Spezia Calcio indagato per tratta di giocatori nigeriani/ Ultime notizie: inibito anche il presidente Chisoli

Spezia Calcio nella bufera: club nei guai per inchiesta su tratta di giocatori nigeriani. Azzerati i vertici: inibito anche il presidente Chisoli. Le ultime notizie

11.02.2019 - Silvana Palazzo
Speziacurva
Foto Infophoto

Spezia Calcio nei guai per un’inchiesta sulla tratta di giocatori nigeriani. La Squadra Mobile della Spezia e il servizio centrale operativo della polizia, coordinati dalla procura, hanno applicato la misura cautelare interdittiva per un anno nei confronti dell’amministratore delegato Luigi Micheli e del presidente del club ligure Stefano Chisoli. Coinvolto anche il presidente del club dilettantistico Valdivara Cinque Terre, per il quale è stata stabilita la stessa misura interdittiva. Come riportato da La Nazione, questa prevede il «divieto di esercitare ad imprese o uffici direttivi di imprese o persone giuridiche che svolgono attività sportiva calcistica, professionistica o dilettantistica». Tutto è partito dalle indagini: avrebbero messo in luce l’esistenza di un “sistema” per far arrivare e restare in Italia minorenni nigeriani selezionati nella scuola calcio di Abuja. E ciò «violando le disposizioni in materia di immigrazione clandestina».

SPEZIA CALCIO INDAGATO PER TRATTA DI GIOCATORI NIGERIANI

Gli inquirenti hanno ricostruito che «i vertici dello Spezia Calcio, in occasione della formalizzazione presso l’ambasciata italiana in Nigeria dell’invito, prodromico al rilascio agli atleti minori del visto temporaneo di ingresso, si impegnavano a far rientrare i giocatori in patria al termine degli eventi sportivi». Inoltre, si dichiaravano «formalmente consapevoli delle sanzioni penali previste in caso di mendaci dichiarazioni», pur sapendo che i giovani più promettenti non sarebbero più rientrati. La polizia ha spiegato che «gli atleti selezionati venivano, quindi, trasferiti e mantenuti in Italia a spese dello Spezia Calcio, in occasione di eventi vetrina come il torneo di Viareggio». Ma quando i giovani calciatori arrivavano nel nostro Paese li facevano risultare «artatamente come minori non accompagnati, allo scopo di beneficiare delle disposizioni di legge a tutela dei minori che si trovano effettivamente in tale status». L’inchiesta ha portato alla denuncia di 15 persone.



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