RYDER CUP 2012/ Europa da urlo: rimonta e vittoria. Decisivo il pari di Molinari con Woods

L’Europa compie una clamorosa rimonta nell’ultima giornata di gara alla Ryder Cup 2012 di golf, e conquista il titolo battendo gli Stati Uniti in casa loro. Decisivo Francesco Molinari.

01.10.2012 - La Redazione
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Francesco Molinari

Sul green di Medinah, nei dintorni di Chicago, ieri è accaduto quello che in pochi potevano immaginare: l’Europa ha vinto la Ryder Cup 2012 contro i padroni di casa degli Stati Uniti con una straordinaria rimonta nell’ultima giornata di gara. Si partiva infatti con gli Usa in vantaggio 10-6 dopo quanto era successo venerdì e sabato, ed invece il punteggio finale recita Europa 14,5-Stati Uniti 13,5. Quello che sembrava impossibile è accaduto, per la delusione del grande e caldo (a volte anche troppo, specie per uno sport come il golf) pubblico di Medinah: l’Europa ha completato la miracolosa rimonta e ha confermato il titolo, bissando il successo di due anni fa in Galles. Certamente questa vittoria vale ancora di più, per il modo in cui è stata conquistata e per il fatto di averla ottenuta in trasferta – impresa non facile in Ryder Cup. Un gap di quattro punti era stato ribaltato nell’ultima giornata soltanto una volta: nel 1999, quando a rimontare furono gli americani ma in casa proporia. Insomma, una simile impresa in trasferta non era mai riuscita. Inoltre, va pure sottolineato che si tratta della settimana vittoria europea nelle ultime nove edizioni: la superiorità nel golf mondiale è ormai del ‘Vecchio Continente’.

Per avere qualche possibilità di vincere, ieri serviva una partenza fulminante. Il capitano degli europei, Jose Maria Olazabal, lo ha spiegato così: “Al meeting di sabato sera ho detto ai miei boys che io ci credevo ancora e che sarebbe bastato essere più brillanti sui green per avere una possibilità e cambiare il corso degli eventi”. Cinque vittorie nei primi sei match e il punteggio totale andava in parità: 11-11. Il segreto della rimonta è stato qui: gli americani erano partiti tranquilli, forse convinti di avere già vinto, o almeno pensando che qualche passaggio a vuoto sarebbe stato tollerabile, ed invece si sono ritrovati sotto pressione. Le vittorie iniziali sono state firmate da Donald, Poulter, McIlroy, Rose e Lawrie, con il brivido più grande procurato da un Rory McIlroy che si presenta al tee di partenza all’ultimo momento buono, confuso dal fuso orario. I due match finali toccavano al tedesco Martin Kaymer e all’azzurro Francesco Molinari. Il tedesco vinceva il suo incontro con un putt decisivo, non troppo difficile (da circa 2 metri), ma con una pressione micidiale.

Ha poi raccontato Kaymer: “Sì, ci ho pensato al celebre putt da un paio di metri sbagliato dal mio connazionale Bernhard Langer nel ’91 che costò la Ryder. Ma mi sono detto: ‘so esattamente cosa devo fare e non permetterò che accada di nuovo’”. A quel punto mancava solo Woods-Molinari e l’Europa era in vantaggio di un punto: come minimo, pareggio finale garantito, e la Coppa sarebbe rimasta comunque in Europa da regolamento (in caso di pareggio se la tiene il detentore). Certo però che vincere è meglio di pareggiare, e per vincere davvero la Coppa serviva almeno un pareggio di Molinari contro il golfista più famoso del mondo. L’azzurro era stato anche in vantaggio su Tiger di due alla 3. ma alla 18 era 1-down: “Ho chiesto lumi a Olazabal se, visto l’esito, dovevo pareggiare la buca o provare a vincerla. E lui mi ha confermato che dovevo provare a prendere il mezzo punto mancante. E così ho fatto”. Woods appariva deconcentrato dalle notizie che arrivavano sulla vittoria di Kaymer e falliva il putt del par da meno di due metri, concedendo poi all’italiano la buca: “La Coppa era ormai in mano loro. Era tutto finito”. Atteggiamento che non è piaciuto a Chicco, che invece giustamente sottolineava: “Fra pareggio e vittoria c’è una bella differenza”. A Medinah, Europa batte Usa 14.5 a 13.5.

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