PAGELLE/ Armenia-Italia (1-3): i voti della partita (qualificazioni mondiali 2014, gruppo B)

- La Redazione

Le pagelle di Armenia-Italia, terza partita degli azzurri nel gruppo B delle qualificazioni ai mondiali del 2014 in Brasile: i voti del match dello Hrazdan Stadium, vinto dall’Italia per 3-1

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(INFOPHOTO)

Azzurri corsari in Armenia: allo stadio Hrazdan di Yerevan l’Italia s’impone col punteggio finale di 3-1. In vantaggio con un rigore di Andrea Pirlo al’11’, i nostri hanno subito il pareggio del joker Mkhitaryan al 28′. Nella ripresa le zuccate risolutrici di Daniele De Rossi (64′) e Pablo Daniel Osvaldo (82′). Per l’Italia tre punti non esenti da macchie ma meritati e fondamentali, per rilanciare morale e classifica del girone B, che ci vede primi a sette punti. Sempre tallonati  dalla Bulgaria che ha pareggiato con la Danimarca per 1-1: non una buona notizia per gli azzurri che martedì a San Siro ospiteranno i danesi affamati di punti (ne hanno due, con una gara in meno). Dietro rinviene la Repubblica Ceca che piega Malta (3-1) e scavalca l’Armenia al terzo posto.

Soprattutto per merito dell’Armenia, che connota le pause azzurre con grinta e voglia. Partenza sprint e italiana culminata in nu vantaggio forse troppo anticipato; l’Armenia dal canto suo ha avuto il merito di non gettare mai la spugna, mettendo in campo tutto ciò che aveva: corsa, voglia e scampoli di talento. Non chissà cosa ma tanto è bastato per tener desta una partita spigolosa, che l’Italia ha risolto solo dopo metà ripresa. L’ultimo gol di Osvaldo ha sopito l’agonismo, ma l’Armenia merita l’onore delle armi.

Valutazione non prettamente tecnica: meriterebbero meno perchè l’unico a parlare il codice dei grandi è l’annunciato Mkhitaryan. Però la squadra è volenterosa, tappa bene la propria area di rigore ingabbiando Giovinco ed isolando Osvaldo. Non a caso a spezzare l’equlibrio è un inserimento da centrocampo, imprevisto dalla grezza organizzazione difensiva. Ma l’occasionissima l’hanno avuta anche dopo: vincere in Armenia non è stato facile.

Se vincere è l’unica cosa che conta, bravi ragazzi. Poi c’è modo e modo: qualcosa preoccupa ancora in questa Italia, quasi umorale per come subisce il colpo del pareggio ed è incapace d’imbastire una reazione. Con Pirlo schiacciato indietro abbiamo spesso cercato il lancio dalla difesa, complice una certa svagatezza degli interni, tradendo il manifesto prandelliano. Meglio nella ripresa, dopo il nuovo vantaggio che ridà sicurezza e scioglie un pò il fraseggio. Ma facciamo ancora fatica a gestire il pronostico a favore: aspettando i danesi evitiamo fanfare per una vittoria obbligata ancorchè salutare.

Il rigore dello 0-1 è da regolamento. Dà lì va un pò in palla: il fallo su Maggio, concausa del pareggio, è sacrosanto, anche perchè il contatto testa a testa sarebbe ragione sufficiente per fermare il gioco. Grazia inspiegabilmente Mkoyan per il secondo fallo di mano, al limite dell’area. Protestiamo anche per un mani in area nel secondo tempo: poteva starci il secondo penalty. Meglio nella distribuzione dei cartellini, male assistito sui fuorigioco, spesso segnalati erroneamente.

Sventa una punizione di Pirlo con un miracolo, soccombe senza colpe specifiche ma è incerto nei rinvii.

Concede qualcosa di troppo dalla sua parte, al Criscito o Montolivo di turno. Più attento in marcatura quando Giovinco si allarga.

Causa il rigore e meriterebbe l’espulsione: gioco di mano…. Peccato perchè su Osvaldo di riffa o di raffa se la cava.

E’ lui a far soffrire Giovinco e non viceversa. Il gol di De Rossi lo trova impreparato ma qualcun altro doveva seguirlo.

Pur non spingendosi troppo in avanti fa più o meno match pari con Maggio.

Ala destra quasi funambolica, mulina le gambe e crea qualche apprensione: in un contesto del genere si distingue.

Impronunciabile play basso, non imposta nè riesce ad aggredire: si limita a passaggi banali.

Bravo in applicazione su Pirlo, perde smalto nella ripresa ed esce dopo il gol di De Rossi dal 19’st MANUCHARYAN 5 Spesso bypassato centralmente, non dà sostanza.

Spende molto costringendo Maggio alla cuccia, taglia il campo creando spazi per i compagni e sfiora il clamoroso gol al volo dal 32’st SARKISOV 6 Il capellone si ritaglia due discese insidiose e un tiro fuori.

Quasi lo aspettavamo. Ma stavolta il mostro non l’abbiamo creato noi: scatto da centrometrista e doti tecniche. Segna infilando Barzagli e Buffon: non sono in tanti a poterlo dire, e a momenti piazza anche un assist.

L’Armenia si consuma prima della nostra area: lui trova pochi palloni e quando può colpire ci pensa Maggio.

All.MINASYAN 6 Lavora bene col materiale a disposizione, anche se i suoi ci concedono troppo all’inizio.

Infilato imparabilmente dal diavolo Mkhitarian, salva nella ripresa con un volo dei suoi sulla girata di Manoyan.

Un suo raro affondo genera il secondo gol, ma è in difesa che fa la differenza anticipando provvidenzialmente Movsisyan.

Imbambolato dal non fischio e beffato da Mkhitaryan, si riprende guidando il reparto ed offrendosi in impostazione.

Rischia il rigore facendosi ammonire, poi tiene botta sino alla palla persa in area che poteva costare la vittoria.

La sua verve ci mancava: spingendo con intelligenza è uno dei segreti dell’inizio sprint. A lungo andare si fa più accorto ma quando avanza non è mai banale.

Ha il grosso merito di sbloccare una situazione delicata, con un inserimento dei suoi. che ridà tono alla sua partita. Prima però fatica a trovare un dove e quando.

Chef alla mensa dei poveri, usa il “semplice” pane dei calci piazzati per sfamare i ricconi in difficoltà. Più appannato in fase di regia ma trova ugualmente l’assist vincente: multidimensionale dal 29’st GIACCHERINI 6 Entra con buon piglio e sfiora il gol con un paio d’inserimenti offensivi.

Nel primo tempo resta intricato nei rovi armeni e non riesce ad offrire la solita sostanza. Emerge nella ripresa in cui ritrova anche la verve creativa e snocciola qualche idea intrigante.

Dalla trequarti in su, molto utile nei movimenti e in alcune rifiniture. Meno davanti alla porta dove ciabatta due occasioni ghiotte nel primo tempo. Strano dopo la sassaiola nel derby dal 43’st CANDREVA s.v.

Tre occasioni tre: un sinistro docile, un tap-in alzato da un metro e il gol, di una pulizia atletica invidiabile.

Peccato per un sinistro procuratosi da solo e alzato di poco. Il resto sono stenti ed inseguimenti dal 15’st EL SHAARAWY 6 Movimenti giusti, un gol sfiorato e uno salvato quasi sulla linea: positivo, quasi un talismano in questo momento.

All.PRANDELLI 6 Si arrabbia con l’arbitro che non ferma il gioco, ma gli argomenti coi suoi ragazzi non mancano. Ci manca Balotelli in attacco e personalità alternativa a Pirlo in mezzo al campo. Forse Chiellini sarebbe meglio di Bonucci. Però dall’ultima trasferta bulgara abbiamo imparato qualcosa.

 

(Carlo Necchi)

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