GOLF/ Quando lo sport piange: è morto l’ex-campione spagnolo Ballesteros

- La Redazione

Si è spento oggi l’ex-golfista spagnolo Severiano Ballesteros per un tumore incurabile al cervello. Ritiratosi dalle competizioni nel 2007, ha purtroppo perso la sua battaglia più grande

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Severiano Ballesteros (foto ANSA)

Lo sport intero è a lutto. E’ morto infatti, all’età di 54 anni, l’ex-campione di golf Severiano Ballesteros per le conseguenze di un tumore incurabile al cervello. Nel 2008 lo spagnolo aveva subìto ben 4 operazioni; ieri la famiglia aveva annunciato il “grave peggioramento” delle sue condizioni neurologiche, prima del triste evento. Stanotte alle 2 Ballesteros ha dato l’addio al mondo a causa di problemi respiratori, nella sua casa di Pedrena, nel nord della Spagna. Lottava da tre anni con il male che lo aveva colpito. Un male terribile, che non guarda in faccia a nessuno. Semplicemente irripetibile la sua carriera, costellata di trofei e di soddisfazioni. 87 tornei vinti (di cui 50 dello European Tour), un carico di vittorie davvero smisurato. Oggi l’Open di Spagna, a Terrassa, osserverà in suo onore un minuto di silenzio.

Davvero il minimo, per un campione ed un uomo semplicemente straordinario. Golfista dalla classe cristallina e persona di grandissimo carisma, Ballesteros era amato dalle folle non solo per lo spettacolo che sapeva offrire sui campi di tutto il mondo ma anche per le battaglie che conduceva contro il governo mondiale del golf. Non a caso l’astro nascente Matteo Manassero l’aveva indicato come suo idolo e suo modello sportivo.

Il fuoriclasse spagnolo si era ritirato nel 2007 ma già dalla fine degli anni 90 in poi aveva iniziato a diradare le sue apparizioni a causa di seri problemi alla schiena. Problemi che, stando a quanto si disse all’epoca, si sarebbero presentati già in età giovanile quando il povero Ballesteros, all’inizio della carriera, soleva dormire sul pavimento, a casa di amici. Erano solo gli albori della sua splendida avventura sportiva e il Nostro lo faceva per risparmiare soldi, si diceva.

Ballesteros, dunque, non ce l’ha fatta. Non è riuscito a vincere la sua battaglia più importante ma lascia dentro di noi un ricordo puro, vivido, di campione superbo e persona mai banale. E’ riuscito a scrivere delle pagine indimenticabili di uno sport forse non sempre amato dalla massa ma di rara eleganza, raro stile. Proprio come lui.

Lo sport può regalare storie come questa. Ma anche storie di sofferenza e riscatto, oblìo e resurrezione. Come quella del francese Eric Abidal, tornato in campo dopo soli 46 giorni di distanza da un’operazione per un tumore al fegato. Il suo rientro nel finale di gara con il Real Madrid ha reso ancora più dolce, ancora più meravigliosa la festa per la sopraggiunta finalissima di Wembley, nuovo traguardo di quella fantastica squadra che è il Barcellona di Pep Guardiola. La società blaugrana sta per premiarlo con un rinnovo fino al 2013; un ulteriore anno di contratto potrebbe essere aggiunto se il giocatore disputerà almeno il 60% delle gare nel 2012-13. Il giusto premio ad un professionista serissimo ed impeccabile. E che meraviglia quel momento in cui l’anima del Barcellona, il gladiatore Carles Puyol, lasciava il campo ad Abidal, invitando tutto il pubblico ad applaudire l’eroe ritrovato. Momenti da brividi, da lucciconi. Momenti che solo il vero sport sa regalare. Grazie, Eric. E ciao, Severiano. Che la terra ti sia lieve.

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