PAGELLE/ Russia-Repubblica Ceca (4-1): voti, cronaca e tabellino (gruppo A Europei 2012)

La Russia schianta la Repubblica Ceca 4-1 nella prima giornata del gruppo A. Doppietta per Dzagoev in una partita senza storia e che conferma che i russi, come nel 2008, sono da temere.

08.06.2012 - La Redazione
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Alan Dzagoev: per lui una doppietta (Infophoto)

Russia-Repubblica Ceca finisce 4-1, ma sarebbe potuto essere un risultato ben più rotondo se i russi non avessero sprecato così tante palle gol. Almeno quattro le occasioni lasciate lì da Kerzhakov (mira da riaggiustare) e compagni, ma una vittoria che dice come la nazionale di Advocaat può dare filo da torcere a tutti: messa bene in campo, offensiva e con folate in contropiede difficilmente arginabili. Chissà, forse la sconfitta dell’Italia a Zurigo andrebbe leggermente rivalutata. Per contro, una Repubblica Ceca che se rimane questa rischia seriamente di tornare subito a casa: peso offensivo zero, nessuna idea, gli elementi più tecnici a vagare per il campo senza sapere bene cosa fare. Dovrà catechizzare tutti Bilek se vorrà proseguire oltre il primo girone.

La Russia non presenta sorprese: 4-3-3 identico a quello che ci ha affondati a Zurigo, con Kerzhakov riferimento in attacco solo in teoria, perchè poi Dzagoev e Arshavin spesso e volentieri si scambiano la posizione con lui; così come fanno Shirokov e Zyryanov a centrocampo. La Repubblica Ceca, non più lo squadrone di fine anni Novanta-inizio Duemila, si affida a Rosicky e Plasil a impostare, e Baros per i gol. Inizio con tanti falli: si sente la pressione. Dopo circa dieci minuti di nulla la Repubblica Ceca inizia a macinare gioco sulla destra con la coppia Gebre Selassie-Rezek, ma due veterani come Berezutski e Ignashevich non si fanno sorprendere. Così la Russia al 15′ fa vedere a tutti perchè non deve essere sottovalutata: gioco che come una fisarmonica si stringe al centro e si allarga sulla destra, Zyryanov puntualissimo arriva al cross sul quale ci sarebbero almeno tre russi pronti a colpire, lo fa Kerzhakov di testa e prende Cech in controtempo, ma la palla è sul palo. La difesa però si è mossa sui tagli russi, e allora Alan Dzagoev può colpire in tap in per il gol del vantaggio. I cechi accusano il colpo ma ripartono a spron battuto, e sbagliano: invece di ragionare si buttano avanti come un animale ferito, ma prestano il fianco alla Russia che riparte come un esercito impazzito ma nonostante tutto organizzatissimo: ancora Dzagoev viene liberato con davanti un’autostrada, entra in area ma invece di piazzare spara un bolide che finisce largo. Poco male per Advocaat: al 24′ Arshavin, palesemente di un’altra categoria anche quando non combina grandi cose, parte a sinistra e pesca il taglio di Kerzhakov. L’attaccante dello Zenit non ci arriva, ma dietro spunta Shirokov che anticipa l’uscita di un titubante Cech. 2-0 e partita che sembra in ghiaccio, anche se la Russia avrebbe il colpo del kappaò definitivo e lo spreca con Kerzhakov, che manda alto su un cross da sinistra al termine di un’altra splendida azione. La reazione ceca sta tutta in un colpo di testa centrale di Rezek che fa il solletico a Malafeev, e in un tiro di Jiracek che non trova il bersaglio. All’intervallo il punteggio è fin troppo benevolo per la squadra di Bilek, che però in certi tratti della frazione ha mostrato di poter spingere e arrivare al limite senza troppi problemi. 

Bilek riparte con Hubschmann per Rezek, mossa per dare più verve al centro. Sembra funzionare: passano 7 minuti e Plasil coglie l’unico buco lasciato dai centrali russi, filtra lì la palla per l’accorrente Pilar che salta Malafeev e riapre i giochi. Così pare, almeno: la Russia soffre giusto cinque minuti, nei quali comunque i cechi non combinano nulla. Poi, riparte a spron battuto, affondando come vuole e quando vuole. Peccato che davanti ci sia Kerzkhakov e non qualcun altro: l’attaccante numero 11 prima manda a lato su genialata di Arshavin, poi calcia male da destra, infine libera il sinistro a giro ma incredibilmente sbaglia da dieci metri. Advocaat non è stupido, e lo toglie per far entrare Pavlyuchenko: cosa succede? Semplice: la rivelazione di Euro 2008 prima serve un assist al bacio per Dzagoev che in area spara sotto la traversa battendo Cech per il 3-1, poi si mette in proprio, entra in area e dopo un dribbling a rientrare infila il portiere del Chelsea all’incrocio. Finisce qui, anche perchè Bilek non si rende conto (chissà in che modo) che Baros è un ectoplasma in movimento e che la Repubblica Ceca non segnerebbe nemmeno con un hangar come porta. Lo fa anche, a dire il vero, proprio al 92′: ma il gioco è fermo per un fuorigioco di Petrzela. Termina 4-1, e per i cechi è meglio così: altri 5 minuti, e sarebbero arrivati 2 gol. La Russia è in testa da sola nel gruppo A, ha fiducia nei propri mezzi e adesso si siede a gustarsi le altre partite.

Marcatori: 15′ Dzagoev (R), 24′ Shirokov (R), 52′ Pilar (RC), 79′ Dzagoev (R), 82′ Pavlyuchenko (R)

Malafeev; Anyukov, Ignashevich, A. Berezutski, Zhirkov; Zyryanov, Denisov, Shirokov; Dzagoev (85′ Kokorin), Kerzhakov (73′ Pavlyuchenko), Arshavin. All. Advocaat

Cech; Gebre Selassie, Sivok, Hubnik, Kadlec; Jiracek (76′ Petrzela), Plasil, Rezek (46′ Hubschmann), Rosicky, Pilar; Baros (86′ Lafata). All. Bilek

Arbitro: Webb (Inghilterra)

Ammoniti:

Recupero: 2′ primo tempo, 2′ secondo tempo 

 

Sostanzialmente inoperoso, incolpevole sul gol, solo un paio di parate semplicissime, bravo su Rosicky nel finale.

Ha visto ben altri avversari per spaventarsi: gara solida pur senza acuti, fa quello che deve fare senza problemi.

Meno appariscente del compagno nel CSKA Mosca, comunque chiude tutto. Distratto in occasione del gol subito.

A tratti un muro invalicabile, non la fa mai toccare a Baros, anche lui però difetta nella copertura sulla rete di Pilar.

Per una notte fa vedere perchè il Chelsea lo aveva pagato tanto. Corsa, spinta, qualità e chiusure. Gran bel terzino, quando se lo ricorda.

Avvia l’azione del primo gol e poi è uno stantuffo costante nel cuore del centrocampo ceco. Destra o sinistra, indifferente.

Non lo vedi, ma c’è. Eccome. In mezzo, se i cechi non combinano nulla, è merito suo. Mediano che ha anche qualità, perchè nessuno ci ha mai puntato?

Segna il 2-0, c’è sempre in appoggio alle punte, fa l’attaccante aggiunto in contropiede. Ottima partita.

I due gol sono facili, ma intanto è lì dove deve, e poi nella ripresa va a fare il centrocampista quando la squadra deve ripiegare. Sicuri abbia solo 21 anni?

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La nota stonata. Sbaglia almeno 4 gol, anche sull’1-0 commette un errore. E dire che la palla in porta ha dimostrato di saperla buttare. Non stasera.

( entra e in 9 minuti confeziona un assist vincente e segna. Qualcuno voleva chiedergli di più? Con lui e non Kerzhakov dall’inizio, sarebbe finita 8-1)

A tratti imbarazza per quanto sia superiore, e dire che non fa nemmeno troppo. Come al solito cala alla distanza ed è un difetto, ma un paio di palloni sono geniali.

All. ADVOCAAT 7.5: distrugge Smuda sul piano di gioco e ritmo. La sua Russia può far male come fece quella di Guus Hiddink. Un altro Orange alla conquista della Grande Madre.

Non che possa fare molto sui gol, ma in occasione del secondo appare un po’ timido nell’uscita bassa e Shirokov lo brucia.

Sentiremo parlare di lui. Gran bel prospetto, corre e chiude, non si ferma mai, ma spesso lo pescano fuori posizione e banchettano.

Lascia falle da tutte le parti, non ci fosse Hubnik finirebbe decisamente peggio.

Appunto. Intendiamoci, anche lui non è che sia irreprensibile, ma almeno fa finta che gli interessi non prendere un’imbarcata storica.

Ha vissuto giornate migliori. Shirokov, Zyryanov, Arshavin: gli arrivano dappertutto, non sa più dove girarsi e finisce per farlo sempre dalla parte sbagliata.

Ci prova, ma lo lasciano sempre da solo e non combina granchè. Uno dei meno colpevoli, comunque.

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Bell’assist per il gol e movimento costante, ma uno con la sua classe ed esperienza dovrebbe fare di più.

Non era dispiaciuto, largo a destra, ma Bilek lo sacrifica per contrastare Denisov al centro. Mossa che dura cinque minuti.

( dicevamo, mossa che dura 5 minuti, perchè dura 5 minuti lui, poi viene sommerso dai flutti russi)

Aggravante rispetto a Plasil, perchè chi deve suonare la carica è lui, e invece pur chiedendo il pallone poi non sa cosa farne.

Segna e dà un filo di speranza ai suoi, ed è pure un bel peperino a sinistra. Ma da solo, anche lui si perde.

In 10, la Repubblica Ceca avrebbe forse fatto meglio, perchè non passandogli la palla i compagni non l’avrebbero persa. Nel 2004 era capocannoniere degli Europei: il tempo passa per tutti.

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All. BILEK 5: non sappiamo se sia tutta colpa sua, ma la formazione l’ha messa in campo lui. Dovrà rivedere molte cose se non vuole essere eliminato già alla prossima partita.

 

Arbitro: WEBB 6.5: dirige molto bene una gara facile, che però era iniziata con molti falli. Fischia ma non ammonisce, e chiude con zero cartellini, quasi un record.

 

(Claudio Franceschini)

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