VOLLEY/ Serie A1 2012-2013, Travica: Macerata è pronta, ma non mi piace il blocco delle retrocessioni (esclusiva)

- int. Dragan Travica

DRAGAN TRAVICA, palleggiatore della Nazionale e dei campioni d’Italia di Macerata, ci presenta in esclusiva il campionato di serie A1 maschile che inizia oggi con il primo anticipo

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Domenica è cominciata la stagione della pallavolo maschile di club, con una bellissima partita a Modena per la Supercoppa Italiana, vinta per 3-2 dai campioni d’Italia di Macerata contro Trento, detentrice della Coppa Italia. Lo stesso identico punteggio della finale scudetto che consegnò il titolo a Macerata in primavera. Oggi ricomincia il campionato con l’anticipo della prima giornata: come tradizione, scende in campo la squadra campione d’Italia, e dunque Macerata, che affronterà l’AltoTevere San Giustino. Le altre squadre sulla carta attrezzate per lottare per lo scudetto sono naturalmente Trento e poi Cuneo e Piacenza, mentre un’altra piazza storica come Ravenna ha ritrovato la serie A1 grazie a un ripescaggio. Per il resto questo campionato presenta la novità del blocco delle retrocessioni: questa è la strada scelta dalla Lega per fronteggiare la crisi economica, che ha portato all’addio di piazze importanti come Monza e Roma (che costituisce l’ennesimo flop del volley nelle metropoli). Il biglietto da visita è la medaglia di bronzo conquistata alle Olimpiadi di Londra dalla Nazionale, di cui faceva parte anche Dragan Travica, palleggiatore degli azzurri e di Macerata. Proprio a lui ci siamo affidati per presentare questo campionato che sta per cominciare. Eccolo in questa intervista per IlSussidiario.net.

Travica, cosa ha lasciato a Macerata la grande vittoria in Supercoppa Italiana? Intanto è un trofeo importante che abbiamo vinto. Poi sicuramente ci ha dato ancora più fiducia per la stagione che stiamo per iniziare. Certo c’è la presenza di qualche nuovo giocatore, ma penso che potremo fare lo stesso bene negli appuntamenti che ci aspettano.

La squadra si basa su tanti nazionali italiani: che vantaggio vi dà? E’ innanzitutto motivo d’orgoglio avere in squadra diversi giocatori che fanno parte della nazionale. Poi bisogna dire che siamo un collettivo affiatato da tempo, con l’abitudine a giocare assieme che è molto importante per qualsiasi sport.

A proposito, che ricordo ha delle Olimpiadi dopo due mesi? Abbiamo raggiunto un grande traguardo, una medaglia di bronzo importante, che ci ha dato grandissima soddisfazione.

Inizia il campionato: Macerata è ancora favorita per lo scudetto? Non posso negare che siamo la squadra da battere, essendo i campioni in carica. Credo però che le squadre che oltre a noi potranno fare molto bene saranno Trento, Cuneo e Piacenza.

Che ruolo potrà avere Trento? E’ una squadra collaudata da anni, forte in battuta, sempre in grado di competere per traguardi importanti come lo scudetto.

E Cuneo? Anche Cuneo è molto forte, un’altra formazione appunto con ambizioni di scudetto, che quest’anno si è rinforzata con un giocatore molto valido come Sokolov.

Quali saranno le possibili sorprese? Come ho detto prima, Piacenza potrà fare grandi cose, poi vedo bene anche Latina e Vibo Valentia.

Modena potrà tornare ai livelli che le competono? Modena è una società importante della pallavolo italiana. Penso che per tornare al massimo livello ci vogliono le risorse economiche che sono alla base di qualsiasi progetto importante per ogni club.  

Come vede il blocco delle retrocessioni?

Lo vedo male, non mi piace e non lo comprendo. Spero solo che in qualche modo se ne possa trarre giovamento.

Qual è la sua la finale scudetto ideale? Io sono per il “V-day”. E’ un evento che appassiona la gente, il giorno dedicato alla pallavolo, da fare possibilmente nelle grandi città come Roma, Milano o Torino dove il “V-day” è stato giocato con grande interesse e partecipazione del pubblico.

Non si sente la mancanza delle grandi città per la pallavolo italiana? E’ così, la presenza di grandi città nella pallavolo sarebbe una buona cosa. Ma per fare questo ci vogliono progetti seri. Si è tentato a Milano e a Roma, ma questo tentativo di portare nelle metropoli il grande volley è fallito. Forse è perché in Italia esiste solo il calcio. Certo è un peccato che questo non avvenga.

 

(Franco Vittadini)

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