Claudio Gentile/ “Fuori dal calcio perché non volevo raccomandati”. E sulla Libia…

- Silvana Palazzo

Claudio Gentile, “emarginato” dal calcio italiano: “Perché non volevo raccomandati”. E parla di pressioni dall’alto. Invece sulla Libia spiega che…

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Claudio Gentile

Un campione del mondo “dimenticato” da tutti: così si sente Claudio Gentile, il cui curriculum è fatto di successi ma il presente solo di lunghe pedalate costeggiando il lago di Como. Si sente “emarginato” l’ultimo allenatore in grado di vincere un Europeo Under 21 e di portare gli azzurrini sul podio olimpico. Si è chiesto come mai e si è dato questa spiegazione: non è sceso a “compromessi”. «Non mi sono piegato al sistema, perché avevo dei padroni ma non volevo padrini», ha dichiarato a Il Giorno. Inoltre, ha raccontato che negli anni in cui era in Federazione subiva pressioni per far giocare alcuni calciatori, perché «una presenza in azzurro alza il costo del cartellino». Ma lui non si è mai prestato a ciò: «Non accettai compromessi, né soldi, né favori. Per tutti diventai un nemico. Alla fine non sono bastati nemmeno i risultati». E ora sono tredici anni che non allena, ma Claudio Gentile non si arrende, e aspetta.

CLAUDIO GENTILE “EMARGINATO” DAL CALCIO ITALIANO

Ora però sembra esserci aria nuova all’interno del sistema calcistico italiano, ma Claudio Gentile tira in ballo anche Luigi Di Biagio. «Uno che ha fallito due Europei è ancora lì al suo posto. Anzi, gli è stata data anche la possibilità di guidare la nazionale maggiore», ha raccontato a Il Giorno. Gentile esclude comunque che nel suo “allontanamento” abbia influito il contenzioso con la Figc. «Ma no, iniziai e poi rinunciai». Invece si è sentito “tradito” da alcuni dirigenti federali. «La Juventus mi aveva fatto un’offerta ed io stavo per accettare. Ma la Figc mi disse che avevano un progetto per me per il post-Mondiale, poi a fine luglio ci ripensò. Persi la Juventus per un mio gesto di onestà». Da allora ha ricevuto solo qualche offerta dall’estero, ma lui vuole allenare in Italia. Roberto Mancini comunque è il ct giusto per la Nazionale italiana: «Conosce il calcio internazionale. Ma anche lui, se non sarà supportato dai risultati, finirà nel calderone. Però può puntare su talenti come Kean, un ragazzo fantastico».

CLAUDIO GENTILE PARL ADELLA LIBIA

Ma Claudio Gentile nelle ultime ore è intervenuto anche su Rai Radio1 a “Un Giorno da Pecora”. Lui che ha vissuto in Libia suggerisce l’intervento della diplomazia per risolvere la crisi. «Io sono convinto che se dividessero la Libia in due farebbero una cosa giusta». Secondo Gentile, se la Libia fosse divisa tra la zona di Tripoli e quella di Bengasi, si eviterebbero bombardamenti e morti. Per l’ex calciatore la diplomazia occidentale dovrebbe trovare un punto d’incontro per risolvere il problema. «Non si può andare avanti così, con giovani, donne e bambini uccisi», ha aggiunto Gentile. Quando giocava veniva soprannominato Gheddafi per le sue origini, ma gli dava fastidio. «Si, molto, perché Gheddafi non ha fatto il bene né dei miei genitori né di tutti gli italiani che erano a Tripoli, dove sono stati derubati di tutto quel che avevano costruito in 40 anni di vita in quel Paese».

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