ATLETICA/ Maratona di Londra, muore una concorrente

- La Redazione

Claire Squires, 30 anni, parrucchiera appassionata podista, è morta dopo essersi sentita male a poco più di un chilometro dal traguardo della maratona di Londra. Tragedia nell’anno olimpico.

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I cerchi olimpici sul Tamigi (Infophoto)

La maratona di Londra di ieri era un evento attesissimo. Innanzitutto perchè questa è una delle maratone più prestigiose del mondo, e poi perchè quest’anno la capitale britannica ospiterà i Giochi Olimpici e questo grande appuntamento sportivo era una delle tappe di avvicinamento più attese. Su tutto questo però oggi è sceso un velo di tristezza, perchè una tragedia ha funestato la maratona inglese disputatasi ieri. Claire Squires, una donna di appena 30 anni originaria di North Kilworth (paesino nella contea del Leicestershire), ha avuto un malore mentre percorreva Birdcage Walk, una strada vicino a St James’ Park, a poco meno di un miglio da Buckingham Palace, dove era posto il traguardo della corsa. Insomma, mancava solamente poco più di un km e poi anche Claire, come tutti gli altri partecipanti, sarebbe arrivata al traguardo, ma proprio quando si apprestava a compiere l’ultimo chilometro di gara è collassata e ha perso la vita. Dunque è finita nel peggiore dei modi l’ultima maratona di Londra, gara disputata ieri nella capitale britannica e alla quale hanno partecipato circa 37.000 corridori, nonostante il pronto intervento dei medici e l’immediato soccorso di un’ambulanza.

La ragazza, di professione parrucchiera, era alla sua seconda partecipazione alla competizione londinese: il suo debutto infatti era stato nel 2010, e in quel caso portò a termine la maratona. Non era dunque una debuttante allo sbaraglio, e i suoi conoscenti hanno dichiarato che non aveva mai mostrato problemi di salute in passato e anche che era in perfetta forma prima della gara. La ragazza aveva deciso di correre la maratona per beneficenza: la sua prestazione avrebbe garantito oltre 500 sterline all’associazione benefica «Samaritans». L’anno scorso, sempre per beneficenza, aveva scalato il monte Kilimangiaro in Tanzania per raccogliere circa 1400 sterline di fondi da donare alla Raf Association: “Era troppo giovane e bella e non doveva morire – ha scritto un amico su Facebook – Era una persona piena d’amore e di vita”. Si tratta del decimo caso di morte alla maratona di Londra, che nacque nel 1981. L’ultimo caso risaliva al 2007. Il portavoce dell’organizzazione della gara ha espresso le sue condoglianze alla famiglia della vittima: “Abbiamo appreso con rammarico della morte di una concorrente – ha dichiarato – Gli organizzatori della maratona di Londra desiderano esprimere le proprie sincere condoglianze alla famiglia e agli amici della defunta. I nostri pensieri e la nostra compassione sono con loro in questo momento difficile”.

La maratona è stata dominata dai keniani Wilson Kipsang e Mary Keitany: il vincitore della gara maschile ha chiuso in 2h04’44” (secondo miglior tempo nella storia della competizione londinese), mentre la vincitrice ha ottenuto il tempo di 2h18’37”, stabilendo il nuovo record africano della maratona femminile. Tutto questo però ora naturalmente passa in secondo piano.

 

(Mauro Mantegazza)



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