Serena Williams, Us Open: “arbitro sessista e ladro”/ Ultime notizie, il video che “incastra’ la tennista Usa

- Davide Giancristofaro Alberti

Us Open, Serena Williams “Se fossi stata un uomo…”. Ultime notizie, lo sfogo della tennista dopo la finale persa contro la Osaka: l’americana si lamenta con l’arbitro

serena williams toronto
Diretta Andreescu Williams: finale Wta Toronto - Rogers cup 2019 (LaPresse)

«Non ho sentito cosa ha detto Serena, perchè ero girata e non ho ascoltato. Lei è sempre stata il mio idolo, e siccome non so perfettamente cosa sia successo continuerò a vedere lei come un esempio. Per me lei rimarrà sempre la Serena che adoro, che ho sempre ammirato»: la prima difesa di Serena Williams arriva inaspettatamente dalla sua avversaria, quella Naomi Osaka che ieri sera ha vinto il primo Slam della carriera impedendo il grande ritorno alla vittoria della ex n.1 Usa. Eppure, dopo le accuse di sessismo e di corporeamente sleale dell’arbitro, spunta il video che invece incastra “Serenona” e il suo coach Mouratoglou intento a compiere il famoso “coaching” che ha dato inizio al primo warning contro la Williams verso fine match. L’allenatore ammette il tutto, anche se si permette di contrattaccare: «sì, ho fatto coaching, ma lo stesso giudice di sedia non ha visto far la stessa cosa a Sascha (coach di Osaka, ndr) o Nadal, che per le stesse azioni non hanno ricevuto alcun warning». A quel punto però, davanti al video che li incastra, la tennista in preda ad una mezza crisi isterica, se la prende con tutti e tira fuori la vicenda del sessismo: di certo si poteva reagire molto, molto meglio.. 

COSÌ IN OMBRA LA OSAKA?

Lo sfogo dopo la finale degli Us Open, persa, di Serena Williams ha finito per mettere in ombra il grandissimo successo della giovane classe 1997 Naomi Osaka. Per la giovanissima giapponese infatti superare in una finale di un grande slam una splendida tennista come Serena Williams è stato di certo merito di vanto. Le tante chiacchiere per una Williams mai così arrabbiata hanno di fatto negato la gioia all’Osaka che si desse giusto risalto alla sua splendida impresa. Resta comunque di fatto un successo che è il primo in un grande slam dopo lo straordinario successo a Indian Welles dove aveav superato in finale la russa Daria Kasatkina. La Osaka nei grandi slam aveva raggiunto un quarto posto, sempre quest’anno, agli Australian Open e due secondi posti rispettivamente al Roland Garros e a Wimbledon. (agg. di Matteo Fantozzi)

SFOGO DOPO LA FINALE

Si sfoga Serena Williams e lo fa al termine della finale degli Us Open persa contro la talentuosa Naomi Osaka, 6-2, 6-4. Rivolgendosi al direttore tecnico, la tennista americana spiega: «Lo sapete tutti quello che ho fatto per arrivare fin qui, se fossi stato un uomo tutto questo non sarebbe successo». Dichiarazioni che non sono passate di certo inosservate e che hanno fatto scoppiare un caso di genere. La Williams lamenta il fatto di essere stata penalizzata nella finalissima per aver insultato gli arbitri, ma la stessa spiega: «Ho visto giocatori uomini dire di tutto ai giudici. Sono qui per lottare per i diritti delle donne e per l’uguaglianza femminile. Io ho detto “ladro”, lui mi ha tolto un gioco, mi è sembrata una decisione sessista. Non avrebbe mai tolto un gioco a un uomo perché ha detto “ladro. Continuerò a lottare per i diritti delle donne».

L’APPOGGIO DI BILLIE JEAN KING

La tennista a stelle e strisce era stata penalizzata per aver ricevuto suggerimenti dal proprio coach durante il match, cosa vietata nel tennis. Dopo la penalità la Williams ha protestato veemente, rivolgendosi così all’arbitro Carlos Ramos: «Mi devi delle scuse, sei un ladro. Preferirei perdere piuttosto che imbrogliare». Con lei si è schierata Billie Jean King, campionessa di tennis del passato, e da tempo al fianco delle donne nella lotta contro il maschilismo: «Se una donna si lascia andare alle emozione del momento – scrive sul proprio profilo Twitter – diventa subito isterica e viene penalizzata. Grazie Serena Williams per aver messo alla luce questo doppio standard, molte altre voci devono fare lo stesso – ha aggiunto per poi concludere – se lo avesse fatto un uomo sarebbe stato definito ‘schiettò e non ci sarebbero state ripercussioni». I suoi tweet hanno ricevuto in poche ore migliaia di apprezzamenti e di condivisioni.

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