Milan, Commisso si ritira?/ Rottura con Yonghong Li, ma il giorno decisivo sarà il 6 luglio

- Mauro Mantegazza

Milan, Commisso si ritira? Rottura con Yonghong Li, ma il giorno decisivo sarà il 6 luglio: resta complicata la situazione della società rossonera, anche verso il ricorso al Tas

Casa milan
Casa Milan (Foto LaPresse)

La situazione in casa Milan resta decisamente complicata: il comunicato pubblicato ieri da Rocco Commisso segna un brusco stop nella trattativa tra l’imprenditore italo-americano e l’attuale presidente Yonghong Li (clicca qui per leggere di più). Non è detto che sia una rottura definitiva, potrebbe anche essere solo una frenata temporanea, ma è chiaro che come minimo i tempi si allungheranno e di conseguenza calano anche le possibilità che l’eventuale cambio di proprietà del Milan arrivi prima della discussione del ricorso al TAS, unica speranza di disputare l’Europa League nella prossima stagione. Di certo l’offerta di Commisso e la richiesta di Mr Li sono ancora distanti, a questo punto una data fondamentale potrebbe essere quella del 6 luglio, giorno entro il quale Yonghong Li deve restituire i 32 milioni di euro ricevuti in prestito dal fondo Elliot per completare l’aumento di capitale. A quel punto, o si rafforzerà la posizione del presidente cinese oppure la strada potrebbe essere spianata per Commisso.

MILAN A COMMISSO: ROTTURA O SOLO UN RALLENTAMENTO?

La cosa certa è che dal punto di vista della comunicazione è molto più chiaro cosa stia facendo Commisso, che nel già citato comunicato ha spiegato ai tifosi la propria verità, mentre capire quale sia la volontà di Mr Li è praticamente impossibile. Pare che il presidente giochi al rialzo ogni volta che la trattativa sembra arrivata al momento decisivo, atteggiamento che farebbe innervosire parecchio il potenziale acquirente e che viene ritenuto poco professionale. Resta però da capire il perché di questo atteggiamento, che Yonghong Li non ha mai spiegato in nessun modo, facendo aumentare ancora di più il mistero che aleggia attorno al presidente del Milan. La chiusura del messaggio di Commisso, “spero che il risultato finale di questo processo porti a un futuro ricco di successi per questa storica società”, fa comunque pensare che non tutto sia finito, almeno in attesa di scoprire che cosa succederà il fatidico 6 luglio. 



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