EUROPA LEAGUE/ Semifinali, Mondonico: il Benfica rimonterà, il Basilea…(esclusiva)

- int. Emiliano Mondonico

Emilino Mondonico introduce le due semifinali di ritorno dell’Europa League 2012-2013: a Stanford Bridge (Londra) si gioca Chelsea-Basilea, al Da Luz di Lisbona Benfica-Fenerbahçe

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(INFOPHOTO)

Si giocheranno stasera i ritorni delle semifinali di Europa League tra Chelsea e Basilea e Benfica e Fenerbahçe. All’andata la formazione inglese si è imposta in Svizzera 2-1 con una punizione di David Luiz nei minuti di recupero, mentre la squadra turca ha sconfitto quella portoghese 1-0. Il Basilea può fare anche il colpaccio in Inghilterra? E’ una squadra imprevedibile, che gioca bene anche in trasferta, pur essendo formata da una rosa di giocatori giovani: può recuperare lo svantaggio, su un terreno storico come quello di Stanford Bridge? Tra Benfica e Fenerbahçe i turchi partono favoriti, in virtù del punteggio dell’andata, anche se la maggiore tradizione del Benfica, più abituato a giocare partite importanti in campo internazionale, potrebbe essere un fattore decisivo. Per parlare del ritorno delle semifinali di Europa League ilsussidiario.net ha intervistato in esclusiva Emiliano Mondonico, finalista col Torino nella Coppa UEFA 1991-1992. 

Europa League, siamo alle semifinali, quante speranze avrà il Basilea di fare il colpo a Londra? Di certo si giocherà le sue chanches, anche se il Chelsea partirà favorito e dovrà dimostrare qualcosa di più. Niente comunque è impossibile, e bisogna considerare anche il fatto che tutte le squadre che arrivano a questo punto dell’Europa League sono di buon livello tecnico, anche il Basilea naturalmente.

Chelsea superiore, ma Basilea squadra imprevedibile: come gli svizzeri potrebbero imbrigliare il gioco degli inglesi? Il Chelsea ha tanti giocatori di buon livello tecnico, il Basilea però avrà le sue armi per poter mettere in difficoltà la formazione inglese. Non mi stupirei se lo facesse.

Qualche rimpianto per il Chelsea per la pessima figura in Champions? E’ andata così, la squadra inglese sicuramente non ha mostrato il miglior calcio in questa competizione, anche per i problemi che Di Matteo ha avuto con lo spogliatoio. E’ stato bravo Benitez a ricompattare l’ambiente e a dare di nuovo un’identità alla squadra.

Nell’altra partita il Fenerbahce parte dall’1-0 a favore col Benfica: risultato sorprendente? La formazione turca in effetti ha ottenuto un risultato a sorpresa, ma credo che il Benfica abbia tutte le possibilità di ribaltare il risultato e quindi di conquistare la qualificazione, anche per il fatto di giocare in casa il ritorno.

I portoghesi sembrano  superiori, hanno più esperienza e tradizione calcistica, basterà?

E’ una cosa che conterà molto, unita proprio al fatto che giocando in casa potranno mettere a frutto tutte queste loro qualità calcistiche.

Turchi con l’entusiasmo, portoghesi conoscitori della tattica: Benfica-Fenerbahçe si può inquadrare anche così? Sì, soprattutto dal punto di vista portoghese. Il Benfica fa parte di quella scuola lusitana di buon livello tecnico, che ha permesso a diverse squadre di questa nazione di fare bene nell’Europa League negli ultimi anni. Hanno giocatori molto forti a cui si aggiungono calciatori di altre nazioni, per una miscela di calcio spesso eccezionale. Questo permette ai club di essere superiori a una Nazionale che invece non è al loro livello.

Buono il livello di questa manifestazione, o forse era meglio la vecchia Coppa Uefa? Da quando c’è l’Europa League c’è più interesse verso questa manifestazione fin dai primi turni, a differenza di quando c’era la Coppa Uefa. Dispiace solo che le squadre italiane snobbino un po’ questa coppa rispetto alla Champions League. Un po’ la stessa cosa di quello che accade nella Coppa Italia, dove nei turni iniziali le squadre meglio classificate in campionato la trascurano. Poi sono sempre loro a essere presenti nella fase finale della Coppa Italia.

Lei perse proprio una Coppa Uefa nel 1992 col Torino in finale con l’Ajax: che ricordo ha? All’andata a Torino facemmo 2-2 e sbagliammo di poco il gol del 3-2. Al ritorno ad Amsterdam colpimmo 3 pali. Bastava poco per alzare al cielo la Coppa Uefa. Mi resi conto quella volta che poi sono solo le squadre che vincono quelle che vengono prese in considerazione. Arrivare secondi conta poco. Certo quella stagione il Torino fece la finale di Coppa Uefa e arrivò terzo in campionato: un’annata calcistica da ricordare.

 

(Franco Vittadini)



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