PAGELLE/ Repubblica Ceca-Portogallo (0-1): voti, cronaca e tabellino (quarti di finale Euro 2012)

- La Redazione

Il Portogallo è la prima semifinalista di Euro 2012. Batte 1-0 la Repubblica Ceca con un gol di Ronaldo e si qualifica strameritatamente, avendo dominato il secondo tempo e centrato 2 pali.

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La Nazionale del Portogallo (Infophoto)

E’ il Portogallo la prima semifinalista di Euro 2012: a Varsavia, i lusitani battono la Repubblica Ceca 1-0, grazie a un gol di Cristiano Ronaldo che arriva a 11 minuti dal termine ma a coronamento di un secondo tempo clamorosamente dominato, in cui i cechi si erano salvati solo grazie alle parate di Cech e alla fortuna. Portogallo che si candida ad un posto in finale, ma ora dovrà avere la meglio della vincente tra Francia (bestia nera) e Spagna, campione in carica. Se sarà questa squadra, attenzione a tutti.

Bilek, come annunciato, tiene fuori Rosicky: il piccolo Mozart ha un problema al tendine d’Achille e il CT non lo rischia. La sorpresa riguarda il sostituto: non Kolar, bensì la novità Darida, che si piazza alle spalle di Baros. Si comincia a ritmi lenti: la paura e lo studio dell’avversario da parte di entrambe le formazioni blocca le iniziative. Per larghi tratti si va avanti a lanci lunghi, che però non favoriscono nessuno perchè le difese fanno buona guardia. Baros, come al solito, manda in campo il fratello scarso e svogliato, Postiga invece è decisamente lui, ovvero un attaccante che non tiene un pallone e non vede mai la porta. Fortuna che c’è Ronaldo: il fuoriclasse del Real Madrid dialoga bene con un ottimo Coentrao e spesso il Portogallo arriva al cross dal fondo da sinistra, sfruttando le distrazioni di un timoroso e impacciato Gebre Selassie. Il terzino di origini etiopi, però, se ha campo dimostra di saperselo prendere tutto, e di poter creare pericoli: su uno di questi, Pepe deve sbrogliare in affanno. Proprio quando sembra che le sorprese siano finite, il Portogallo si accende all’improvviso: al 25′ Ronaldo viene pescato benissimo da Meireles, ma si libera con un fallo del difensore (e comunque Cech aveva respinto alla grande); al 33′ si esibisce in una rovesciata su sponda aerea di Pepe ma non inquadra il bersaglio. A 5 dal fischio di Howard Webb, Paulo Bento deve sostituire Postiga che accusa un problema al flessore: dentro Hugo Almeida, ovvero la sua fotocopia. E’ un segnale, però, per il Portogallo, che chiude il primo tempo con un forcing d’altri tempi manco fosse la fine del mondo, e costringe dietro la Repubblica Ceca; su uno dei tanti palloni messi dentro Ronaldo stoppa e con una magia lascia lì Kadlec, ma il suo tiro che aveva sorpreso Cech si stampa sul palo. Sono tre legni nelle ultime due partite per CR7, il punteggio resta 0-0, i presupposti per un ottimo secondo tempo ci sono tutti.

Il Portogallo entra in campo come se non ci fosse un domani. Dopo nemmeno 20 secondi Raul Meireles mette dentro di sinistro, ma Hugo Almeida non trova la porta di testa. La Repubblica Ceca, stordita, non riesce a uscire dall’area, e per almeno 15 minuti è in balia della furia lusitana, che mira a segnare e chiudere la pratica. Al 49′ inizia il Cristiano Ronaldo show: punizione da 40 metri, Darida tocca col braccio in barriera, palla 9 metri più avanti e siluro sul palo di Cech che si stampa sul legno: continua la maledizione. Poco più tardi, girata su cross da destra, bersaglio non trovato. Ancora Ronaldo: stop di petto e conclusione sbilenca. Poi Nani: tiro da fuori dopo recupero palla su Hubschman, Cech si supera. Venti secondi dopo, cross dello stesso Nani da destra, Cech è battuto dal colpo di testa di Almeida, ma l’attaccante del Besiktas è in evidente fuorigioco. La Repubblica Ceca non è in campo: Baros non tiene un pallone, Hubschman e Plasil vengono triturati dal centrocampo lusitano, Baros è sempre più solo e inguardabile. Nemmeno l’ingresso di Rezek cambia le carte in tavola. Paulo Bento continua a spronare i suoi, che non mollano un centimetro: Moutinho spara da fuori, Cech si esalta e la toglie da sotto la traversa. Al 74′ l’azione che potrebbe sbloccare la partita: Nani taglia perfettamente in area e calcia a botta sicura, Kadlec ci mette il piede, la palla esce alta di un millimetro con Cech che osservava pregando. Il difensore del Leverkusen esulta, ma l’appuntamento con l’eliminazione è solo rimandato: minuto 79, Nani pesca Moutinho che taglia internamente mangiandosi Limbersky, il cross è alto per Almeida ma non per Ronaldo, che anticipa Gebre Selassie e schiaccia a terra il pallone che si insacca sotto la traversa. E’ il gol partita, meritatissimo. Anche perchè la Repubblica Ceca, che pure dovrebbe reagire, non lo fa: ancora il Portogallo sfiora il gol con lo straripante Pereira, che alza la pagella. I cechi hanno l’ultima occasione nel terzo di quattro minuti di recupero, ma l’angolo sul quale Cech è avanzato viene battuto oscenamente, sulla ripartenza Ronaldo potrebbe tirare da casa sua con la porta vuota ma decide di dribblare e perde palla. Poco male: Webb fischia, il Portogallo vola in semifinale, e ci saremmo stupiti del contrario dopo questa partita. La Repubblica Ceca torna a casa, riflettendo su una partita in cui ha puntato ai supplementari dopo 45 minuti.

Marcatore: 79′ Ronaldo

Cech; Gebre Selassie, Sivok, Kadlec, Limbersky; Hubschman (86′ Pekhart), Plasil; Jiracek, Darida (61′ Rezek), Pilar; Baros. All. Bilek

Rui Patricio; Pereira, Pepe, Bruno Alves, Fabio Coentrao; Moutinho, Veloso, Meireles (88′ Rolando); Nani (84′ Custodio), Helder Postiga (40′ Hugo Almeida), Ronaldo. All. Paulo Bento

Arbitro: Webb (Inghilterra)

Ammoniti: Nani (P), Veloso (P), Limbersky (RC)

Recupero: 2′ primo tempo, 4′ secondo tempo

 

Se finisce solo 1-0 è merito suo. Vola su Nani, Pereira, Moutinho, quando non ci arriva lo aiutano i pali e la fortuna. Rinato dopo la papera greca.

Un grande Europeo, ma il ragazzino si deve ancora fare. Ecco la differenza tra Samaras e Cristiano Ronaldo: lo subsice psicologicamente e nei fatti, sul gol lo rivede quando sta già esultando.

Contro Postiga e Almeida vita facile, in affanno però sulle incursioni lusitane, se la cava con mestiere.

Ha un modo di giocare semplice: spazza tutto quello che trova. Bravo palla al piede nel primo tempo, salva un gol di Nani già fatto, peccato non serva a nulla.

Era stato il migliore nel primo tempo; dopo 45 minuti, dagli spogliatoi esce il vero Nani, e addio titoli in copertina. Molle sul gol, si fa mangiare da Moutinho.

Era la nota più lieta dell’Europeo ceco. Fino a stasera: irriconoscibile, sballottato qua e là dalla qualità portoghese, gli gira la testa, esce nel finale ma era fuori gara da tempo-

Idem, con l’aggravante che avrebbe la classe e l’esperienza per venirne fuori. Invece, affonda anche più del compagno.

Almeno ci ha provato, con incursioni, sgroppate, rientri di sacrificio. Purtroppo non l’ha mai vista.

Doveva sostituire Rosicky: impossibile di per sè, anche se era partito bene, con autorità. Era un sogno: è finita troppo presto.

( Bilek l’ha fatto fuori dall’undici dopo la Russia. Stasera aveva l’opportunità di fargliela vedere sportivamente, l’ha ciccata)

Nel primo tempo frizzante, scattante e propositivo; nel secondo, un fantasma, che ha pagato la rinuncia dei suoi al cercare il gol.

Dispiace infierire su un grande goleador (che fu), gli diamo mezzo punto in più perchè l’hanno lasciato troppo solo, ma se ha toccato tre palloni ci alziamo ad applaudire.

All. BILEK 4.5: un disastro. Non aveva Rosicky, vero, ma puntare i supplementari dopo solo 45 minuti contro il Portogallo è un suicidio di massa. Infatti.

Non gli tirano mai in porta, non si annoia perchè ogni tanto gliela passano i compagni. Meglio: si è riposato per la semifinale.

Che bel giocatore. Spinge come una furia per novanta minuti, si sovrappone a Nani e crea scompiglio, sfiora il gol nel finale. Quanti polmoni ha?

Contro questo Baros, diciamolo, anche Wile E. Coyote per una volta sarebbe uscito vincitore. Dà l’idea di non essere mai in difficoltà.

La Juventus è tornata alla carica per lui: stasera abbiamo capito perchè. Leadership e forza fisica, con qualità non va mai in affanno.

Eccolo qui, il Fabio Coentrao che avevamo perso ai Mondiali in Sudafrica. Lo abbiamo rivisto: Jiracek non la vede mai, e deve stare dietro perchè il biondino lo punta sempre. E lo salta anche.

Moto perpetuo del centrocampo, con un gran tiro da fuori, una qualità innata e il timing per entrare nella storia: suo l’assist per Ronaldo-gol, con uno spunto degno di Usain Bolt.

A Genova l’hanno visto poche volte in queste condizioni. Signore assoluto della linea mediana, ha un piede sinistro con cui potrebbe dipingere capolavori alla Caravaggio. Distrugge Plasil.

Con lui hai sempre il dubbio di quale versione scenda in campo, se quella da Playstation o quella da oratorio feriale con 35 gradi all’ombra. Stasera la prima: gran partita.

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Alla fine del primo tempo ci siamo chiesti: ma perchè Paulo Bento lo fa giocare? Ci abbiamo messo poco a scoprirlo. Se Nani è questo, il Portogallo può battere chiunque. Anche la Spagna.

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Sfortunato, si ferma per un guaio muscolare. Fino a lì, però, aveva disertato la gara.

( non che combini molto più del compagno, sia chiaro: almeno segna, pur se in palese offside, e il suo movimento inganna lievemente la difesa sul gol di Ronaldo)

Alla vigilia gli hanno urlato di tutto: dodicesimo al mondo, immaturo, non da Pallone d’Oro. Risposta: due pali, il gol per la semifinale. Gebre Selassie avrebbe dovuto controllarlo meglio?Già, forse la prossima volta il terzino si comprerà un autovelox.

All. PAULO BENTO 7: se la tua squadra non graffia e, tornata in campo nella ripresa, è una furia assassina che nemmeno la famosa orca di Michael Anderson, l’allenatore c’entrerà qualcosa, no? Bravo soprattutto a insistere su Nani, che lo ripaga. 

 

(Claudio Franceschini)

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