GIRO D’ITALIA 2012/ Basso: complimenti a Rodriguez, ma si deciderà tutto in alta montagna

Oggi il Giro d’Italia ha osservato il secondo e ultimo giorno di riposo: ecco le parole di Ivan Basso, Michele Scarponi e Damiano Cunego in vista degli ultimi sei decisivi giorni.

21.05.2012 - La Redazione
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Altra chiamata oggi per Ivan Basso (Infophoto)

Il Giro d’Italia si riposa. Dopo due settimane equilibrate e combattute, anche se magari non scintillanti, impreziositi dal colpaccio di Rabottini ieri a Pian dei Resinelli (clicca qui per leggere il commento di Gianni Bugno) e che vedono lo spagnolo Joaquin Rodriguez – vincitore di tappa ad Assisi – in maglia rosa davanti a Ryder Hesjedal e Ivan Basso, oggi i corridori e tutta la carovana si riposano a Limone del Garda, da dove domani si ripartirà in direzione di Falzes, per una tappa tutto sommato di trasferimento prima del gran finale. Si inizierà a fare sul serio mercoledì con il tappone dolomitico che vedrà l’arrivo a Cortina d’Ampezzo, poi tregua giovedì a Vedelago ma per finire venerdì Pampeago (da scalare due volte), sabato Mortirolo e Stelvio e domenica la cronometro di Milano. Il giorno di riposo numero due arriva gradito, anche perché fuori la pioggia non dà tregua e non beccare tutta quell’acqua è buon per tutti. I “girini” si concedono così una giornata di allenamento leggero, in genere sui rulli, e di riflessioni su ciò che è stato e ciò che sarà. Cominciamo da Ivan Basso, terzo in classifica a 1’22” da Rodriguez: “Chi è davanti in questo momento ne ha pieno merito – esordisce il varesino, che rende pieno merito alla maglia rosa -. Rodriguez ha conquistato secondi preziosi in tutte le occasioni. Sapevo di non poter guadagnare in certi giorni, per questo ho pensato a non perdere. Probabilmente anche a Falzes sarà così. Non posso pensare di battere uno come Purito per prendere l’abbuono, non perderò il sonno per questo”. L’appuntamento per Ivan dunque è rimandato: “Aspetto l’alta montagna che deciderà il Giro. La strada dove non c’è erba né vegetazione. Solo roccia, meno ossigeno. La gente ha ragione, percepisco la voglia di vedere più spettacolo, ma basta aspettare. Quello che ci aspetta non è uno scherzo. E quello che conta per me è arrivare nelle condizioni ideali mercoledì, venerdì e sabato. Sono molto ottimista, in una grande corsa a tappe quando non accade nulla di male e sei in gioco vuol dire che la maglia rosa non è lontana”. Anche Scarponi rende onore a Purito Rodriguez, maglia rosa “e non solo, Joaquin è anche quello che ha fatto l’annata migliore – precisa il marchigiano, 1’36” da recuperare sulla maglia rosa -. Ha preparato il Giro nel modo migliore e ha una squadra fortissima”.

Sulla Liquigas invece l’Aquila di Filottrano si esprime così: “La squadra di Basso sapeva di dover correre in questo modo, l’aveva messo in preventivo. Credo che abbia sprecato un po’ di energie, forse più di quello che pensavano perché Cunego in fuga non potevano permetterselo”. Ecco invece come vede i prossimi tapponi: “Cortina è davvero impegnativa, Pampeago è la più dura. Lo Stelvio dirà chi è il più forte in questo Giro ma è quella che mi piace meno: lunga, non ha pendenze proibitive, si adatta a chi fa ritmo e fondo”. La Lampre sicuramente è aggressiva, con gli attacchi da lontano di Damiano Cunego (a 3’45” di ritardo dal leader), che dice: “Rodriguez ha un vantaggio da gestire ma è tutto ancora aperto e sono convinto che a Milano arriveranno tre o quattro corridori ancora in gioco, qualcuno salterà per aria in questi giorni. La tattica migliore? La nostra, attaccare. Siamo già riusciti a mettere paura a qualcuno, dobbiamo continuare”. Ora tocca alla corsa dare i verdetti.

 

(Mauro Mantegazza)



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