PALLAVOLO/ Coppa del Mondo, Italia-Usa 3-1: grande battaglia, preziosa vittoria azzurra

- La Redazione

Preziosa vittoria per l’Italia di Berruto contro gli Usa nella quinta giornata della Coppa del Mondo di volley. Lasko e Savani sugli scudi, primo set epico chiuso col punteggio di 41-39.

lasko_r400-1
Lasko: sarà la chiave di Italia-Polonia? (Foto: ANSA)

Partita davvero epica quella andata in scena stamattina (per l’Italia, tardo pomeriggio giapponese) per la quinta giornata della Coppa del Mondo di pallavolo maschile tra Italia-Stati Uniti. Sfida di grande livello tra la terza (Italia) e la quarta (Usa) squadra nel ranking mondiale; gli Stati Uniti sono anche campioni olimpici in carica, mentre noi li avevamo eliminati ai Mondiali l’anno scorso. Partita anche importantissima per la classifica di questa combattutissima manifestazione, in cui la classifica è sempre più corta. Vittoria dunque preziosissima per gli azzurri (3-1, parziali 41-39, 25-22, 22-25, 25-21), che rimangono nelle parti alte della classifica.

Il sestetto base azzurro vede in campo Mastrangelo, Lasko, Zaytsev, Savani, Travica e Fei con Giovi libero. Durante la partita avranno grande spazio anche Parodi e Birarelli. Il primo set è stato a dir poco memorabile, basterebbe ricordare il punteggio con il quale si è chiuso: 41-39! Una girandola di emozioni in un set in cui nessuna delle due squadre ha mai preso un consistente break di vantaggio. Sempre punto a punto, una lotta entusiasmante, con Lasko e Savani sugli scudi per l’Italia e Stanley per gli Stati Uniti. Quando si arriva ai vantaggi la girandola delle emozioni diventa da mal di testa: le palle-set si sprecano da entrambe le parti, con mini-break che portano in vantaggio prima una poi l’altra squadra. L’ultimo vantaggio Usa è sul 33-32, poi passa a condurre l’Italia, ma i set-point non vengono concretizzati fino a quello che arriva sul 40-39, grazie a un attacco di capitan Savani. Primo set epico, grande Italia. Il secondo set è ancora equilibrato, ma l’Italia lo tiene in mano, gestendo sempre un piccolo vantaggio – che a volte si riduce al pari su servizio altrui – ma che conserva sempre. Il primo break importante porta gli azzurri sul 19-15, da lì sostanzialmente il parziale è in mano all’Italia, che lo chiude senza soffrire eccessivamente sul 25-22, con Lasko e Savani sempre migliori realizzatori ma un’ottima prova corale. Il terzo set ricorda molto da vicino il secondo, ma con una determinante differenza: stavolta, infatti, sono gli americani ad acquisire e poi conservare un piccolo margine. L’Italia va ad “elastico”: si rifà sotto e poi viene ancora allontanata, l’ultima parità è a quota 14, poi gli Usa si allontanano e – come gli azzurri nella frazione precedente – s’impongono con relativa facilità restituendo il 25-22.

Il quarto set inizia male per l’Italia, che si ritrova sotto al primo time-out tecnico 4-8, ma da lì inizia una rimonta inesorabile. Il primo vantaggio giunge con un ace di Travica (15-14), poi è battaglia punto a punto fino al 21-20, con gli attacchi italiani quasi sempre affidati a un Lasko magnifico. A questo punto gli azzurri prendono il sopravvento, e chiudono parziale e partita con un netto 25-21. Gli ultimi due punti giungono con un muro di Mastrangelo e un pallonetto di Travica che beffa la difesa. Top scorer naturalmente Lasko con 25 punti, seguito da Savani con 20. Poi Mastrangelo (12), Fei (9), Travica (7), Zaytsev (5),  Parodi (4) e Birarelli (1). Tra gli statunitensi spiccano Stanley (22 punti) e Anderson (20). Anche oggi non sono mancati risultati inattesi, come la Cina che strappa un punto al Brasile, vittorioso solo al tie-break, e l’ennesima vittoria dell’Iran di Velasco: 3-2 all’Argentina. Guida la Polonia con 13 punti, poi Russia e Brasile a 12 e l’Italia a 11, ma solo i polacchi finora non hanno incontrato nessuna altra big. Domani meritato riposo e nuovo trasferimento: si va ad Hamamatsu, dove domenica (10.30 ore italiane) ci attende Cuba.

                                                                                                                              

(Mauro Mantegazza)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

I commenti dei lettori