PAGELLE/ Spartak Mosca-Barcellona (0-3): i voti della partita e il tabellino con marcatori e ammoniti (Champions League gruppo G)

- La Redazione

Le pagelle con i voti di Spartak Mosca-Barcellona, partita valida per la quinta giornata della fase a gironi della Champions League. E’ il gruppo G, che comprende anche Benfica e Celtic.

Barcellona_Spartak
Foto Infophoto

Missione compiuta per il Barcellona: battendo 3-0 lo Spartak Mosca al Luzniki, i blaugrana centrano la qualificazione agli ottavi di finale con un turno di anticipo, e al tempo stesso eliminano i russi che stasera dovranno tifare per la vittoria del Celtic, che può consegnare un’ultima possibilità di entrare in Europa League. Per il Barcellona centrato il traguardo minimo: c’era un po’ di preoccupazione per questa trasferta in terra russa, ma i catalani hanno sbrigato la pratica già nella prima mezz’ora. Il secondo gol di Messi ha reso il secondo tempo un allenamento: si è visto poco o nulla, perchè anche lo Spartak ha capito che c’era ben poco da fare.Nell’ultima giornata il Barça ospita il Benfica, che invece resta in corsa per un posto agli ottavi sempre che questa sera batta gli scozzesi. Vediamo ora le pagelle della partita del Luzniki, con i voti a squadre e protagonisti.

Sufficienza risicata. Nel primo tempo abbiamo assistito a trenta minuti di ritmi alti e occasioni da una parte e dall’altra, pur se non clamorose. Il Barcellona è stato cinico, concretizzando due palloni arrivati dalle parti di Dikan; poi hanno scelto di controllare il ritmo senza infierire, sapendo che il calendario è fitto di impegni e che bisogna mantenere le energie per continuare a tenere a distanza il Real Madrid in campionato. Lo Spartak Mosca aveva illuso nella prima mezz’ora, mostrando una buona condizione e ripartenze pericolose; si è però capito in fretta che le armi in attacco erano spuntate, e che sarebbe servito un miracolo per spuntarla. Così la partita si è incanalata lungo i binari della sonnolenza, e negli ultimi 30 minuti non si è visto altro che palleggi a metacampo.

Una squadra che doveva necessariamente vincere avrebbe dovuto mettere in campo di più. D’accordo che dall’altra parte c’era la formazione migliore al mondo da cinque/sei anni a questa parte, ma lo Spartak Mosca ha fatto oggettivamente troppo poco: un paio di contropiede nel primo tempo, qualche accelerazione nella ripresa a partita ampiamente andata. Non era certo qui che i russi si giocavano la qualificazione, ma nella partita casalinga contro il Celtic, nella quale Unaj Emery e i suoi si sono suicidati; gli ottavi sono scappati in quell’occasione, e l’impressione è che lo Spartak l’abbia capito già prima di scendere in campo questa sera.

Stavolta abbiamo visto un Barcellona che agli affondi costanti e al gioco in verticale ha preferito il tiki taka a oltranza, senza voler fare troppo male all’avversario. Trovati i primi due gol sulle uniche avanzate concrete, i blaugrana hanno centrato la rete della sicurezza già nel finale di primo tempo, e nella ripresa hanno semplicemente controllato i ritmi, gestito le fatiche e badato a non farsi troppo male. Anche così Vilanova l’ha portata a casa con tre gol di scarto, trovando anche il gol numero 80 nel 2012 di Leo Messi: il record di Gerd Muller (85 nel 1972) è sempre più vicino, Leo avrà sette partite per cercare di superarlo.

Nessuna decisione difficile, nessuna controversia; vede benissimo sulla simulazione di Pedro che si becca un sacrosanto cartellino giallo, nel finale appare troppo severo quando ammonisce Mascherano per un normalissimo fallo su Welliton. La partita scorre via senza problemi, lui si limita a fischiare poco e lasciar giocare i protagonisti. Fa bene: una partita così noiosa con tante interruzioni sarebbe stata oggettivamente troppo.

Insicuro nei rinvii, lascia lì il tiro di Iniesta e permette a Messi di fare tap in e 0-2.

Spinge con costanza, ma dietro traballa troppo.

Ferma due volte Messi lanciato a rete, e già così si guadagna il voto. Poi sempre solido.

Meno sicuro del compagno, spreca un’ottima occasione nel primo tempo spingendosi in avanti.

Poca cosa sulla fascia, prova qualche incursione ma i cross sono sempre imprecisi.

Nel primo tempo tocca forse un pallone solo. Cresce – si fa per dire – nella ripresa, a buoi ampiamenti scappati. ()

Il più esperto ci mette tanta volontà, ma non è mai incisivo.

Parte bene con un paio di percussioni sulla fascia, cala ma resta sempre nel vivo.

( Mezz’ora per lui, in cui fa vedere che sarebbe servito dall’inizio)

Era l’uomo con più qualità: non l’ha mai fatta vedere.

Non combina niente: ogni pallone che tocca non riesce a controllarlo.

Attaccante possente, sciupa una grande occasione nel primo tempo.

( Non entra in partita, e rischia di consegnare a Messi la palla del 4-0)

All. UNAY EMERY 5 Non ha mai battuto il Barcellona: anche stasera affonda, in passato aveva messo i blaugrana in ben altra difficoltà. Forse aveva anche formazioni migliori.

 

Non deve fare nulla, graziato due volte, un’uscita con i piedi, poi non la tocca più.

Motorino perpetuo sulla fascia, attaccante aggiunto che segna anche un gran gol.

A marce bassissime, sbadigliando ferma tutti gli attacchi russi.

Questa sera gli avversari dovevano solo buttare la maglia a terra e uscire dal campo. Insuperabile, anche e soprattutto nell’uno contro uno.

Non deve spingere più di tanto, ma quando è chiamato in causa mostra gamba e qualità. ()

Meno appariscente di altre volte, ma i ritmi li detta tutti lui, anche nella ripresa quando li addormenta con consumata esperienza. (82′ SONG sv)

Schermo davanti alla difesa: molta meno qualità dei compagni, ma altrettanto indispensabile per gli equilibri blaugrana.

Non vincerà il Pallone d’Oro, ma lui e i compagni sanno che lo meriterebbe domani. Un paio di numeri da urlo, non perde mai la calma nemmeno in un centimetro e mezzo di spazio.

Impreciso, troppo frettoloso, ha vissuto serate migliori. ()

Sbaglia un paio di cose non da lui, però senza mettere nemmeno la seconda trova i gol numero 79 e 80 nell’anno solare. Gerd Muller è lì, e la domanda è: arriverà a 100? Quasi impossibile, ma si chiama Messi.

Gioca da falso nueve o da centrocampista tra le linee, sempre con la consueta flemma: non sbaglia quasi nulla, mezzo voto in meno perchè sotto porta non è sufficientemente freddo per infilare Dikan.

All. VILANOVA 7 19 partite ufficiali da allenatore: 16 vittorie, un pareggio e due sconfitte. C’erano dubbi sulla sua solidità in luogo di un eroe come Guardiola: per ora, tutti fugati.

 

(Claudio Franceschini)

 

Marcatori: 16′ Dani Alves, 27′ Messi, 39′ Messi

Dikan; Makeev, Suchy, Insaurralde, D. Kombarov; Rafael Carioca (75′ Bryzgalov), Kallstrom; K. Kombarov (63′ Welliton), Jurado; Ari; Emenike (64′ Ananidze). All. Unaj Emery

Victor Valdes; Dani Alves, Piqué, Mascherano, Jordi Alba (87′ Montoya); Xavi (82′ Song), Sergio Busquets, Fabregas; Pedro (85′ Deulofeu), Messi, Iniesta. All. Vilanova

Arbitro: Bebek (Croazia)

Ammoniti: Pedro (B), Rafael Carioca (S), Mascherano (B), Kallstrom (S)

Recupero: 1′ primo tempo, 3′ secondo tempo

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