CALCIOSCOMMESSE/ Masiello confessa: Feci autogol per essere pagato

- La Redazione

Appare una nota che Andrea Masiello ha inviato al PM di Bari il 28 marzo: in essa, l’ex difensore del Bari ammette di aver volontariamente mandato il pallone in porta contro il Lecce.

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Andrea Masiello, arrestato questa notte (Infophoto)

Andrea Masiello confessa, o comincia a farlo. All’indomani dell’arresto del difensore attualmente in forza all’Atalanta, viene resa pubblica una nota che lo stesso Masiello inviò al PM di Bari il 28 marzo scorso; in essa, il calciatore ammette di aver volontariamente mandato la palla nella sua porta “per poter cristallizzare l’esito dell’incontro e ottenere così il pagamento promessomi”. La partita in questione è Bari-Lecce del 15 maggio scorso: il derby del Salento contava esclusivamente per il Lecce, che con una vittoria si sarebbe salvato. Segnò Jeda, e poi ci fu l’autogol di Masiello, su tiro dello stesso Jeda, non irresistibile, che il difensore mandò in porta con un intervento piuttosto goffo. Con questa dichiarazione cade dunque quella che fino ad allora era stata la linea difensiva del calciatore, il quale si era sempre dichiarato estraneo ai fatti e aveva sostenuto che l’autorete, assolutamente involontaria, fosse stata provocata dal turbamento dettato dal clima intorno alla partita. Ad ogni modo, Masiello non ha ancora fornito alcun particolare riguardo le persone che lo avvicinarono per accomodare le partite; quegli uomini che entrarono in contatti con gente di Lecce e che poi effettuò la consegna del denaro in un albergo della stessa città pugliese. Ad ogni modo, è un primo passo verso il chiarimento della vicenda, se mai un chiarimento totale ci sarà. Sappiamo che il pm Di Martino ha chiesto un’amnistia, intuendo che la questione è enorme e che se si andrà a processo la geografia del calcio professionistico italiano rischierebbe di venire mutata profondamente. Oltre all’arresto di Masiello ci sono altri calciatori indagati, quasi tutti appartenenti al Bari dello scorso anno che retrocesse in serie B. Intanto, però, qualcosa si muove: dopo Cristiano Doni, adesso anche Masiello comincia a vuotare il sacco. In esame ci sono tante partite di quel Bari: pare che, a retrocessione già avvenuta, molti dei calciatori della rosa avessero cominciato a entrare in contatto con i clan degli zingari o delle mafie locali e avessero cominciato a puntare sulle loro stesse gare. E’ quello che ha raccontato anche Hristijan Ilievski, considerato il capo del clan con base a Singapore che controllerebbe i siti di tutto il mondo: nell’intervista esclusiva rilasciata a Repubblica, Ilievsi, tuttora ricercato, ha fornito diversi particolari sugli incontri tra lui e il gruppo del Bari, capeggiato da Masiello: 

Ha fatto i nomi di Rossi, Bentivoglio, Parisi, tutti calciatori indagati; ha parlato di come ci fossero giocatori non troppo convinti della cosa, della loro paura, di una partita contro il Palermo nella quale il boss del clan ebbe l’impressione che solo Masiello stesse “facendo la partita”. Questo arresto potrebbe davvero far emergere tutto? Lo vedremo, sperando di non trascinare fino a chissà quando questa brutta vicenda.



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