PARMA, SERIE A SALVA: 5 PUNTI DI PENALITA’ PER LA STAGIONE 2018-2019 / Il legale: sanzione abnorme

- Davide Giancristofaro Alberti

Parma, Serie A salva: 5 punti di penalità per la prossima stagione. Ultime notizie: tentato illecito sportivo, ma la società ducale sconterà il tutto nel campionato 2018-2019

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Video Parma Genoa - LaPresse

Il Parma ha salvato la sua partecipazione alla Serie A 2018-2019, ma dovrà partire con 5 punti di penalizzazione e inoltre, se il ricorso sarà respinto, la squadra ducale perderà anche Emanuele Calaiò che è stato squalificato per due anni. Una pena che l’avvocato del Parma in questo processo, Eduardo Chiacchio, ha definito come “abnorme”: il legale è intervenuto in diretta radiofonica a Radio Sportiva e ha detto che la Serie A “è un dato di fatto”, ma che appunto i 5 punti di penalizzazione rappresentano qualcosa di troppo superiore a quanto sia effettivamente accaduto. “Stiamo già lavorando per il ricorso” ha detto Chiacchio, che ha anche rivelato come la difesa punterà all’assoluzione totale da parte del Parma o, nel caso peggiore, alla derubricazione “da tentato illecito a slealtà sportiva”, così che la sanzione sia decisamente più morbida. Staremo a vedere dunque quello che succederà, di sicuro però dovremo aspettare fino al ricorso. (agg. di Claudio Franceschini)

LA DICHIARAZIONE DELLA PROCURA

In attesa che sulla vicenda si esprima anche Emanuele Calaiò, l’attaccante dei ducali che ha subito più di tutti una vera stangata con la sentenza emessa oggi dalla Procura Federale sportiva, il Parma Calcio può parzialmente festeggiare la “permanenza” in Serie A, dopo che nei giorni scorsi era stato paventato il rischio di una retrocessione a tavolino per la vicenda degli sms tra il centravanti gialloblu e alcuni tesserati dello Spezia alla vigilia di un match rivelatosi chiave per la promozione. Ad ogni modo, se con un comunicato la società ducale ha già annunciato che presenterà ricorso contro i 5 punti di penalizzazione inflitti, e che dovranno essere scontati nel torneo 2018-2019, ritenendo inoltre “abnorme” oltre che illogica la condanna a due anni comminata a Calaiò, dal canto suo la Procura Federale invece ritiene che l’impianto accusatorio non sia stato smontato dalla sentenza odierna, ma abbia retto: stando ad alcune fonti giornalistiche riportate da Sport Mediaset, infatti, pare che i giudici siano soddisfatti, nonostante le pene inflitte appaiano inferiori rispetto alle richieste della stessa Procura. Insomma, a loro dire anche il Tribunale della FIGC avrebbe confermato l’impianto accusatorio, ovvero il tentato illecito sportivo da parte di un tesserato del Parma, anche se poi la circostanza non si è verificata dal momento che i giocatori dello Spezia non avevano dato seguito alla richiesta. (Agg. di R. G. Flore)

I DUCALI ANNUNCIANO RICORSO IN APPELLO

Non ha accolto con il sorriso, il Parma, la sentenza emessa dalla procura federale sportiva, circa i cinque punti di penalità inflitti in vista della prossima stagione. Nonostante i ducali rischiassero seriamente di ripartire dalla Serie B visto il tentato illecito sportivo, la squadra emiliana è convinta di aver subito un’ingiustizia, ed ha deciso di presentare ricorso. «Riteniamo abnorme – scrive il Parma in una nota ufficiale – la condanna del nostro tesserato Emanuele Calaiò rispetto ai fatti all’origine del deferimento e iniqua, illogica ed in contrasto con la recente giurisprudenza sportiva la pesantissima penalizzazione per responsabilità oggettiva inflitta alla nostra società. Confidiamo che la totale estraneità del Parma Calcio 1913 ad ogni comportamento meno che lecito venga riconosciuta già dalla Corte Federale di Appello, a cui ricorreremo in tempi brevissimi, nell’auspicio di trovare giustizia». Secondo la compagine rossoblu, la sentenza è «iniqua e illogica», ed è stata accolta «con enorme amarezza». (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

SALVA LA SERIE A DEL PARMA

E’ salvo il Parma e di conseguenza la Serie A. Il club Ducale non è infatti stato punito con la retrocessione. Come riportato poco fa dai colleghi dell’agenzia Ansa, agli emiliani è stata inflitta una pena di cinque punti, da scontare però nel prossimo campionato, la stagione 2018-2019, e non in quello scorsa come precedentemente ipotizzato. A deciderlo è stato il tribunale nazionale federale, dopo aver discusso il caso riguardante i famosi messaggi su WhatsApp che l’attaccante gialloblu, Calaiò, aveva mandato ad alcuni colleghi dello Spezia, prima della partita dello scorso 18 maggio, molto importante ai fini della promozione nella massima categoria degli emiliani.

IN ATTESA DELLA DECISIONE SUL CHIEVO

Il tribunale ha riconosciuto nel comportamento del giocatore il tentato illecito sportivo, ma ha deciso di non rovinare la cavalcata del Parma nello scorso campionato cadetto, infliggendole invece una pena per la prossima stagione, comunque importante. L’indiscrezione era circolata già da qualche ora a questa parte, e poco fa è arrivata la conferma. A questo punto si attende anche la decisione circa il Chievo, invece accusato di plusvalenze fittizie per svariati milioni di euro: anche per la compagine clivense la Serie A è a rischio se venissero comminati dei punti di squalifica nella scorsa stagione.

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