Supercoppa, Vigilanza Rai “Riflettere su trasmissione partita”/ “Si rischia violazione della Costituzione”

- Silvana Palazzo

Supercoppa in Arabia Saudita, interviene Vigilanza Rai: “Riflettere su trasmissione partita. Si rischia violazione della Costituzione”

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(INFOPHOTO)

Si infiamma la polemica sulla partita di Supercoppa tra Juventus e Milan, in programma il 16 gennaio a Gedda, in Arabia Saudita. Le donne potranno assistere al match solo in zone riservate dello stadio, quindi la Vigilanza Rai è uscita allo scoperto, visto che la sfida sarà trasmessa dalla tv di Stato. Il presidente Alberto Barachini ha invitato la Rai «a porre la dovuta attenzione nella scelta della propria offerta, in modo che i contenuti trasmessi riflettano sempre, sotto tutti i profili, i principi della nostra Costituzione e in particolare il rispetto dei diritti dell’uomo». Barachini invita a dare spazio al tema della condizione della donna in alcuni Paesi arabi e valutare attentamente in futuro l’opportunità di trasmettere eventi in Paesi che violano i diritti umani. Sulla vicenda è intervenuto anche Damiano Tommasi, presidente dell’associazione italiana calciatori, il quale consiglia a Federazione e Lega di «darsi delle regole per le scelte future». Cosa farebbe se fosse un dirigente della Lega? «Proporrei l’istituzione di una borsa di studio a favore di un giovane giornalista sportivo, arabo o italiano» per tenere viva la memoria del caso Kashoggi, questo per Tommasi «sarebbe un modo concreto per dare un senso a questa partita al di là delle tante parole di questi giorni».

SUPERCOPPA IN ARABIA SAUDITA, IL GOVERNO È DIVISO

Sulla questione il governo è diviso. «Sono veramente convinta che è stato un errore decidere di giocare a Gedda. Non bisogna accettare queste discriminazioni. Chi accetta le discriminazioni ne diventa complice», spiega la ministra della Pubblica Amministrazione Giulia Bongiorno a RaiNews24. Si allinea così alla posizione di Salvini. Il Movimento 5 Stelle per bocca del sottosegretario agli Esteri Manlio di Stefano parla di «ipocrisia dilagante in tutti i settori della società» e definisce «ridicola» la polemica perché «le autorità coinvolte hanno già chiarito che i settori saranno sì riservati ma le donne potranno comunque accedere allo stadio da sole, senza accompagnamento maschile». In effetti fa strano che ci si accorga solo oggi che nei Paesi dove vige la svaria le libertà personali sono limitate… Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia, è molto critica: «Il ministero degli Esteri si assuma la responsabilità di comunicare se le donne non saranno ammesse allo stadio da sole, o ammesse soltanto in un settore separato da quello degli uomini».



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