Diretta Parigi Roubaix 2019, ha vinto Gilbert!/ Video streaming: Politt ko, Sagan 5°

- Mauro Mantegazza

Gilbert ha vinto la Parigi Roubaix 2019: diretta video streaming Rai, il trionfo in volata con Politt. Quinto Sagan, ultimo chilometro da leggenda!

sagan roubaix lapresse 2019
Diretta Parigi Roubaix 2019: Peter Sagan (LaPresse)

Il trionfo più aspettato una volta che i due fuggitivi avevano fatto il vuoto sul gruppone dei favoriti: la Parigi Roubaix 2019 finisce a Philippe Gilbert, il più abile ed esperto nell’arrivo in volata con il compagno di fuga, il tedesco Politt. Una carriera da poker fenomenale per il corridore francese che dopo Liegi, Fiandre e Lombardia aggiunge anche la Roubaix al suo palmares di tutto rispetto per un grande passista: terzo Lampaert che festeggia mentre entrano nel velodromo assiema a Vanmarcke e Sagan, che al quinto posto non è riuscito a competere fino agli ultimi chilometri con i due fuggitivi. La tensione nell’ultimo giro al Velodromo è degna delle migliori sfide western, con ognuno che attende la mossa dell’altro per capire chi scatterà: la vince Gilbert, assai più abile di Politt nel mantenere la testa tranquilla davanti ad una delle corse più sfibranti dell’anno. Niente da fare per gli italiani, Trentin ci ha provato tutto il giorno ma una foratura maledetta sul pavé lo h adesso di fatto fuorigioco nel momento di massima forma e scatto. A quasi 37 anni, Gilbert ha vinto la quinta Classica Monumento della carriera: un vero fenomeno! (agg. di Niccolò Magnani

LA FUGA DECISIVA

La Parigi-Roubaix 2019 entra nel vivo: siamo nel settore numero 11 di pavé e quando mancano 47 km alla conclusione si muovono i big più attesi. In testa, con un vantaggio nell’ordine di una 40ina di secondi sul resto del plotone ci sono Philippe Gilbert (Deceuninck-QuickStep), Nils Politt (Katusha-Alpecin), il vincitore dell’edizione 2018 Peter Sagan (Bora-hansgrohe), Sep Vanmarcke (Education First) e quel fenomeno di Wout van Aert (Jumbo-Visma) che ha già dovuto affrontare due contrattempi riuscendo a rientrare e addirittura ad andare in fuga. La variabile impazzita di questa edizione dell’inferno del Nord è determinata dal vento, che sta rendendo una gara di per sé già durissima letteralmente stremante. Le speranze italiane, dopo la gioia di una settimana fa al Fiandre con Bettiol (oggi assente), poggiano in particolare su Davide Ballerini e Matteo Trentin. I nostri due portacolori stanno mostrando di avere un’ottima gamba: ma il treno giusto è già passato? Lo scopriremo nei prossimi km…(agg. di Dario D’Angelo)

IL TENTATIVO DI VAN AVERMAET

I big si muovono e con il forcing-allungo continuo di Van Avermaet e Vandenbergh il gruppo è riuscito a tornare compatto provando a tiare all’impazzata per fare un po’ di selezione in questa finora “bloccatissima” Parigi Roubaix. Quando mancano circa 90 chilometri all’arrivo, Hofstetter prova l’allungo mentre in coda al gruppo faticano ancora Trentin e soprattutto Van Aert, staccato di 10 secondi. Davanti la Groupama-Fdj prova a prendere in mano la situazione per trainare il groppone fuori dal pavé verso gli ultimi tratti di una gara ancora piuttosto lunga (arrivo previsto tra le 17.30 e le 17.40). Dillier e Stannard sono segnalati invece a circa un minuto, Mohoric si trova invece a venti secondi: la situazione dei ritiri vede sempre Taco Van Der Hoorn (Jumbo-Visma), Jack Bauer (Mitchelton-Scott), Ilko Keisse (Deceuninck-QuickStep). Nel frattempo sempre Van Aert riesce a prendere la coda delle ammiraglie, e potrebbe quindi rientrare in gruppo: finisce intanto il settore 18 per tutti i corridori migliori. (agg. di Niccolò Magnani)

FORA TRENTIN!

Sfortuna nera per Matteo Trentin, protagonista di una fuga molto pericolosa in una Parigi-Roubaix resa ancora più dura dal forte vento che soffia in corsa. Il campione europeo ha infatti forato nel bel mezzo di un tratto di pavé: dopo aver tentato di restare attaccato al plotoncino di testa fino allo scollinamento, Trentin ha dovuto fermarsi quando il tubolare è uscito di sede. A prestargli soccorso è stato il cambioruote che in quello speciale tratto di pavé ha il compito di sopperire al lavoro dei meccanici in ammiraglia ma le operazioni di sostituzione della ruota sono andate per le lunghe portando Trentin a perdere tutto il gap accumulato nella fuga e ad essere riassorbito dal gruppo. Il bicchiere mezzo pieno? Da quando Trentin è stato ripreso, il vantaggio dei fuggitivi si è ridotto ad una ventina di secondi, troppo poco per pensare di arrivare al traguardo quando mancano al termine ancora 130 km. (agg. di Dario D’Angelo)

BAGARRE IN TESTA

Prosegue la Parigi-Roubaix, una delle classiche più attese dai numerosi fan del mondo del ciclismo. Al momento abbiamo da poco superato il traguardo dei 100 km, e il gruppo di testa si è decisamente rinfoltito. In vetta troviamo infatti ben 8 corridori, leggasi Alexis Gougeard (Ag2r La Mondiale), Michael Schar (CCC Racing Team), Damien Gaudin (Direct Energie), Frederik Frison (Lotto Soudal), Bert Van Lerberghe (Cofidis), Jorge Arcas (Movistar), Frederik Backaert (Wanty-Gobert) e Kris Boeckmans (Vital Concept), che hanno circa 30 secondi di vantaggio da un altro gruppetto di ciclisti formato da Kamil Gradek (CCC Racing Team), Edward Theuns (Trek-Segafredo), Matti Breschel (Education First), Nils Politt, Marco Haller (Katusha-Alpecin), Tim Declercq (Deceuninck-Quickstep), Matteo Trentin (Mitchelton-Scott), Stefan Kung (Groupama-FDJ), Vegard Stake Laengen, Jasper Philipsen (UAE Team Emirates), Davide Ballerini (Astana), Reinardt Janse Van Rensburg (Dimension Data) e Cees Bol (Team Sunweb). Intanto abbiamo superato anche il primo breve tratto di pavè, circa 900 metri di strada non asfaltata, che per ora non ha creato grossi problemi agli uomini in gara. La media oraria, ricordiamo, resta molto alta, attorno ai 42 chilometri all’ora, ma tenderà ad abbassarsi con il passare dei chilometri e con l’arrivo sempre più frequente del temuto pavè. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

DIRETTA PARIGI ROUBAIX 2019: PRIMA FUGA

Quando mancano 200 chilometri all’arrivo e una manciata al primo tratto di pavé, il gruppo di ciclisti della Parigi Roubaix si è sfaldato, con tre davanti a guidare la corsa. Al momento si stono staccati dal resto dei corridori Jurgen Roelandts della Movistar, Casper Pedersen di Sunweb, e Mads Wurtz Schmidt (Katusha-Alpecin). Il trio ha un margine di circa 30 secondi dal gruppo, in attesa di capire se riuscirà a mantenere la vetta per qualche chilometro o meno. Da segnalare in precedenza un altro tentativo di fuga, quello dell’italiano Marco Marcato e del danese Mads Perdersen, ma i due ciclisti sono stati prontamente raggiunti dal resto dei partecipanti. Al momento si sta viaggiando ad una velocità media altissima, attorno ai 45 chilometri all’ora, anche perché l’inizio della corsa non presenta particolari difficoltà, ma lo scenario cambierà completamente fra pochi chilometri, quando la Parigi-Roubaix entrerà decisamente nel vivo con il pavè. Fra gli eventi da segnalare anche la prima caduta, quella di Bohli e di Julien Vermote, senza alcuna grave conseguenza per i due ciclisti. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

Diretta Parigi Roubaix 2019: 25 KM IN ARCHIVIO

I ciclisti della Parigi-Roubaix hanno superato da poco i 25 chilometri di gara, con i corridori che potranno godere, almeno per il momento, di un buon clima, visto il sole che splende dalle parti della capitola francese stamane. Nessuna fuga si è ancora registrata fino ad ora, a parte un tentativo del team Astana con Gruzdev, subito ripreso. Da segnalare la presenza proprio nella squadra kazaka di Davide Ballerini, alla sua prima Parigi-Roubaix in assoluto. Il 24enne ciclista originario di Cantù è senza dubbio uno dei prospetti più interessanti del mondo a due ruote italiane, e oggi cercherà di incamerare quanta più esperienza possibile per questo tipo di corse. Il grande favorito resta comunque Peter Sagan del team BORA-hansgrohe, che dopo la splendida vittoria firmata 2018, con attacco a quasi 50 chilometri dalla bandiera a scacchi, punterà alla doppietta. L’ultimo italiano ad aver vinto sul pavè d’oltralpe è invece il compianto Franco Ballerini, che ottenne ben due successi nell’inferno transalpino prima dell’incidente del 2001 con le auto da rally che gli costò la vita. (aggiornamento di Davide Giancristofaro)

DIRETTA PARIGI ROUBAIX 2019: SI COMINCIA

Tutto è pronto per dare il via alla Parigi Roubaix: in attesa di scendere in strada con l’Inferno del Nord, ricordiamo che cosa era successo un anno fa nella grande classica francese. La vittoria andò a Peter Sagan, autore di uno splendido attacco già nel settore 12 (quello tra Auchy lez Orchies e Bersée), quando mancavano oltre 50 km all’arrivo di Roubaix, grazie al quale andò a riprendere i fuggitivi e poi s’involò verso la vittoria. L’unico a resistergli fu lo svizzero Silvan Dillier, ridotto a “passeggero” della locomotiva Sagan, ma senza alcuna speranza di andare oltre il secondo posto. La terza piazza andò invece a Niki Terpstra, che una settimana prima aveva vinto il Fiandre ed invece stavolta sarà assente proprio a causa di una caduta nella corsa belga. Purtroppo però la Parigi Roubaix del 2018 rimarrà nella memoria di tutti gli appassionati anche per un tragico fatto: Michael Goolaerts, ciclista belga della Veranda’s Willems-Crelan, si era accasciato a terra privo di sensi nel tratto di pavé di Viesly; prontamente soccorso e rianimato con un defribillatore, Goolaerts fu trasportato all’ospedale di Lilla, dove però morì in serata, a soli 23 anni. Da quest’anno quel settore è dedicato proprio alla memoria dello sfortunato belga. Adesso però la parola va ai protagonisti: la Parigi Roubaix comincia! (Aggiornamento di Mauro Mantegazza)

PARIGI ROUBAIX 2019: TUTTO PRONTO PER LA DIRETTA

Verso la diretta della Parigi Roubaix, ricordiamo adesso che la corsa ha scritto pagine di grande storia del ciclismo e occorre dunque dare uno sguardo più approfondito all’albo d’oro della Roubaix. I due corridori con più vittorie sono i belgi Roger De Vlaeminck (1972, 1974, 1975 e 1977) e Tom Boonen (2005, 2008, 2009 e 2012), con quattro successi a testa. Ben sette corridori hanno invece vinto tre volte la Parigi Roubaix: i belgi sono sempre grandi protagonisti, dal momento che fra loro ci sono Gaston Rebry, Rik Van Looy, l’immancabile Eddy Merckx e la stella degli anni Novanta Johan Museeuw, oltre al francese Octave Lapize, al nostro Francesco Moser e allo svizzero Fabian Cancellara. Moser è senza dubbio il migliore italiano di sempre alla Roubaix, in totale sono 13 le vittorie italiane: le prime due risalgono addirittura al 1897 e al 1898, quando fece doppietta il valdostano Maurice Garin, che nel 1903 avrebbe vinto anche la prima edizione del Tour de France (ma nel frattempo aveva preso la cittadinanza francese). Ecco poi la vittoria di Jules Rossi nel 1937, quella di Serse Coppi nel 1949 ex-aequo con il francese André Mahé su decisione della giuria, l’anno dopo il successo del più celebre dei fratelli Coppi, cioè naturalmente Fausto e nel 1951 l’affermazione di Antonio Bevilacqua a chiudere una tripletta italiana. Si passa poi al 1966, quando vinse Felice Gimondi; nel 1978, 1979 e 1980 ecco naturalmente la tripletta di Moser, poi abbiamo le due vittorie del compianto Franco Ballerini nel 1995 e 1998, infine la vittoria di Andrea Tafi nel 1999, che purtroppo resta l’ultimo successo italiano nella Roubaix anche se sono passati ormai 20 anni per la classica più ostica ai colori azzurri nel ciclismo moderno. (Aggiornamento di Mauro Mantegazza)

STREAMING VIDEO E DIRETTA TV: COME SEGUIRE LA PARIGI ROUBAIX 2019

Per seguire la diretta tv della Parigi Roubaix 2019 l’appuntamento sarà fin dalle ore 11.30 su Rai Sport + HD (canale numero 57 del telecomando, disponibile anche al numero 5057 della piattaforma satellitare Sky), per una diretta che sarà dunque praticamente integrale in chiaro sul canale tematico sportivo della Rai. Lunghissima diretta disponibile a partire dalle ore 11.00 anche su Eurosport, il canale visibile agli abbonati Sky. Per chi invece non potesse mettersi davanti a un televisore oggi pomeriggio, ricordiamo anche la possibilità di seguire la Parigi Roubaix in diretta streaming video sul sito Internet ufficiale della Rai (www.raiplay.it) oppure – per gli abbonati – tramite i servizi offerti da Eurosport Player e Sky Go. Infine i social network, dove segnaliamo in particolare la pagina Facebook ufficiale Paris-Roubaix e il profilo Twitter ufficiale @Paris_Roubaix. CLICCA QUI PER LO STREAMING SU RAIPLAY

LA CLASSICA

Oggi la diretta della Parigi Roubaix 2019, edizione numero 117 della grande classica francese, sarà un appuntamento imperdibile per gli appassionati di ciclismo. Inferno del Nord: il soprannome della Parigi Roubaix è già di per sé molto eloquente sul fascino e la difficoltà della corsa; pur essendo interamente pianeggiante, la presenza di numerosi tratti di strada in pavé rende la Parigi Roubaix una corsa molto impegnativa – soprattutto in caso di pioggia – tanto che negli ultimi anni, nel ciclismo sempre più specializzato di oggi, si è creata una ristretta cerchia di specialisti che possono ambire alla vittoria di questa grande classica. Quasi un anacronismo, tanto che in Francia esistono associazioni di “amici della Roubaix”, con diversi compiti fra i quali anche la manutenzione di questi tratti in pavé, senza i quali naturalmente la corsa perderebbe tutto il suo significato: invece resta forse la classica più attesa, proprio per la sua particolarità che la rende una corsa senza alcun paragone.

DIRETTA PARIGI ROUBAIX 2019: IL PERCORSO

Presentando la diretta della Parigi Roubaix, ricordiamo che i corridori dovranno affrontare un percorso di 257 km caratterizzati da ben 29 tratti in pavé, tanto che il totale dei chilometri di pavé sarà di 54,5. Andiamo con ordine e cominciamo dalla partenza che avrà luogo, come ormai da molti anni, non più dalla capitale francese bensì da Compiègne alle ore 11.15. Per circa 100 km niente da segnalare, poi ecco i 29 tratti lastricati che sono tutti racchiusi negli ultimi 160 km, dei quali appunto ben 55 sono in pavé, il che rende la Parigi Roubaix impegnativa come un tappone di montagna – anche se naturalmente richiede caratteristiche differenti. La citazione è d’obbligo per tre settori, i più significativi. Il primo è naturalmente la leggendaria Foresta di Arenberg: siamo a 95 km dal traguardo, eppure siamo già in una fase decisiva della corsa perché chi resta indietro qui sa che recuperare in seguito è di fatto impossibile. Nella Foresta dunque non si vince la Roubaix, ma molti la perderanno. Poi gli altri due tratti a cinque stelle (i più difficili): Mons en Pévèle a poco meno di 50 km dal traguardo e infine il Carrefour de l’Arbre, quando ormai saremo a meno di 20 km da Roubaix e dunque potrebbe essere davvero il momento chiave, anche se nel finale ogni tratto di pavé potrà risultare decisivo. Infine il momento più atteso: l’ingresso al velodromo di Roubaix dove è posto l’arrivo agognato da tutti, dal primo all’ultimo, perché portare a termine una Parigi Roubaix è impresa non da poco e raggiungere il velodromo ha un valore speciale per chiunque si presenti alla partenza dell’Inferno del Nord.

PARIGI ROUBAIX 2019: I PROTAGONISTI ATTESI

Tra i protagonisti vanno messi naturalmente in prima fila i corridori che almeno una volta hanno già vinto la Parigi Roubaix. Parliamo del tedesco John Degenkolb, del belga Greg Van Avermaet e naturalmente di Peter Sagan, il tre volte campione del Mondo slovacco che è il detentore, avendo vinto l’anno scorso con un’azione magistrale. Purtroppo invece non ci sarà l’olandese Niki Terpstra, vincitore alla Roubaix nel 2014, perché la caduta nel Giro delle Fiandre di settimana scorsa lo esclude dalla corsa francese. I fari della corsa dovrebbero essere soprattutto Sagan e Van Avermaet, senza dimenticare il norvegese Alexander Kristoff che sta facendo una fantastica Campagna del Nord e poi la Deceuninck-Quick Step, che globalmente resta la squadra più forte e dovrebbe puntare in particolare su Zdenek Stybar. Altri nomi naturalmente non mancheranno, per l’Italia potremmo citare in particolare Matteo Trentin e Gianni Moscon, anche se avremmo voluto vedere il trentino in migliori condizioni di forma. Ricordiamo invece che non sarà al via Alberto Bettiol, che settimana scorsa ci ha regalato una meravigliosa vittoria al Fiandre spezzando il digiuno che alla Roubaix dura invece addirittura dal 1999, anno del trionfo di Andrea Tafi, che nei mesi scorsi aveva addirittura sognato un ritorno che però non si è concretizzato.



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