CALCIOMERCATO/ Bologna, il cda ha deciso: Bagni va a casa

- La Redazione

Il cda del Bologna, riunitosi oggi, ha sancito il licenziamento di Salvatore Bagni dalla carica di consulente di mercato. La decisione in seguito alle polemiche nate da alcune frasi di Bagni

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Salvatore Bagni (foto ANSA)

L’avventura al Bologna di Salvatore Bagni è già finita. Il cda della società rossoblù, riunitosi oggi, ha deciso infatti di licenziarlo; in serata è arrivata l’ufficialità. Bagni, arrivato a maggio per collaborare in qualità di consulente per il mercato, andava ripetendo, fino a pochi giorni fa: “La mia posizione è saldissima”, suscitando la sarcastica replica del presidente Guaraldi: “Se lo dice lui, che è sereno…”. A far andare su tutte il furie il patron era stata una recente uscita dello stesso Bagni, che aveva lamentato la mancanza di fondi da parte della società. “Le idee ci sono, i soldi no”, la frase che ha segnato la condanna dell’ex-calciatore di Napoli ed Inter. “Mettere le mani avanti così non mi è proprio piaciuto”, ha sottolineato oggi pomeriggio Guaraldi, parlando con i cronisti a Casteldebole, prima di recarsi in sede per il previsto Consiglio di amministrazione. Impietosa la ‘sentenza’ da parte dei soci, che hanno sancito all’unanimità la cacciata del discusso consulente. A pesare sulla decisione, anche il timore di una possibile inchiesta della Federcalcio. Bagni, infatti, operava ufficialmente come consulente di mercato ma ufficiosamente con tutti i poteri del direttore sportivo, pur non essendo provvisto dell’apposito patentino. La qual cosa, tra l’altro, pare che abbia creato diversi fastidi a chi opera da anni nell’ambiente. Non è ancora chiaro se Bagni verrà sostituito o meno; non è escluso che d’ora in poi sarà Roberto Zanzi, l’attuale direttore generale, ad occuparsi della campagna acquisti/cessioni dei rossoblù. Una cosa è certa; per il Bologna e per la sua dirigenza non c’è proprio pace. Ne stanno succedendo di tutti i colori, se contiamo anche l’addio di Pedrelli dopo il clamoroso errore alle buste, che costò, per intero, il cartellino del portiere Emiliano Viviano, finito all’Inter. Nemmeno il vicepresidente Maurizio Setti, che pure era stato colui che aveva scelto Bagni a maggio, ha difeso l’ormai ex-collaboratore. “Era la mia scommessa, adesso troveremo il modo di uscirne, ci incontreremo, occorre una soluzione economica, altro non diciamo – ha spiegato – Il Cda ha deciso che il licenziamento non sarà motivato, ne parleremo poi con lui in privato”. Finisce male, quindi, ed ancor prima di entrare nel vivo, la storia tra Salvatore Bagni ed il Bologna. Ha vinto

La politica di Guaraldi, quella del rigore e della massima attenzione ai bilanci. Per Bagni non c’è stato proprio nulla da fare.



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