane e quindi è arrivata questa sentenza. (agg. di Silvana Palazzo)

MILAN SQUALIFICATO PER DUE ANNI O UNO?

Ha creato non poca confusione la sentenza Uefa circa la violazione delle regole del fair play finanziario da parte del Milan. Questo il passaggio decisivo del comunicato ufficiale della Federazione: «Il club non potrà partecipare alla prossima competizione Uefa per club a cui è qualificata nelle prossime due stagioni (una competizione sola nella stagione 2018/19 o in quella 2019/20, in caso di qualificazione)». In poche parole il club rossonero viene squalificato per due anni, ma in effetti sconterà un solo anno di squalifica, appunto il prossimo. Difficile comprendere il perché di tanto cripticismo da parte dell’Uefa, che sembra quasi non sapere che il Milan si sia qualificato alla prossima Europa League. Un’altra interpretazione, vede invece lasciare a via Aldo Rossi la decisione di quando scontare la qualifica: l’anno prossimo o eventualmente per la stagione 2019-2020? E’ logico che al Diavolo conviene scontare subito la pena, anche perché, se dovesse qualificarsi alla Champions al termine del campionato 2018-2019, sarebbero davvero dolori. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

SENTENZA UEFA CRIPTICA

Il Milan sarà costretto a non giocare l’Europa League 2018-2019. Poco fa è arrivato il comunicato ufficiale da parte dell’Uefa, la sentenza dopo la violazione del fair play finanziario, che ha decretato l’esclusione dalle competizioni europee per il Diavolo: «Il club – si legge sul comunicato ufficiale della Federazione – non potrà partecipare alla prossima competizione UEFA per club a cui è qualificata nelle prossime due (2) stagioni (una competizione sola nella stagione 2018/19 o in quella 2019/20, in caso di qualificazione)». Un comunicato non chiarissimo che sta mandando in crisi i giornali, noi compresi. Certa l’esclusione per il 2018-2019, mentre non è ben chiaro cosa si intenda per l’annata 2019-2020. Alcuni, come noi, interpretano il comunicato con due anni di squalifica, altri invece considerano il Milan escluso dall’Europa solamente per una stagione. In attesa di chiarimenti, la società rossonera ha tempo dieci giorni per presentare il ricorso al Tas di Losanna, il tribunale amministrativo sportivo, previa lettura delle motivazioni che verranno pubblicate a breve sul sito dell’Uefa. Ricordiamo che la società di via Aldo Rossi è stata sanzionata per la violazione di alcune regole del fair play finanziario relativamente al triennio 2014-2017. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

IL COMMENTO DI PIER SILVIO BERLUSCONI

Ci siamo, oggi dovrebbe arrivare la sentenza Uefa che metterà fuori dalle coppe europee il Milan. Una stangata che potrebbe costare cara anche in ottica di calciomercato. Sono diverse le novità che si potrebbero sviluppare dopo l’ufficialità della decisione dei vertici del calcio europeo. Intanto però sono in molti quelli che hanno deciso di esprimere il proprio parere e tra questi c’è anche Pier Silvio Berlusconi, figlio di chi è stato il numero uno del Milan per davvero moltissimi anni. In un’intervista ad AlaNews Pier Silvio Berlusconi si è detto amareggiato per questo presente difficile dei rossoneri. Ha sottolineato: “Ne so veramente poco, più che un giudizio posso esprimere tutto il dispiacere di un tifoso del Milan. Più di così non mi sento di dire. E’ responsabile la famiglia Berlusconi? Anche di questo so poco, è una vicenda che riguarda Fininvest che credo abbia risposto tramite legali. Credo non ci sia nessun tipo di responsabilità”. (agg. di Matteo Fantozzi)

MANCA SOLO L’UFFICIALITÀ

Ormai manca solo l’ufficialità ma il Milan non potrà disputare le competizioni europee durante la prossima stagione e anche per quella successiva. A rilanciare fortemente tale rumors, è La Gazzetta dello Sport nella sua edizione online, che smentisce quindi le notizie circolanti nelle scorse ore circa una squalifica pari ad un anno senza Europa, più una pena pecuniaria di 30 milioni di euro. A questo punto mancherebbe solamente la comunicazione ufficiale da parte dell’Adjucatory Chamber dell’Uefa, poi il Milan, leggendo le motivazioni, deciderà se fare o meno ricorso al tribunale amministrativo sportivo di Losanna. Una vera e propria stangata in via Aldo Rossi, con il Diavolo che era riuscito a fatica a conquistare l’Europa League al termine della passata stagione, e che rischia di giocare i prossimi due anni con le motivazioni al minimo, visto che a meno di miracoli, la rosa rossonera sembrerebbe in grado di lottare ancora per l’Europa minore (al massimo per la Champions), ma in entrambi i casi dovrà stare a guardare. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

YONGHONG LI DEVE LASCIARE

La sentenza Uefa è legata a doppio filo al futuro societario di casa Milan. Nel caso in cui Yonghong Li dovesse rimanere ai vertici di via Aldo Rossi, il ricorso al tribunale amministrativo sportivo, dopo che la federazione si pronuncerà, potrebbe essere praticamente inutile. Difficile infatti che la Uefa ammorbidisca la propria posizione, alla luce degli affari ancora oggi poco chiari del numero uno del Diavolo. Ecco perché, se Yonghong Li vuole realmente il bene dei rossoneri, è meglio che si faccia da parte, lasciando al nuovo socio la possibilità di presentarsi al Tas di Losanna. Un eventuale arrivo di un ricco imprenditore, questa volta dagli affari certi, verrebbe visto ovviamente di buon auspicio dalla Uefa, che potrebbe anche rivedere la sentenza, magari, lasciando l’esclusione dall’Europa per un anno, ma togliendo la pena pecuniaria che dovrebbe assestarsi attorno ai 30 milioni di euro. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

IL PREZZO DI VENDITA DEL MILAN CAMBIERA’ IN BASE ALLA SENTENZA

Oggi dovrebbe arrivare la sentenza dell’Uefa riguardo il futuro del Milan nelle coppe. Una decisione scritta, esclusione e possibile multa di 30 milioni, che potrebbe incidere anche sulla vendita del club. Come spiega infatti l’edizione odierna del Corriere della Sera a New York aspettano la decisione della camera giudicante di Nyon in quanto l’esclusione dalle Coppe inciderà inevitabilmente sul prezzo e diventa una variabile in più nella trattativa. Un periodo davvero difficile per la compagine rossonera che aveva fatto dell’Europa il suo giardino di casa. Si attende comunque ad ore la sentenza da Nyon che arriverà quasi sicuaremente in giornata. Oltre ai tifosi rossoneri attendono anche da New York visto che il prezzo potrebbe calare con l’esclusione ormai certa della compagine rossonera. (agg. Umberto Tessier)

IN ARRIVO LA STANGATA DALL’UEFA

Sale altissima l’attesa in casa Milan per scoprire quale sarà la sentenza dell’Uefa nei confronti della società rossonera. Nelle scorse ore diversi giornalisti hanno cercato di anticipare il verdetto, e alla fine al club di via Aldo Rossi dovrebbe essere inflitta una pena pari ad un anno di esclusione dall’Europa, con l’aggiunta di una multa salata da 30 milioni di euro. Sul primo punto si potrà fare ben poco, mentre sul secondo i vertici meneghini cercheranno di ottenere una riduzione della pena ricorrendo al tribunale amministrativo sportivo di Losanna. La cosa certa è che il Milan, il prossimo anno, non scenderà in campo al di fuori dei confini nazionali, restando così a guardare le altre italiane impegnate in Champions ed Europa League.

IL FUTURO SOCIETARIO RESTA UN DILEMMA

Di pari passo alla situazione europea va quella societaria, visto che Yonghong Li sembrerebbe intenzionato a cedere il Milan dopo appena un anno. Il condizionale è d’obbligo visto che questa mattina Il Corriere della Sera, analizzando la questione, sottolinea il fatto che l’imprenditore cinese starebbe pensando di versare i famosi 32 milioni di euro ad Elliot entro il prossimo 6 luglio, di modo da poter cedere con più calma la società di via Aldo Rossi entro l’anno: così facendo potrebbe strappare delle condizioni migliori. L’acquirente più interessato è attualmente Commisso, tycoon italo-americano che starebbe pensando di assicurarsi il Diavolo lasciando Yonghong Li come socio di minoranza, ma lo stesso manager attende una risposta definitiva entro 24/48 ore, altrimenti salta tutto.

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