VOLATA/ Le regole e le tipologie nel ciclismo

- La Redazione

Ecco le principali regole e penalità della specialità della volata nel ciclismo. Tutto ciò che si può fare e ciò che non è consentito dai regolamenti odierni. E gli episodi storici…

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Una scena del Giro d'Italia (foto ANSA)

Quella di oggi a Tirano, in provincia di Sondrio, è stata una tappa molto contestata del Giro d’Italia. In particolare sotto accusa è finita la volata, vinta da Giovanni Visconti che ha però alzato le mani dal manubrio per spostare Diego Ulissi. Il successivo intervento della Giuria ha poi assegnato la vittoria allo stesso Ulissi, trionfatore ufficiale della 17esima tappa del Giro. Visconti è stato quindi ‘retrocesso’ al terzo posto per scorrettezze.

Quest’ultimo ha violato quindi una delle regole fondamentali di una volata ciclistica. Nessun velocista (così si chiamano i corridori predisposti per le volate) può infatti staccare le mani dal manubrio durante la corsa. E’ vietato inoltre cambiare traiettoria.

L’ex-ciclista Maurizio Fondriest, per una volata sbagliata, ci perse addirittura un mondiale. E non era certo uno sprovveduto, visto l’incredibile numero di titoli conquistati.

La volata, solitamente, riguarda gli arrivi in pianura. In base al numero di partecipanti, si può parlare di volata di gruppo, volata ristretta  e volata a due (o a tre). La prima è praticata generalmente nelle corse in pianura, mentre le altre due tipologie si riscontrano in collina o in montagna. Si parla poi di volata finale se termina con il traguardo, di volata intermedia se ha un traguardo volante come obiettivo e di volata per il Gran Premio della Montagna, se questo è lo scopo della corsa.

I velocisti delle squadre meno forti possono usare la tattica del ‘succhiare la ruota’, vale a dire mettendosi sulla scia dei ciclisti più forti, seguendoli. In alternativa, come altro stile di volata, si può fare il ‘treno’, formato da un passista, da un velocista e da altri due corridori. Il passista porta il treno in testa al gruppo, spostandosi a 900 metri dal traguardo mentre il velocista, a 200 metri dall’arrivo, cerca di correre più veloce possibile fino alla fine. Il ‘penultimo uomo’ è il passista che inizierà ad aumentare la velocità, senza però far staccare il velocista (spostandosi sui 500 metri) e c’è poi l’ultimo uomo, che fa partire la volata vera e propria, sui 200 metri.

Nelle corse a volata, va ricordato, i corridori partono tutti in contemporanea. A concludere la gara ci sarà una volata finale sul traguardo, la quale assegnerà la vittoria ad un determinato concorrente.

Spesso si assiste purtroppo nel ciclismo a spettacoli poco decorosi come quello di oggi. Spintoni, polemiche, squalifiche; l’altra faccia della medaglia, che non vorremmo mai vedere, di uno sport in realtà appassionante come pochi.



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