FIORENTINA/ Delio Rossi si presenta, Mihajlovic chiede scusa

- La Redazione

Cosa hanno detto Delio Rossi nel corso della conferenza stampa di presentazione come allenatore della Fiorentina, e Sinisa Mihajlovic subito dopo l’esonero da quella panchina.

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Delio Rossi (foto Ansa)

Delio Rossi era davvero atteso con ansia a Firenze. Basta vedere come è stato salutato con affetto dai fiorentini, dai tifosi al sindaco. Un’accoglienza che ho sorpreso favorevolmente il nuovo allenatore della Viola: “Ho sentito telefonicamente Andrea e Diego Della Valle e il presidente esecutivo Cognigni. Mi ha fatto piacere il messaggio di benvenuto del sindaco di Firenze Renzi”. D’altronde, il direttore Pantaleo Corvino, presentandolo, l’ha chiamato “dottor Rossi”. Nessun paragone con Valentino, ci mancherebbe: dottore perché dovrà curare la Fiorentina, missione che si annuncia affascinante. Però Rossi non vuole fare promesse: “Io faccio l’allenatore, non vendo niente, non faccio il rappresentante. L’unica cosa che posso vendere è la mia professionalità. Sicuramente se si è cambiato un allenatore significa che qualcosa non va benissimo. Fare promesse non è nel mio stile, farò di tutto per portare in alto questi colori. Penso che sia sciocco fissare adesso un obiettivo, questo lo si può fare solo in primavera”. Grande realismo da parte di un allenatore serio e preparato. Dopo l’inevitabile ringraziamento alla società “per darmi l’opportunità di vivere una sfida affascinante”, Rossi ha voluto salutare anche Mihajlovic, a cui ha ricordato che “solo chi non è abituato a cadere non sa rialzarsi”. E infine ecco spiegato perché si era fermato e perché ha deciso di ripartire proprio da Firenze: “Non ero fermo perché non avevo avuto occasioni, però mi conosco, ci deve essere qualcosa di intuitivo che mi fa dire di sì. Penso che questa sfida valga la pena viverla. So che c’è molta aspettativa nei miei confronti, spero di esserne degno”. Il giorno dopo l’esonero, però, ha parlato pure Sinisa Mihajlovic, inevitabilmente provato da quanto accaduto nelle ultime ore. Il solito Sinisa, combattente e capace di assumersi per intero le sue responsabilità. Ma che avrebbe voluto continuare a lottare: lui non si è dimesso, come si pensava in un primo momento, ma è stato esonerato. Ecco cosa ha detto: “Sono dispiaciuto e so che devo chiedere scusa a tutti, alla società e ai tifosi. Dico a tutti che quello che avevo l’ho messo sul campo. Non è bastato. Scusate, mi dispiace tremendamente. Ora cosa faccio? La prima cosa sarà analizzare i miei errori, perché certamente ne avrò commessi”.

A dir la verità, per Sinisa Mihajlovic c’è già pronta una via d’uscita. E sarebbe un gran bel modo di ripartire: la nazionale serba. La sua nazionale. La Serbia, infatti, uscita malconcia dalle qualificazioni all’Europeo, incapace addirittura di qualificarsi agli spareggi – bastava finire seconda dietro l’Italia, ma quel posto è andato all’Estonia -, ha nel mirino il tecnico da almeno due mesi. L’“obiettivo riscatto” dei serbi passa per le qualificazioni al Mondiale in Brasile nel 2014 e sulla panchina della nazionale non c’è ancora nessuno dopo il crac europeo. Il nome di Mihajlovic girava da tempo. Prima c’era la Fiorentina. Ma adesso…

 

(Mauro Mantegazza)

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