PARMA/ Donadoni si presenta: fatti, non parole; con Ghirardi ci siamo capiti all’istante

- La Redazione

Roberto Donadoni si presenta al Parma: promette di parlare con i fatti e che con il presidente Ghirardi è nata subito un’ottima intesa. Finisce così l’era-Colomba a Parma.

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Il tecnico del Parma Roberto Donadoni (Infophoto)

Caparbietà e fantasia, questo è il bel mix che Roberto Donadoni, nuovo allenatore del Parma, vuole portare con sé. Mix che peraltro a lui da calciatore riusciva benissimo, unendo la tenacia tipica della sua terra di provenienza e l’estro che l’ha consacrato campione indiscusso nel Milan di Sacchi e poi di Capello. C’era tanta curiosità tra i tifosi giunti in sala stampa per assistere alla presentazione del tecnico, il decimo allenatore dell’era Ghirardi iniziata soltanto cinque anni fa (il 25 gennaio 2007), tanto che qualcuno inizia a paragonarlo a Zamparini o a Cellino. Sarà quello giusto per il progetto Parma? Questa è la domanda che aleggia, e qualche dubbio si legge sui volti dei fans. Donadoni però rassicura tutti. In fondo, bergamaschi e bresciani (al di là della rivalità) sono fatti della stessa pasta, e quindi il bergamasco Donadoni assicura di aver trovato subito l’armonia con il bresciano Ghirardi: “Il presidente si è dimostrata una persona schietta e diretta. Io non sono un uomo che parla molto: preferisco agire. Mi trovo in sintonia con interlocutori che vanno immediatamente al centro delle questioni. Con Tommaso Ghirardi ci siamo capiti all’istante”. Pragmatismo lombardo, insomma (non che ai parmensi manchi, tutt’altro…), tuttavia al suo fianco durante la presentazione alla stampa c’era l’amministratore delegato Pietro Leonardi: “Con lui abbiamo già parlato di mercato ma senza soffermarci su nomi specifici. Da questo momento fino alla fine del mese ho il tempo necessario per conoscere la rosa, confrontarmi con i dirigenti e fare delle scelte. In base alle possibilità della società, cercheremo di intervenire”. I giocatori del Parma sono stati spesso accusati dalla critica di avere poco personalità; l’ex commissario tecnico della nazionale (dal 2006 al 2008) dimostra immediatamente di voler portare nello spogliatoio gialloblu carisma e carica agonistica: “Credo che questa squadra non abbia la semplice ambizione di salvarsi. E’ indispensabile avere la volontà di agganciare le formazioni che stanno davanti a noi. Prima da calciatore e poi da allenatore ho sempre avuto un approccio positivo e ambizioso verso il lavoro e la vita. Ero in cerca di una società che mi desse la possibilità di programmare. Non cerco isole felici. Per questo ho accettato la proposta del Parma”. 

Ci si attendeva però anche una spiegazione all’esonero di Franco Colomba, tecnico che aveva fatto benissimo la scorsa stagione e che anche in questo campionato manteneva il Parma in una posizione comunque tranquilla: “Il tecnico, nel post partita contro l’Inter, ha insinuato la possibilità che la squadra non lo seguisse più. Ciò ha preoccupato il presidente. Solo a quel punto abbiamo contattato Donadoni”. Pignolo e preciso, ma anche desideroso di esaltare il talento che trova nelle proprie squadre (in questo caso naturalmente soprattutto Giovinco): ecco la missione che attende Donadoni.

 

(Mauro Mantegazza)

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