COMMENTI OMOFOBI/ La nazionale australiana di rugby licenzia la star Israel Folau

- Paolo Vites

Stella del rugby australiano licenziato in tronco per commenti omofobici su Instagram

israel folau
Israel Folau

Evidentemente si è lasciato un po’ andare, Israel Folau, star 30enne della nazionale australiana di rugby. E’ quello che capita purtroppo spesso a certi cristiani fin troppo zelanti nella loro fede, che si sentono portatori di una verità che permette loro di giudicare il prossimo. In un post su Instagram ha scritto che “l’inferno aspetta gli ubriachi, gli omosessuali, gli adulteri, i bugiardi, i fornicatori, i ladri, gli atei, gli idolatri”. Il vecchio detto (evangelico) di guardare alla trave nel proprio occhio piuttosto che i moscerini in quello del prossimo evidentemente non è stato preso in considerazione. Tali parole gli costeranno care. I responsabili della nazionale di rugby hanno infatti fatto sapere che i suoi commenti omofobici li costringono a rompere il suo contratto con la squadra, che vale oltre un milione di sterline all’anno, scrive oggi il Daily Mail.

LICENZIATO IN TRONCO

La cosa curiosa da parte di questi personaggi è che vengono presi in considerazione solo i gay: adulteri, ubriaconi, ladri eccetera evidentemente meritano tutti l’inferno. Ma si sa, che oggigiorno una sola parola contro i gay costa caro, anche il carcere: è il politicamente corretto che domina. Il giocatore intanto ha replicato, dicendo che solo Dio può decidere se deve continuare a giocare o no e che piuttosto che ritirare i suoi commenti preferisce andare incontro alla fine della sua carriera. Ma Folau ha trovato un sostenitore inaspettato, il rugbista australiano Billy Vunipola che milita nella nazionale inglese. Non solo ha messo un “mi piace” al post del collega, ma ha anche detto che quanto scritto “non significa che non gli piacciano o che non ami quelle persone”. Folau ha in effetti detto di aver condiviso i suoi commenti “con amore”… In realtà il giocatore già l’anno scorso aveva postato un commento simile ed era stato avvertito che se la cosa si fosse ripetuta, sarebbe stato cacciato dalla squadra. Il giocatore è stato licenziato anche dal suo club, il New South Wales Waratah, e sembra difficile che qualche squadra europea lo possa prendere, chiudendo così per sempre la sua carriera.



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